ritratto della signorina lieser di gustav klimt

DOVE C’È KLIMT, C’È MISTERO - SI STA TRASFORMANDO IN UN GIALLO IL RITROVAMENTO DI “RITRATTO DELLA SIGNORINA LIESER”, IL QUADRO DI KLIMT SCOMPARSO UN SECOLO FA E ORA MESSO ALL’INCANTO DALLA CASA D’ASTE IMKINSKY: PER ANNI IL FIGLIO DI MARGARETHE LIESER HA CERCATO LA TELA SENZA MAI RIUSCIRE A TROVARLA, MA ORA DOPO LA SUA MORTE IL QUADRO È SBUCATO FUORI, PER DI PIU' CON ALCUNE INCONGRUENZE: PER LA CASA D’ASTE NEL QUADRO NON È RAFFIGURATA MARGARETHE, MA SUA CUGINA. GLI ESPERTI DI KLIMT STRANAMENTE NON SONO STATI INTERPELLATI…

Estratto dell’articolo di Tonia Mastrobuoni per “la Repubblica”

 

ritratto della signorina lieser di gustav klimt 7

Nel 1917 Margarethe Constance Lieser è costretta a posare per nove volte nello studio viennese di Gustav Klimt. La diciottenne dai grandi occhi bruni viene dipinta su uno sfondo arancione, il vestito è un profluvio di colori: il quadro è uno degli ultimi capolavori di Klimt, commissionato dai genitori di Margarethe, i Lieser. Una famiglia della grande borghesia industriale dell’impero austroungarico; sono ebrei convertiti al cattolicesimo.

All’inizio del 1918, Gustav Klimt muore. E il “Ritratto della signorina Lieser” viene consegnato, incompiuto, alla famiglia, per poi sparire nel nulla.

 

Nei cataloghi resta per un secolo una foto in bianco e nero, il pallido ricordo di un oggetto legato al tragico destino di una famiglia costretta negli anni Trenta a fuggire dai nazisti.

ritratto della signorina lieser di gustav klimt 6

Il figlio di Margarethe, il finanziere William de Gelsey, non si rassegna a quella sparizione: cerca disperatamente di rintracciare il ritratto di sua madre, soprattutto a partire dagli anni ‘80. […]

 

Nel 2021, William de Gelsey muore. E nel testamento lascia una strana nota.

Chiede agli eredi – non ha figli: il lascito è affidato a un trust – di «recuperarlo ». E prima di morire continua a ripetere che «quando non ci sarò più, il quadro salterà fuori». E infatti.

A fine gennaio 2024 una notizia- bomba fa il giro del mondo. Il “Ritratto della signorina Lieser” è stato ritrovato. L’annuncio arriva non da Sotheby’s o da Christie’s, ma da una piccola casa d’aste austriaca: imKinsky. È un ritrovamento sensazionale, e l’asta è annunciata per il 24 aprile. Si parte da 30 milioni di euro, ma gli esperti stimano che potrebbe essere ceduto per 70 milioni o più.

 

ritratto della signorina lieser di gustav klimt 5

Il punto, però, per parafrasare Manzoni, è che questo quadro non s’ha da vendere. Almeno, finché l’origine e l’identità non ne siano definitivamente chiarite. Perché, oltre all’incredibile ritrovamento, imKinsky annuncia una novità che sconvolge gli storici. E che sta trasformando l’intera vicenda in un giallo.

La donna ritratta nel quadro non sarebbe Margarethe, ma Helene: sua cugina. Il quadro non sarebbe stato commissionato da Silvia Lieser, bensì da sua cognata Henriette, detta Lilly, deportata nel 1942 dai nazisti e morta a Riga, forse fucilata dai nazisti, forse assassinata l’anno successivo ad Auschwitz.

 

ritratto della signorina lieser di gustav klimt 4

Le incongruenze di questo improvviso cambio di identità della “signorina” di Klimt sono tante. L’ignoto che ha affidato il ritratto a imKinsky ha confessato al proprietario della casa d’aste, Ernst Ploil, che ci sono «problemi che riguardano la provenienza». E sul sito di imKinsky non si rintraccia alcun accenno a un team di ricerca per rintracciare l’origine della tela, come avviene di solito. […]

 

la cancellazione del quadro di klimt da una mostra del 1926

Tobias G. Natter è tra i maggiori esperti di Klimt al mondo. Nel 2012 è uscito il suo monumentale catalogo completo delle tele del genio dello Jugendstil, dove il ritratto figura ancora in bianco e nero. Lo storico dell’arte lo aggiornerà, ci racconta, ma aggiunge: «Non vedo alcuna ragione per cambiarne l’identità». Il caso di Margarethe si è arricchito di un elemento opaco: «Perché non sono stati volutamente interpellati gli esperti di Klimt, come ogni casa d’aste internazionale farebbe, in un caso del genere?».

Né a Natter né a un altro grande studioso del maestro dello Jugendstil, Alfred Weidinger, è stato chiesto un parere.

 

Inoltre «esistono tre prove essenziali e indipendenti tra di loro che dimostrano l’identità della donna: è Margarethe. Una proviene dal figlio del più importante collezionista di Klimt a Vienna, Erich Lederer, l’altra è la testimonianza della cognata di Margarethe. Le chiesero due volte, nel 1984, chi fosse la donna ritratta, e lei rispose sempre: Margarethe. E poi c’è l’ossessiva ricerca del figlio banchiere William.

ritratto della signorina lieser di gustav klimt 2

Per me – conclude Natter – la plausibilità è travolgente: William è il figlio della donna ritratta. Che è Margarethe Constance Lieser».

 

A infittire il mistero ci sono le imprecisioni e le omissioni nel catalogo della casa d’aste. Repubblica ha rinvenuto la “Dichiarazione del patrimonio” della presunta committente del ritratto, Henriette Lieser.

È la lista dettagliata degli averi imposta nel 1938 agli ebrei di Vienna, dopo l’Anschluss di Hitler. C’è un elenco minuzioso di tazze, barattoli, anelli con zaffiri o poltrone, persino sei quadri appesi nell’appartamento di Vienna, oltre a «riproduzioni di quadri» custoditi in una villa. Ma non c’è alcuna traccia del grande ritratto di Klimt. Impensabile “omettere” un dettaglio del genere, per una donna ebrea. […]

margarethe constance lieser

Un’altra incongruenza riguarda una retrospettiva di Klimt citata dal catalogo Kinsky in cui sarebbe stata esposta la “Signorina Lieser”, nel 1926. Un documento ottenuto da Repubblica dimostra invece che il gallerista, Otto Kallir-Nirenstein, la avesse cancellata dai quadri da esporre.

 

Insomma, l’unica prova che la casa d’aste cita per il cambio d’identità della donna è una cartella d’archivio che attribuisce il quadro a una proprietaria che vive all’indirizzo di Henriette. Ma è un documento redatto ex post, nel 1942 o dopo.

 

La questione di fondo è: perché è stata cambiata l’identità del quadro senza consultare gli esperti? C’è chiarezza sui passaggi di proprietà avvenuti nell’ultimo secolo? Il ritratto è stato a un certo punto sottratto illegittimamente alla famiglia durante il nazismo? […]

ritratto della signorina lieser di gustav klimt 1ritratto della signorina lieser di gustav klimt 3

Ultimi Dagoreport

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?

alfredo mantovano

DAGOREPORT - ALLA MALCONCIA MELONI NON BASTAVA L'''EMINENZA NERA'' FAZZOLARI: DIAMO IL BENVENUTO ALL'"EMINENZA BIANCA", ALFREDO MANTOVANO - IL PIO SOTTOSEGRETARIO DI PALAZZO CHIGI È STATO SILENTE PER DUE ANNI E MEZZO, POI IMPROVVISAMENTE HA APERTO LE VALVOLE: SABATO È ARRIVATO PERFINO A MINIMIZZARE IL VIAGGIO DI PAPA LEONE A LAMPEDUSA (MELONI CI E' ANDATA PRIMA!) – L'EX MAGISTRATO HA RITROVATO LA FAVELLA QUANDO E' FINITO SOTTO SCHIAFFO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI PER LA DISASTROSA GESTIONE DEL CASO ALMASRI, SEGUITA DALLA PRIMA E PESANTISSIMA BATOSTA SUL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DI CUI MANTOVANO ERA L’ARCHITETTO – IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO È RIUSCITO A ENTRARE IN ROTTA DI COLLISIONE CON TUTTI: DAL VATICANO AL QUIRINALE, FINO AL  DEEP STATE (CORTE DEI CONTI) - E QUANDO ARRIVA IL MOMENTO DELLA REGIA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MANTOVANO RIESCE A SCAZZARSI CON CROSETTO, SALVINI, PIANTEDOSI, ABODI, GIULI...

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....