laura ziliani

ECCO COME IL TRIANGOLO CRIMINALE HA UCCISO (PER SOLDI) LAURA ZILIANI - DOPO MIRTO MILANI, CONFESSA ANCHE SILVIA, LA FIGLIA PIÙ GRANDE DELL'EX VIGILESSA SCOMPARSA L'8 MAGGIO SCORSO E RITROVATA MORTA TRE MESI DOPO IN UN BOSCO – L’UOMO ERA FIDANZATO CON SILVIA E AMANTE DELLA TERZA FIGLIA, PAOLA: FINORA NESSUNO DEI TRE AVEVA CONFESSATO, ANCHE DOPO LA CHIUSURA DELLE INDAGINI – IL RACCONTO DI COME E’ STATA UCCISA LAURA ZILIANI

Luca De Vito per repubblica.it

 

MIRTO MILANI

E' lui che ha provato per settimane a depistare le indagini. Un castello di bugie, frasi dette al telefono proprio immaginando di essere intercettato, per ipotizzare uno scenario completamente diverso dalla realtà. Mirto Milani è una figura centrale nell'omicidio di Laura Ziliani, l'ex vigilessa di Temù scomparsa l'8 maggio scorso e ritrovata morta tre mesi dopo in un bosco non lontano da casa sua, in Valcamonica.

 

Fidanzato della figlia più grande della donna, Silvia Zani, e amante della terza figlia, Paola. Tutti e tre accusati di un omicidio a lungo premeditato, ed è lui il primo ad aver ceduto e confessato coinvolgendo le due sorelle, dopo mesi di carcere - i tre erano stati arrestati a settembre - e dopo che le indagini sono già state chiuse, cristallizzando ruoli e fasi dell'omicidio pensato e voluto per soldi. Anche Silvia è stata interrogata ieri sera tardi e il suo verbale è stato secretato, mentre Paola verrà ascoltata oggi in carcere.

 

 

Tra le novità emerse - come riferito dal Giornale di Brescia - c'è anche una fossa trovata a pochi metri di distanza dal luogo dove poi è stato rivenuto il cadavere di Laura Ziliani l'8 agosto scorso e che, secondo gli inquirenti, era stata scavata per contenere in un primo tempo il cadavere.

PAOLA ZANI

 

Mirto Milani, sopranista 28enne nato a Calolziocorte, nel Lecchese, ma residente a Roncola San Bernardo, nella Bergamasca, laurea in Psicologia e studi al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, aveva conosciuto Silvia Zani dieci anni prima durante una vacanza studio nel Regno Unito.

 

Viene descritto dagli inquirenti come un "manipolatore". Il 31 maggio, quando Laura Ziliani era già morta da settimane, parlando al telefono con un amico ipotizza una fuga volontaria della donna: "Io ci sto pensando ultimamente che magari Laura ha dirottato nel corso del tempo dei soldi su un altro conto e ora si sta facendo la bella vita da qualche parte".

 

E aggiunge, disegnando una responsabilità della donna, che la fuga fosse legata a questioni economiche: "La situazione era disastrosa, lei spendeva più di quello che prendeva". Con l'offesa finale di un finto dispiacere: "Io alla fine le volevo un gran bene, era una bravissima persona e voleva molto bene alle sue figlie". Tutto falso, tutto costruito per nascondere quanto era accaduto.

 

Omicidio Laura Ziliani, la denuncia di scomparsa e le prime indagini

SILVIA ZANI

Le indagini hanno stabilito che Laura Ziliani, 55enne ex vigilessa amante della montagna, vedova dal 2012 - quando suo marito Enrico Zani muore travolto da una valanga - è stata uccisa la sera del 7 maggio. La mattina successiva alle 12 le due figlie Silvia e Paola - della terza, Lucia, totalmente estranea ai fatti, parleremo dopo - fanno una sollecita denuncia di scomparsa ai carabinieri: raccontano che la madre era uscita presto di mattina per una escursione nei boschi vicini e che avrebbe dovuto rientrare entro le 10 per andare con loro all'isola ecologica a portare dei vecchi mobili. Le due sorelle, 27 e 19 anni, vivevano assieme in un appartamento di Temù, nel Bresciano, mentre la madre viveva con Lucia in un altro. Le due ragazze ipotizzano che la madre abbia avuto un incidente durante l'escursione, così partono le ricerche, i boschi vengono setacciati ma niente. Le due, sui social e in tv, si mostrano disperate e fanno appelli per ritrovare la madre. Agli investigatori, in interrogatori sempre più pieni di incongruenze, raccontano di aver visto la madre parlare al cellulare la mattina alle 7, ma quel cellulare risulta spento dalla sera prima e verrà poi trovato sotto una panca in cantina.

 

 

Dopo tre mesi ritrovato il corpo di Laura Ziliani, l'ex vigilessa di Temù

le figlie di laura ziliani

Passano tre mesi, è l'8 agosto - le due figlie e Mirto Milani sono già iscritti nel registro degli indagati - quando una piena del fiume Oglio riporta il corpo di Laura Ziliani, a poche centinaia di metri da casa sua. A trovarlo è un bambino che sta passeggiando con suo padre.

 

Addosso ha soltanto slip e canottiera, è irriconoscibile se non per gli orecchini e una cisti sotto il piede, bisogna aspettare l'analisi del Dna per la conferma. Il 23 maggio era stata ritrovata una delle scarpe da camminata della donna in un altro punto del bosco, e a inizio giugno i suoi abiti - gli stessi che le figlie avevano descritto - e l'altra scarpa in un altro punto. Ma il 25 maggio un residente di Temù aveva detto ai carabinieri di aver visto Mirto e Silvia addentrarsi nel bosco, proprio dove poi vengono ritrovati i vestiti. Tutti tentativi goffi di depistare le indagini, spostando l'attenzione lontano dal punto dove la donna era stata portata.

LAURA ZILIANI E LE FIGLIE

 

Il 22 luglio i tre si presentano in caserma e consegnano i cellulari, che però sono stati resettati alle impostazioni di fabbrica. La scusa data dalla sorella più grande è di non voler mostrare suoi video intimi con il fidanzato e che si scoprisse che si era iscritta a un sito di scambisti, la scusa della minore è di non voler far leggere i messaggi che provano la relazione clandestina con il fidanzato della sorella. Paola, al telefono con una amica, dirà di essere preoccupata da quello che sarebbe potuto saltare fuori dai computer sequestrati, sostenendo che Mirto aveva fatto ricerche su come commettere omicidi e che lei e la sorella si erano iscritte a un canale Youtube chiamato "Truecrime".

 

mirto milani

Laura Ziliani, ecco come è stata uccisa dalle figlie e da Mirto Milani

Ma come è stata uccisa Laura Ziliani? La ricostruzione fatta dagli inquirenti dice che la sera del 7 maggio la donna viene prima stordita con benzodiazepine probabilmente assunte con una tisana: un flacone pieno per un terzo di tranquillante verrà ritrovato nell'appartamento dove le due ragazze vivono con Mirto Milani.

 

A procurarsi il farmaco potrebbe essere stata Silvia, dipendente di una casa di riposo. Una vicina di casa racconterà che a metà aprile Laura Ziliani le aveva confidato di essere stata male dopo una cena in famiglia, tanto da dormire per 48 ore consecutive: potrebbe essere stato il primo tentativo di ucciderla. Lo faranno la sera del 7 maggio: quando la donna è ormai priva di sensi viene soffocata.

 

Perché è stata uccisa? Il movente è economico. Laura Ziliani aveva chiesto alle figlie di investire i 40mila euro ricevuti come eredità dal padre per la ristrutturazione di alcuni appartamenti che aveva dato in affitto. La madre della donna racconterà che la figlia era preoccupata per le continue intromissioni di Mirto e di sua madre nella gestione di questi appartamenti. Il 26 maggio, quando la madre è ufficialmente scomparsa da meno di 20 giorni e le ricerche sono in corso, le due sorelle e Milani concludono la trattativa per affittare un altro appartamento e al telefono le due sorelle si congratulano per i soldi che di lì a breve avrebbero incassato, potendo così dare l'anticipo per l'acquisto di una nuova auto e per andare in vacanza.

una delle figlie di laura ziliani

 

 

Omicidio Laura Ziliani, la terza figlia Lucia è la vittima "collaterale"

"I tre indagati avevano un chiaro interesse a sostituirsi a Laura Ziliani nell'amministrazione di un vasto patrimonio immobiliare al fine di risolvere i rispettivi problemi economici", scriverà la giudice delle indagini preliminari Alessandra Sabatucci nell'ordinanza di arresto. "Il proposito omicidiario è il frutto di una lunga premeditazione che ha permesso ai tre indagati di organizzare un piano criminoso che ha consentito loro di celare per lungo tempo la morte della donna e di depistare le indagini a loro carico".

 

Mirto Milani, in quelle pagine, viene descritto come il manipolatore delle sorelle che "non riuscendo per motivi caratteriali a contrastare la volontà materna, hanno preferito sopprimere la genitrice piuttosto che dissentire apertamente con lei circa la gestione di un cospicuo patrimonio immobiliare". I tre, si legge ancora, hanno dimostrato una "non comune freddezza a dispetto della giovane età e dell'incensuratezza".

MIRTO MILANI, IL FIDANZATO DELLA FIGLIA MAGGIORE DI LAURA ZILIANI

 

C'è un'altra vittima in questa storia. E' Lucia, la seconda figlia di Laura Ziliani, che ha un lieve ritardo cognitivo e ha sempre vissuto in un legame di stretta dipendenza da sua madre. Agli investigatori racconterà che non si fidava più delle sorelle, che erano cattive con lei, e che Mirto "era un cretino".

 

La gip scrive su di lei: "La condotta, già di per sé di indicibile gravità, risulta ancor più odiosa ove si ponga mente al fatto che, così agendo, gli indagati hanno privato Zani Lucia, soggetto disabile e in tutto dipendente dalla madre, dell’unico genitore superstite". Lucia Zani, adesso, vive con la nonna materna.

laura ziliani 4laura ziliani 2laura ziliani 3laura ziliani 1laura ziliani 6laura zilianiLAURA ZILIANI 19LAURA ZILIANI 19laura zilianilaura ziliani 5

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...