dieta mediterranea

ECCO PERCHÉ IN ITALIA SI MANGIA “DA DIO” - LA CUCINA MEDITERRANEA DERIVA DALL’INCONTRO (E ANCHE LO SCONTRO) TRA DIVERSE CULTURE E RELIGIONI – MOLTI DEI PIATTI PIÙ FAMOSI DEL NOSTRO PAESE SONO IL RISULTATO DELL’INFLUENZA ARABA: I DOLCI SICILIANI FATTI CON LE MANDORLE NASCONO DAL DIVIETO DI USARE GRASSI ANIMALI NELLA PREPARAZIONE – L’UTILIZZO DI OLIO D'OLIVA E VINO DERIVANO DALL'EBRAISMO, CHE CONSACRA CON L'UNZIONE I RE, I SACERDOTI E I PROFETI...

Marino Niola per “la Repubblica”

 

dieta mediterranea

A voi sono vietati gli animali morti, il sangue, la carne di porco e ciò su cui sia stato invocato altro nome che quello di Allah. Così comanda la Sura quinta del Corano, soprannominata al-mâ'ida, cioè La tavola imbandita. Che divide i cibi in due grandi categorie. Quelli consentiti, detti all, e quelli proibiti, detti arm, cioè impuri. Sono all le carni ovine e bovine, purché macellate ritualmente per eliminare il sangue. Permessi anche i pesci con spina e squame. Mentre sono vietati molluschi e crostacei. 

 

halal

La lista delle carni interdette si apre con il maiale, ma il cane e il coniglio sono egualmente arm. Anche il vino e le bevande inebrianti sono off limits per i devoti di Allah. In realtà, molte delle prescrizioni e delle interdizioni coraniche somigliano a quelle ebraiche. Forse perché, come dicono eminenti studiosi, risalgono alle culture che abitavano il Medio Oriente preislamico e in parte sono dettate da ragioni che sono insieme etiche e dietetiche, ritualiste e salutiste. 

carne halal

 

Fatto sta che questi precetti sono alla base di molti piatti della gastronomia globale come il kebab, il cuscus, lo zimino, l'hummus, i dolma, il falafel o la moussaka. E di molte specialità della pasticceria italiana e spagnola, dove l'influenza islamica è passata attraverso la penetrazione arabo- berbera. Da questa mescolanza di preparazioni e di devozioni sono nati gli alfajores e i fardelejos ispanici, gli sfinci siciliani, dall'arabo isfang, i cannoli, le cubbaite, cioè i mandorlati, che è il significato letterale dell'arabo qubbiat.

dolci alle mandorle 2

 

Dolci che nascono dal divieto di usare grassi animali nella preparazione, sostituendoli con miele e ricotta. Ma perfino l'uso mediterraneo di condire il pane con i semi di sesamo è dovuto all'egemonia moresca. Così come la diffusione della farina di ceci, con cui si preparano le popolarissime panelle palermitane, la celebre fainâ genovese, la fainè sarda, la cecina toscana, la bélecauda tortonese, la padellata ferrarese, la soccaprovenzale, la cade tolonese, la calentita andalusa. 

 

farinata di ceci

Si può dire che il meglio delle nostre cucine derivi dall'incontro e dallo scontro tra i tre grandi monoteismi. Passioni, ossessioni, somiglianze e differenze. E anche se oggi balza agli occhi soprattutto quel che separa le due sponde, le genti mediterranee restano parenti-differenti. Basti pensare all'onnipresenza di alimenti come cereali, olio d'oliva e vino, sacri a tutti i culti e le culture del bacino. 

 

olio di oliva

Dall'ebraismo, che consacra con l'unzione i re, i sacerdoti e i profeti. Al cristianesimo che trasforma il pane nel corpo del dio incarnato e l'olio nella materia della segnatura divina di Cristo, letteralmente "l'unto". Fino all'Islam, dove la ventiquattresima Sura del Corano, nel cosiddetto Versetto della Luce , paragona Allah all'ulivo. E se adesso il vino segna una frontiera fra i due mediterranei, a lungo non è stato così, tant' è che i protagonisti delle Mille e una notte , brindano spesso e volentieri. 

VINO ROSSO

 

Perché in realtà nelle sure meccane, quelle che precedono l'Egira, il trasferimento di Maometto dalla Mecca a Medina che nel 622 d.C. dà inizio all'era musulmana, non c'è traccia della proibizione del vino. La Sura 16, detta an-nahl (le api) dice addirittura: «Pure dai frutti dei palmeti e delle vigne ricavate bevanda inebriante e cibo eccellente». L'interdizione compare invece nelle sure medinesi, quando l'Islam è diventato religione di Stato caricandosi di valenze politiche e identitarie. 

 

vino

«In verità col vino e il gioco d'azzardo - dice la Sura quinta - Satana vuole seminare inimicizia e odio tra di voi e allontanarvi dal Ricordo di Allah». È allora che la rinuncia al vino diventa un comportamento che fa la differenza tra i credenti della Mezzaluna e tutti gli altri popoli. In realtà le cucine, proprio come le religioni, del Mediterraneo e poi dell'Europa, si sono costruite l'una sull'altra, l'una dopo l'altra, l'una contro l'altra. 

 

EBREO ORTODOSSO SCRUTA UNA PALMA A UN MERCATO A GERUSALEMME

Ecco perché se la religione di Mosè e quella di Maometto sono caratterizzate da un alto numero di tabù alimentari, quella di Cristo è praticamente onnivora. E anche questo è scritto nei testi sacri, a cominciare dai Vangeli, dove non c'è traccia di cibi proibiti. Fino alla Lettera di san Paolo ai Corinzi, dove si dice che ogni specie animale o vegetale che si trova sui banchi del mercato può essere consumata senza problemi. 

 

Perché «del Signore è la terra e tutto ciò che essa contiene». L'unico precetto cristiano è la temperanza. Con le parole di oggi, l'abbondanza frugale come antidoto contro l'egoismo bulimico. Una disciplina del corpo e dell'anima che nelle diverse confessioni si riflette nei digiuni e nelle astinenze che costellano la pratica devota. Dallo Yom Kippur ebraico al Ramadan islamico, da quello interminabile dei cristiani copti d'Egitto, cui L'Espresso ha dedicato di recente un bellissimo servizio di Angiola Codacci Pisanelli, alle continue rinunce che punteggiano l'anno induista. 

 

DIGIUNO IN QUARESIMA

Nonché quello ortodosso, che prevede oltre a quello quaresimale, il digiuno per la Dormizione di Maria, dall'1 al 14 agosto, quello per la decollazione di san Giovanni e quello della Vigilia dell'Epifania. Fino alla disciplina cristiana della Quaresima e dei giorni di magro. Questa millenaria stratificazione di usi e consumi, di precetti e ricette, di tradizioni e devozioni vive ancora nelle nostre abitudini alimentari. Anche se ce ne siamo dimenticati. 

 

Il venerdì mangiamo ceci e baccalà perché una volta era giorno di magro. E la cascata di branzini, ostriche e salmone, cotechini e capponi, agnelli e primizie che trasforma le feste comandate in orge proteiche è quel che resta dei banchetti sacri in onore del dio che nasce, del dio che muore, del dio che rinasce. Siamo quel che mangiamo o siamo quel che mangiano i nostri dei? E anche se non c'è più religione, oggi fioretti e penitenze, ascetismi e astinenze tornano nel rigore precettistico delle mille diete cui ci sottoponiamo. 

baccala'

 

Prima di tutto perché siamo in cerca di regole e decaloghi. Non più per essere puri ma per essere depurati. Non più per la salvezza dell'anima ma per la salute del corpo. Non più per il timore del giudizio divino ma del verdetto inesorabile della bilancia. Che ormai ha sostituito la coscienza. Riducendo la vita a girovita.

Ultimi Dagoreport

funerali

DAGOREPORT- DELLA SERIE: CHI MUORE GIACE E CHI VIVE RILASCIA UN’INTERVISTA... BENVENUTI AL FENOMENO DELLE PREFICHE DEI CELEBRO-DEFUNTI - CHE SI TRATTI DI GINA LOLLOBRIGIDA, DI ARMANI, DI VALENTINO, DI ELEONORA GIORGI O DI ENRICA BONACCORTI, ALLA FINE TUTTI COMMENTANO: CHE FUNERALE, MEGLIO DI UN PARTY! - INDOSSATO IL LOOK D’ORDINANZA (OCCHIALE NERO CHE NON CI SI TOGLIE NEPPURE IN CHIESA, FACCIA SLAVATA E CAPPOTTONE NERO DA PENITENTE), AVVISTATO COME UN FALCO LA TELECAMERA CON IL CRONISTA ARMATO DI MICROFONO, LA PREFICA VIP SI FIONDA ALLA VELOCITÀ DELLA LUCE PER RACCONTARE, PIÙ AFFRANTA DI UN LIMONE SPREMUTO: “IO SÌ CHE LO CONOSCEVO BENE... QUANTO CI MANCA E QUANTO CI MANCHERÀ“ – E QUANDO POI, PUR DEFINENDOLA “SORELLA, AMICA E COMPLICE’’ MA NON HAI NESSUNISSIMA VOGLIA DI ALZARE IL CULO PER ANDARLA A SALUTARE PER L’ULTIMA VOLTA IN CHIESA E FINIRE NELLA BELLA BOLGIA DEL FUNERALONE-SHOW, ALLORA FAI COME RENATO ZERO CHE AL FUNERALE DELLA BONACCORTI HA MANDATO UNA LETTERINA DA FAR LEGGERE SULL'ALTARE...

giorgia meloni arianna ignazio la russa marina berlusconi matteo salvini roberto vannacci

DAGOREPORT – URGE UNO BRAVO PER GIORGIA MELONI: A UNA SETTIMANA DAL REFERENDUM, LA DUCETTA SI RITROVA TRAVOLTA DA BURIANE INTERNAZIONALI E MILLE FAIDE INTERNE – IL TRUMPISMO CHE BOMBARDA L'IRAN E TOGLIE LE SANZIONI ALLA RUSSIA HA DI FATTO SPACCATO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO: SALVINI, PER NON FARSI SCAVALCARE A DESTRA DA VANNACCI, VA ALLO SCONTRO TOTALE - SE TRUMP SI DIVERTE A METTERLA IN DIFFICOLTA' CON I LEADER EUROPEI, IL PARTITO E' DIVENTATO "COLTELLI D'ITALIA": IN ATTO UNA GUERRIGLIA I RAS DI ''VIA DELLA SCROFA'' (LOLLOBRIGIDA, LA RUSSA, RAMPELLI) E LA "FIAMMA MAGICA" DI FAZZOLARI E MANTOVANO - E ANCHE SE NON EMERGERÀ MAI PUBBLICAMENTE, ESISTE UNA TENSIONE LATENTE ANCHE TRA GIORGIA E ARIANNA – RISULTATO? LA STATISTA DELLA SGARBATELLA HA PERSO L’ANTICO VIGORE COATTO, E NON SA DOVE SBATTERE LA TESTA: AL COMIZIO PER IL “SÌ” AL REFERENDUM ERA MOSCIA E SENZA VERVE - SE VINCE IL "NO", L'UNICA SCONFITTA SARA' LEI E TUTTE LE QUESTIONI APERTE POTREBBERO ESPLODERE IN SUPERFICIE E TRAVOLGERLA… - VIDEO

cnn fondo - ellison donald trump mark thompson jb pritzker

FLASH! – VENDUTA LA WARNER-DISCOVERY ALLA PARAMOUNT DI ELLISON, PER NON CADERE NELLE MANINE DI FORBICE DI DONALD TRUMP, L’85% DEI GIORNALISTI DELLA CNN SAREBBE PRONTO A USCIRE DAL GRUPPO E FONDARE UN’ALTRA EMITTENTE ALL-NEWS – I MILIARDI NECESSARI PER IL PROGETTO SAREBBERO PRONTI, FORNITI IN PARTE DAL GOVERNATORE DEMOCRATICO DELL’ILLINOIS, JB PRITZKER; CIO’ CHE ANCORA MANCA E’ CHI ASSUMERA’ LA GUIDA SUPREMA DELLA NUOVA NEWS MEDIA-COMPANY: IN POLE L’ATTUALE PRESIDENTE E CEO MARK THOMPSON….

porto di genova secolo xix silvia salis gianluigi aponte marco bucci michele brambilla

FLASH! – AVVISATE L’IRRITABILE GOVERNATORE DELLA LIGURIA, MARCO BUCCI, DI RASSEGNARSI: MICHELE BRAMBILLA RESTERÀ SEDUTO SULLA PRIMA POLTRONA DEL “SECOLO XIX”: PAROLA DELL’EDITORE ED ARMATORE DEI DUE MARI, GIANLUIGI APONTE – DOPO L’ERA SPINELLI-TOTI E LA NOMINA DI BUCCI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE (GRAZIE ALL’INFLUENTE SINDACO DI IMPERIA, CLAUDIO SCAJOLA), IL PROGETTO DI APONTE DI TRASFORMARE IL PORTO DI GENOVA IN UN HUB PER IL SUO IMPERO DI NAVI SEMBRAVA ANDARE IN PORTO CON L’ACQUISIZIONE DEL “SECOLO XIX”, PER IL QUALE AVEVA SCELTO UN GIORNALISTA CONSERVATORE COME DIRETTORE, SICURO CHE SAREBBE ARRIVATO UN SINDACO DI DESTRA – ORA IL PIANO DI APONTE HA DUE PROBLEMI: UN SINDACO DI CENTROSINISTRA, SILVIA SALIS, E UN BRAMBILLA CHE NON AMA PORTARE IL TOVAGLIOLO SUL BRACCIO…

la stampa maurizio molinari alessandro de angelis luca ubaldeschi alberto leonardis

FLASH! – L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” DA PARTE DEL GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS ALLE BATTUTE FINALI: IN CORSO LA NEGOZIAZIONE SUGLI ESUBERI E PRE-PENSIONAMENTI CON IL CDR DEL QUOTIDIANO TORINESE – PER LA DIREZIONE, SAREBBE IN POLE LUCA UBALDESCHI, GIÀ VICE DIRETTORE DE “LA STAMPA” ED EX DIRETTORE DEL “SECOLO XIX” (MA SI PARLA ANCHE DI GIUSEPPE DE BELLIS DI SKY TG24), CON MAURIZIO MOLINARI COME SUPERVISORE EDITORIALE; UNICA CERTEZZA, ALESSANDRO DE ANGELIS ALLA VICEDIREZIONE – IL CAPITOLO “REPUBBLICA” SI CHIUDERÀ LA SETTIMANA SUCCESSIVA AL VOTO DEL 23 MARZO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA…

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...