ucraina guerra armi missile

GLI EFFETTI DELLA GUERRA SUGLI ITALIANI – META’ PAESE SI SENTE PIÙ POVERO E UNO SU TRE TEME CHE MANCHI IL PANE - IL 51,5% BOCCIA L'INVIO DI ARMI ALL’UCRAINA, IL 37,2% HA PAURA DI UN CONFLITTO MONDIALE – LE SANZIONI CHE I PAESI OCCIDENTALI STANNO INFLIGGENDO ALLA RUSSIA SONO ANCORA RITENUTE UTILI MA NON EFFICACI DAL 40,7% DEGLI INTERVISTATI – MENTRE IL 20,2% LE CONSIDERA MOLTO PERICOLOSE PERCHÉ POSSIBILE CAUSA DI UN INASPRIMENTO DEI RAPPORTI - IL 46,1% GIUDICA IRRILEVANTE IL RUOLO DELLA DIPLOMAZIA ITALIANA IN QUESTO CONFLITTO – IL SONDAGGIO BY GHISLERI

alessandra ghisleri foto di bacco (2)

Alessandra Ghisleri per “la Stampa”

 

La guerra in Ucraina ha messo in crisi la sicurezza economica di un italiano su due (47,2%), in maggioranza aderenti ad elettorati di centrodestra e over 45 anni. Per i più giovani - invece - non è cambiato nulla. Eppure, scomponendo e stimolando il pensiero dei cittadini su quanto accade nell'intero mondo, comprese le ultime dichiarazioni Xi Jiping e Joe Biden in relazione a Taiwan, si sono pungolate quelle paure strettamente legate all'inconscio delle persone che si dividono tra chi si sente immerso nelle importanti premesse per una guerra mondiale (37,2%), e chi no (36,7%).

silos di grano in ucraina 2

 

Del resto, le immagini e i reportage giornalieri che giungono dal fronte sollecitano anche i pensieri più tetri di un terzo della popolazione (33,8%) circa la possibilità che anche in Italia alimenti come pane e derivati possano iniziare a scarseggiare nel nostro Paese. Sorge così una domanda che ci dobbiamo porre: è tutto riconducibile al percepito dell'opinione pubblica o ci troviamo effettivamente di fronte ad una dura realtà di emergenza nazionale?

 

silos di grano in ucraina 1

Sicuramente ogni atteggiamento e ogni risposta sono strettamente legati all'insistente conta giornaliera dei fatti della guerra che alimentano il nostro stress emotivo, che sommato ai messaggi "colpevolizzanti" del leader ucraino Volodymyr Zelensky e alle minacce dal fronte russo, creano un aumento delle tensioni e delle paure nella popolazione. Gli italiani sono un popolo pro-attivo in tema di responsabilità e lo abbiamo dimostrato con le immediate raccolte di generi alimentari, vestiario, soldi.

 

BOMBE DONBASS 2

Abbiamo aperto le nostre case e il nostro cuore e siamo diventati subito solidali con un popolo che, dopo aver subito un'aggressione violenta e ingiustificata, si è trovato nella condizione di dover cercare e trovare aiuti. La maggioranza della popolazione si è commossa, soprattutto dopo le incredibili immagini della tragedia umana di Bucha e si è sentita turbata nell'impossibilità di agire e ancora una volta responsabile, ma assolutamente non colpevole.

 

BOMBE DONBASS

Le sanzioni che i Paesi occidentali stanno infliggendo alla Russia sono - infatti - ancora ritenute utili ma non efficaci dalla maggioranza dei campioni intervistati (40,7%) e molto pericolose perché possibile causa di un inasprimento dei rapporti (20,2%). Il 46,1% degli italiani giudica irrilevante il ruolo della diplomazia italiana in questo conflitto. Solo il 15,2% lo ritiene considerevole, mentre il 18,8% è convinto che dopo la bocciatura del nostro piano di pace rischiamo di perdere anche la nostra - riguadagnata - credibilità su altri fronti.

 

putin crisi del grano in ucraina 3

Con l'affievolirsi della pandemia e l'eliminazione del Green Pass e dei vari obblighi legati al Covid, i cittadini avevano maturato il grande desiderio di navigare in acqua più tranquille - anche se molto "fredde" - con un grande desiderio di gratificazione se non immediata, almeno programmabile. Così non ci si può stupire se di fronte alla insistente richiesta di nuovi armamenti da parte del leader ucraino il 51,5% degli italiani si dichiara sempre contrario dal 22 marzo ad oggi. Il senso di colpa ci ha fatto sentire ancora una volta responsabili, ma non colpevoli.

GUERRA IN UCRAINA - ARTIGLIERIA RUSSA

 

Oggi gli italiani si sentono impoveriti in maniera ricattatoria per l'energia, per il grano, per le materie prime. Desiderano la pace pur essendo distanti, forse semplicemente perché - oltre che giusta - è profonda la paura di poter perdere le proprie abitudini di vita appena riaffiorate. Se la crisi ucraina preme sulla nostra qualità della vita ci sentiamo inermi. Quindi quello che sembra disorientare effettivamente l'opinione pubblica è l'impatto di nuovi possibili equilibri geo-economici che vanno affermandosi. Le conseguenze della guerra sono palpabili e mai come oggi è in gioco il ruolo stesso dell'Europa e dell'Occidente, e le future posizioni geopolitiche dell'Italia.

GUERRA IN UCRAINA - ARTIGLIERIA RUSSA

 

Non a caso in questo momento storico molte sono gli esperimenti e le suggestioni che gli uomini politici e i partiti cercano di introdurre per sopravvivere alle nuove soluzioni che si potranno profilare a breve. Nuove defezioni, nuove sigle di partito e nuove alleanze si studiano all'orizzonte di future elezioni.

 

Ad esempio, mentre nel campo del centrosinistra si studiano primarie allargate come primo passo di una nuova fase politica, nel centrodestra è contemplata l'ipotesi di una federazione tra Lega e Forza Italia che ad oggi potrebbe raggiungere il 20,1% a fronte di un 24,2% frutto della somma dei due partiti rilevati singolarmente.

 

GUERRA IN UCRAINA - IL NUOVO BLINDATO RUSSO

Non manca la possibilità per Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia di dare coerenza alla propria azione politica all'opposizione di questo Governo presentandosi al di fuori della coalizione di centrodestra aggiungendo valore nelle intenzioni di voto al primato già raggiunto dal suo partito in questi mesi. Rispetto al 22,2% rilevato in coalizione, potrebbe chiamare "il voto utile" raggiungendo il 24,9% in "solitaria" sottraendo consensi ai suoi attuali alleati. Del resto, non sono impossibili situazioni che semplicemente non abbiamo mai visto. -

Ultimi Dagoreport

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…