violino stradivari1

UN ENIGMA DA 15 MILIONI – UNO DEI 26 PREGIATISSIMI VIOLINI A CUI IL MITOLOGICO LIUTAIO DI CREMONA STRADIVARI HA DATO UN NOME, “LAUTERBACH”, È RICICCIATO FUORI DOPO CHE SI ERANO PERSE LE TRACCE DA 80 ANNI – HERSHKOVITCH, AVVOCATO SPECIALISTA DELLA RESTITUZIONE DELLE OPERE TRAFUGATE, INDAGA PER CAPIRE COME SIA FINITO AL NUOVO PROPRIETARIO DAL MUSEO DI VARSAVIA, DOVE ERA CUSTODITO NEL 1939...

Stefano Montefiori per il “Corriere della Sera”

 

VIOLINO STRADIVARI

Seicento violini Stradivari, fabbricati dal celebre liutaio di Cremona morto nel 1737, sono repertoriati nel mondo. E solo 26 di questi hanno un nome specifico come lo Stradivari «Lauterbach», dal virtuoso tedesco che fu tra i primi a suonarlo.

 

Oggi il Lauterbach è oggetto di una complessa ricerca tra Polonia e Francia per capire chi sia il legittimo proprietario. Un analogo strumento è stato aggiudicato all'asta il 9 giugno scorso a New York per 15,3 milioni di dollari, avvicinandosi al record assoluto di 15,9 milioni di dollari per uno Stradivari.

violino stradivari 1

 

Il Lauterbach, costruito da Stradivari nel 1719 e valutato oggi tra i 10 e i 15 milioni di dollari, potrebbe trovarsi oggi in Francia, sostiene il Parisien che gli dedica una lunga inchiesta.

 

violino stradivari 2

La persona che si trova in suo possesso, la cui identità rimane riservata, ha contattato l'avvocata Corinne Hershkovitch di Parigi, specialista mondiale della restituzione delle opere trafugate. Nel 2017 Hershkovitch ha fondato con Pascale Bernheim l'associazione «Musique & Spoliations» e ora indaga sul violino di cui si erano perse le tracce quasi 80 anni fa.

 

violino stradivari 3

Molti dipinti trafugati dai nazisti sono stati restituiti agli eredi dei proprietari negli ultimi anni. Per esempio l'opera «Roseti sotto gli alberi» di Klimt che dopo molti passaggi nel 1980 era stata acquistata in buona fede Museo d'Orsay e che è stata poi riconsegnato alla famiglia ebrea di provenienza. Ma è la prima volta che Corinne Herhkovitch e Pascale Bernheim si occupano di uno strumento.

 

In questi giorni le due legali si trovano a Varsavia per condurre ricerche al Museo Nazionale dove il Lauterbach si trovava nel 1944 prima che i nazisti lo rubassero, nella speranza di ricostruire tutto il percorso che lo ha portato adesso nelle mani del loro cliente. L'ultimo acquirente riconosciuto è stato nel 1901 l'industriale polacco e mecenate di Lodz Henryk Grohman.

 

violino stradivari

Il certificato di acquisto esiste, ma lui non ne fa menzione nel testamento aperto alla sua morte, nel 1939, a 76 anni. Poco dopo i suoi eredi hanno parlato di un progetto di donazione al museo di Varsavia, a condizione che venisse creata una fondazione a favore di giovani musicisti, uno dei quali avrebbe avuto la possibilità di suonare lo Stradivari Lauterbach una volta l'anno.

 

Ma l'invasione della Polonia da parte dei nazisti e la distruzione di Varsavia hanno reso impossibile realizzare quell'idea. Da un punto di vista giuridico comunque, in assenza di una dichiarazione scritta esplicita, la presenza per pochi anni del violino nel museo di Varsavia può essere considerata più un «deposito» che una vera donazione. Questo potrebbe favorire la persona che dice di esserne in possesso.

Corinne Hershkovitch 3

 

In gioco c'è la possibilità che chi lo custodisce oggi possa davvero goderne: per rivenderlo o, come sperano gli appassionati, per permettere in ogni caso che venga di nuovo suonato.

Corinne Hershkovitch 2Corinne Hershkovitch 1

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?