carlo verdelli dritto e rovescio

FATE UNA COSA DI SINISTRA! - CARLO VERDELLI SUONA LA SVEGLIA AL PD: “RESTITUIRE QUALCOSA A CHI NE HA PIÙ BISOGNO SAREBBE UNA COSA DI SINISTRA. E MAGARI, OLTRE A INSISTERE SUI DIRITTI CIVILI (DALLA LEGGE ZAN ALLO IUS SOLI), PRETENDERE CHE L'EUROPA FACCIA QUALCOSA ANCHE PER I PAESI POVERI" - “LA VOCE DI TANTA ITALIA DI OGGI È ANCHE QUELLA DI UNA RAGAZZA SUI VENT'ANNI, CHE, INTERVISTATA PER STRADA DA ‘DRITTO E ROVESCIO’, DICE, TESTUALE: ‘TENGO MOLTO AI MIEI NONNI, MA SE DEVONO MORIRE, MORISSERO, CIOÈ...'” ­– VIDEO

VIDEO - UNA RAGAZZA ROMANA: "ARRIVATI A QUESTO PUNTO ANCHE I MIEI NONNI: TENGO MOLTO AI MIEI NONNI, MA SE DEVONO MORIRE, MORISSERO, CIOÈ»

https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/drittoerovescio/roma-allora-dellaperitivo_F310754301018C15

 

Carlo Verdelli per il "Corriere della Sera"

 

carlo verdelli

La voce di tanta Italia di oggi è anche quella di una ragazza sui vent' anni, romana, intervistata per strada da «Dritto e Rovescio», trasmissione orgogliosamente populista condotta su Rete 4 da Paolo Del Debbio. Dice la ragazza, testuale: «Comunque i giovani della mia età non muoiono di Covid. Neanche mio padre che ha 50 anni muore di Covid. No, dai, muoiono solo le persone anziane. Quello che penso io, arrivati a questo punto Anche i miei nonni: tengo molto ai miei nonni, ma se devono morire, morissero, cioè». Cioè.

la ragazza romana intervistata a dritto e rovescio 4

 

Una disinvoltura disumana, ma il tono è lieve, quasi allegro, senza neanche la finzione di un' ombra di pena per le vite dei nonni, dei vecchi, degli altri. Ci siamo fatti tre ondate, adesso basta, e se qualcuno, qualche altra migliaia di qualcuno, finirà intubato e poi al cimitero, amen. Mors tua, ma almeno vita mea, che ho tutto il diritto di tornare a godermela. E anche in fretta, possibilmente.

 

Il sospetto è che il crudo sentimento di quella ragazza non sia una provocazione figlia dell' età, e neanche il pensiero di una minoranza irresponsabile e sfrontata.

 

la vittoria di isabel diaz ayuso 1

Al contrario, è forse la ribollente maggioranza nelle coscienze del Paese, calmierata dall' ipocrisia di non fare esplicito riferimento ai danni collaterali di un precipitoso liberi tutti. Questo siamo, questo siamo diventati, o lo eravamo già prima della pandemia, soltanto con un po' più di pudore nel mostrarlo?

 

La legge della giungla, spietata con i deboli, come bussola dell' Italia del dopo Covid?

coronavirus vaccino anziani

La revisione annunciata del coprifuoco tra una decina di giorni, con l' ipotesi di toglierlo del tutto, è il segnale atteso della fine di un tempo di sacrifici durissimi ma indispensabili. Ormai sembra deciso, si riapre, anche se dall' Istituto superiore della Sanità timidamente osservano che sì, tutte le curve calano, compresa quella dei decessi, ma specialmente quest' ultima è ancora in una fase iniziale.

 

la ragazza romana intervistata a dritto e rovescio

Tradotto: senza più barriere al contagio, altri anziani, altri nonni, altri fragili rischiano di non farcela. Ma il dado è tratto, o sta per esserlo, e politicamente è un' indiscutibile vittoria della destra, di governo (Salvini) e di lotta (Meloni), che ha impugnato il vessillo di questa battaglia, sventolando come il drappo davanti al toro: la promessa della cancellazione dei doveri come premio a un' Italia sfiancata e inferocita dal lungo obbligo di rispettarli.

 

coronavirus anziani 2

Sintetizzando brutalmente, la sinistra nasce per contrastare l' ordine costituito e le regole che lo governano, la destra per conservare il primo e le seconde. Durante la pandemia, il campo si è invertito, con la destra a premere per affrancare i popoli (in Italia e dovunque) dal giogo delle regole e delle restrizioni della libertà, compresa quella di infettare il prossimo, e la sinistra a resistere contro l' insofferenza crescente nel nome della prudenza civile.

carlo verdelli

 

La strategia della destra non ha premiato durante la prima ondata, come insegna il caso Trump, la più ingombrante vittima politica del Covid. Ma adesso, in coda alla terza ondata e con la contraerea del vaccino in piena azione, fare leva sull' esasperazione generale e proporsi come ribelli alla «dittatura sanitaria» sta dando ottimi frutti.

 

la ragazza romana intervistata a dritto e rovescio 3

L' ultima prova è la Spagna, dove alle Regionali di Madrid ha appena trionfato Isabel Dìaz Ayuso, potenziale nuova leader del populismo iberico, che ha concentrato la campagna elettorale proprio su questo genere di promessa: ciao Covid, riprendiamoci la plaza. Anche noi stiamo per farlo.

 

Piazze, spiagge, palestre, e presto anche stadi, discoteche, feste di matrimonio,

battesimo, comunione, senza più orario di rientro né altra coercizione che non sia un fermo richiamo al buonsenso e alla cautela, per altro già sapendo che non avrà grande ascolto.

 

ENRICO LETTA PARLA DI DRAGHI A PORTA A PORTA

L' altra sera, con la misura del blocco alle 22 ancora vigente, una cronista di questo giornale, Paola Caruso, fotografava la situazione a Milano con questo tweet: «Esco dalla redazione a mezzanotte e mi aspetto di non vedere nessuno in giro. Sbagliato: capannelli di ragazzi in Brera e a Porta Venezia davanti ai locali chiusi, uno sopra l' altro, senza mascherina». E alle Colonne di San Lorenzo (assembramento da mille persone) hanno preso a bottigliate la Polizia colpevole di aver rotto le scatole a chi voleva soltanto bersi qualcosa fuori orario. Cioè.

 

ALESSANDRO ZAN

L' indice RT, cioè quanti infettati da un solo positivo, è in bilico, appena sotto l' 1 per cento di salvaguardia? Nessun problema: le Regioni hanno già chiesto di abolirlo come metro per l' assegnazione dei colori. Se ne adotterà presto un altro, l' importante è chiudere quanto prima con questa non più sopportabile e asfissiante stagione.

 

Al di là delle infinite ragioni di macro e micro economia, oltre alla urgente necessità di recuperare il tempo perduto per il Paese e per ogni cittadino che ne fa parte, si è ormai sollevata un' onda emotiva non più gestibile, che la destra ha cavalcato e che la sinistra, in ordine sparso (qualche presidente di Regione del Pd si era già portato avanti per tempo), si trova adesso a dover inseguire.

 

ENRICO LETTA

Resterebbe, alle forze progressiste, il compito di circoscrivere i possibili effetti derivanti dall' avere preteso di abolire la pandemia per manifesta intolleranza popolare. E magari, oltre a insistere sui diritti civili annunciati e al momento incagliati o già archiviati (dalla legge Zan allo ius soli), allargare il campo a un dovere che dovrebbe essere proprio di ogni democrazia degna di questo nome: pretendere che l' Europa cominci a fare qualcosa, oltre che per sé stessa, anche per i Paesi poveri, ai quali servirebbero almeno 2 miliardi di dosi di vaccini, con un investimento intorno ai 30 miliardi di dollari.

 

Tutti i leader occidentali, a cominciare dal nostro premier Draghi, ripetono e ribadiscono che è un imperativo morale ma finora siamo rimasti nel terreno sterile degli annunci.

Vaccini brevetto

Non si tratta di essere più o meno solidali. È una questione di lungimiranza e anche di minima memoria: l' apocalisse con cui tutti ci stiamo misurando è cominciata in una lontana provincia cinese. Una catastrofe umanitaria in Africa, come quella che sta devastando l' India, finirebbe, finirà per ripercuotersi anche su quella parte di mondo che sta cominciando a mettersi in salvo.

 

carlo verdelli foto di bacco (2)

Lo scontro sui brevetti con le multinazionali del farmaco, che hanno ricevuto enormi finanziamenti pubblici per arrivare ai rispettivi vaccini, dovrebbe includere anche questa emergenza ampiamente sottovalutata. Restituire qualcosa a chi ne ha più bisogno: ecco, battersi perché avvenga, sarebbe fare una cosa di sinistra. Un po' come non accettare che i nonni, in quanto nonni, se devono morire, morissero. Cioè.

la ragazza romana intervistata a dritto e rovescio 1la ragazza romana intervistata a dritto e rovescio 5

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