donald trump fisco tasse

FISCO INFERNO PER TRUMP – LA COMMISSIONE TRIBUTARIA DELLA CAMERA STATUNITENSE HA PUBBLICATO SEI ANNI DI DICHIARAZIONI DEI REDDITI DELL'EX PRESIDENTE, RELATIVE AL PERIODO 2015-2020 – DOPO UNA LUNGA BATTAGLIA LEGALE, VENGONO SVELATI DOCUMENTI CHE IL MAGNATE HA SEMPRE CERCATO DI MANTENERE SEGRETI – L'IRA DEL MAGNATE: “I DEMOCRATICI RADICALI DI SINISTRA USANO COME ARMA QUALSIASI COSA”

1 – USA, LA CAMERA PUBBLICA LE DICHIARAZIONI DEI REDDITI DI DONALD TRUMP DAL 2015 AL 2020

Da www.ilsole24ore.com

 

donald trump

Una commissione della Camera ha pubblicato il 30 dicembre sei anni di dichiarazioni dei redditi di Donald Trump, svelando documenti finanziari che l’ex presidente Usa ha sempre cercato di mantenere segreti. La scorsa settimana la commissione parlamentare sul fisco, controllata dai Democratici, ha votato a favore della pubblicazione delle dichiarazioni dal 2015 al 2020, con alcune limature sulle informazioni sensibili, come i numeri di previdenza sociale e le informazioni di contatto.

 

La richiesta di divulgazione è avvenuta mentre la commissione indagava sulla «incapacità» dell’Internal Revenue Service di eseguire verifiche fiscali tempestive.

 

Il peso politico della pubblicazione

donald trump lancio candidatura 2024 2

I documenti potrebbero far emergere nuovi dettagli sulle finanze di Trump, avvolte da una certa opacità fin dagli anni della sua scalata nell’immobiliare a Manhattan. Il peso politico della vicenda è accresciuto dal ritorno in scena del tycoon per la corsa alla Casa Bianca, in concorrenza all’astro nascente dei Repubblicani Ron De Santis.

 

Trump si è sempre rifiutato di rendere pubbliche le su dichiarazioni dei redditi, salvo sottolineare la sua ricchezza nei rendiconti finanziari forniti a banche e testate di settore per ottenere mutui o contestualizzare la sua posizione nei ranking dei miliardari. Non è la prima volta che le sue finanze finiscono sotto la lente pubblica.

 

donald trump lancio candidatura 2024 1

Nel 2018, un’inchiesta del New York Times ha svelato che Trump ha ricevuto l’equivalente di almeno 413 milioni di euro dalla holding del padre. Una quota rilevante delle somma arrivava da quelle che il NYT ha classificato come «evasioni fiscali» negli anni ’90.

 

2 – IRA DI TRUMP SULLE TASSE, NON AVREBBERO DOVUTO PUBBLICARLE

(ANSA) - "I democratici non avrebbero dovuto farlo, la Corte Suprema non avrebbe dovuto approvare" la diffusione delle tasse perché questo potrebbe "portare a cose orribili per molte persone. I democratici radicali di sinistra usano come arma qualsiasi cosa".

discorso donald trump all america first policy institute

 

Lo afferma Donald Trump commentando la pubblicazione delle sue dichiarazioni dei redditi. Documenti che, sostiene l'ex presidente, mostrano come "ho avuto successo e sono stato in grado di usare alcune deduzioni fiscali per creare migliaia di posti di lavoro".

donald trump arriva all ufficio del procuratore generale di new york documenti top secret trovati dall fbi a mar a lago donald trump esce dalla trump towerdonald trump si dirige verso l ufficio del procuratore generale scatole piene di documenti a mar a lago

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…