statua d'annunzio trieste

UN FIUME DI POLEMICHE SUL “VATE” – L’INAUGURAZIONE DELLA STATUA DI D’ANNUNZIO A TRIESTE NEL CENTENARIO DELL’OCCUPAZIONE DI FIUME È UN CASO  LA CROAZIA PROTESTA CON L’AMBASCIATORE: "MINA LE RELAZIONI AMICHEVOLI ED È ANCHE IL RICONOSCIMENTO DI AZIONI IN CONTRASTO CON I VALORI EUROPEI". LA PRESIDENTE CROATA: "MONUMENTO IRRISPETTOSO E SCANDALOSO PERCHE’"… - E A RIJEKA COMPARE LA BANDIERA ITALIANA...

Da www.ilfattoquotidiano.it

 

statua d'annunzio trieste

Per inaugurarla il Comune di Trieste guidato dal sindaco di centrodestra Roberto Dipiazza ha scelto una data simbolica: il 12 settembre, nel centenario dell’occupazione di Fiume, l’attuale Rijeka. E così la statua di Gabriele D’Annunzio, che guidò la spedizione, diventa un caso diplomatico. Perché il ministero degli Esteri della Croazia ha consegnato una nota di protesta verbale all’ambasciatore italiano Adriano Chiodi Cianfarani. Anche la presidente croata, Kolinda Grabar Kitarovic, condanna lo svelamento della statua definendolo su Twitter “inaccettabile” perché celebra “irridentismo e occupazione”. Per Kitarovic il monumento è “scandaloso”: la cooperazione croato-italiana “oggi è basata su valori che sono completamente contrari”, scrive.

 

statua d'annunzio trieste

“Mina le relazioni amichevoli” – Nelle comunicazioni al diplomatico, il governo croato ha spiegato che “sebbene si sia trattato di una decisione delle autorità locali e non nazionali”, l’inaugurazione della statua, realizzata dallo scultore e medaglista Alessandro Verdi, come “il ricordo dell’anniversario dell’occupazione di Rijeka in alcune altre città italiane, non solo mina le relazioni amichevoli e di buon vicinato tra i due Paesi, ma è anche il riconoscimento di un’ideologia e di azioni che sono in profondo contrasto con i valori europei”. Nella nota, dunque, si fa anche riferimento ai 150mila euro stanziati dalla Regione Abruzzo per le celebrazioni del centenario della “Impresa di Fiume” decise dalla maggioranza guidata da Massimo Marsilio di Fratelli d’Italia.

 

d'annunzio fiume

Dipiazza: “Fu un grande italiano” – “Come sindaco di Trieste – è stata la reazione di Dipiazza su Facebook – ho sentito il dovere di omaggiare un grande italiano, un grande poeta, un grande letterato come Gabriele d’Annunzio, che ha vie, piazze e scuole che lo ricordano in tutto il Paese. Ricordiamo un grande italiano in una città che viene scoperta ogni giorno da tanti turisti che arrivano dall’Italia e da tutto il mondo. Continuiamo così perché siamo sulla strada giusta”Una scelta quella della giunta di centrodestra guidata che nei mesi scorsi aveva provocato molte polemiche anche in città, sfociando in una raccolta firme online.

 

kolinda macron

Contro la statua si è espresso anche il sindaco di Rijeka, Vojko Obersnel, che ha definito il poeta “un precursore dell’ideologia fascista” e condannato “fermamente” il monumento, la cui inaugurazione “non può essere intesa in altro modo che come una glorificazione dell’occupazione violenta di una città”. Per Obersnel l’amministrazione di D’Annunzio, durata sedici mesi, fu “un’epoca sanguinosa e difficile per Fiume che vide la rovina della propria economia e una degenerazione generale”. I legionari guidati dal poeta, entrati in una città libera e prosperosa, ha detto Obersnel, “imposero con la violenza il loro potere per terrorizzare la popolazione croata e non-italiana“.

 

E a Rijeka compare bandiera italiana

gabriele d'annunzio

La stampa di Zagabria, tra l’altro, riferisce che nella notte sconosciuti anno innalzato la bandiera italiana sul Palazzo del Governatore, che durante l’occupazione della città contesa dall’Italia e dall’allora Jugoslavia venne usato da D’Annunzio come sua residenza. Sul posto è intervenuta la polizia, che ha rimosso la bandiera e ha spiegato che si trattava di quella del Regno d’Italia, non di quella attuale della Repubblica italiana. Sul posto sono stati rinvenuti anche dei volantini ma non ne è stato precisato il contenuto. Due giovani italiani, di 19 e 20 anni, sono stati intanto fermati questa mattina davanti allo stesso Palazzo, con delle bandiere italiane.

 

I manifesti del Veneto fronte skinheads

kolinda mandzukic

Alcuni manifesti inneggianti all’annessione di Fiume all’Italia sono invece stati affissi a Trieste, Verona, Padova e Bolzano dai neonazisti del Veneto fronte skinheads. A Trieste, in particolare, l’affissione è avvenuta sulla sede del consolato croato in piazza Goldoni. Le foto sono state pubblicate sul sito del quotidiano della minoranza slovena Primorski dnevnik. I manifesti, oltre alla foto di Gabriele D’Annunzio e la bandiera italiana, citano la frase che il poeta pronunciò entrando a Fiume alla guida di circa 2mila legionari: “Io soldato, io volontario, io mutilato di guerra, sento di interpretare la volontà di tutto il sano popolo d’Italia proclamando l’annessione di Fiume alla Patria. Quis contra nos?”.

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