toti

LA FONDAZIONE TI AFFONDA - DOPO IL CASO "OPEN" DI RENZI, I PM INDAGANO SUI BONIFICI ALLA FONDAZIONE "CHANGE" DI GIOVANNI TOTI - PER L'ANTIRICICLAGGIO 25 MILA EURO SONO PASSATI DAL CONTO DELL'ORGANIZZAZIONE A QUELLO PERSONALE DEL GOVERNATORE - NELL'ELENCO DEI FINANZIATORI C'È ANCHE LA MOBY DELL'ARMATORE VINCENZO ONORATO, GIÀ PERQUISITO DAI MAGISTRATI CHE INDAGANO SU "OPEN" E "SEGNALATO" PER I SOLDI VERSATI AL SITO DI GRILLO E ALLA CASALEGGIO ASSOCIATI...

Fiorenza Sarzanini per il “Corriere della Sera”

 

toti

Le indagini sono partite dopo due segnalazioni di «operazioni sospette» inviate dall' unità antiriciclaggio. E adesso i magistrati di Genova e la Guardia di Finanza stanno verificando i bilanci della Fondazione Change che fa capo al governatore della Liguria Giovanni Toti. Ma soprattutto stanno controllando se i soldi versati da aziende e imprenditori siano poi stati utilizzati a fini personali. Nella relazione dell' Uif si fa infatti esplicito riferimento a due bonifici finiti sul suo conto corrente per un totale di 25 mila euro. Il sospetto è che si tratti di un finanziamento illecito e per questo dovrà chiarire ai magistrati l' utilizzo dei fondi.

 

Nell' elenco dei finanziatori c' è anche la Moby dell' armatore Vincenzo Onorato, già perquisito dai magistrati di Firenze che indagano sulla Open di Matteo Renzi e «segnalato» per i soldi versati al sito di Beppe Grillo e alla Casaleggio Associati. Toti si dice «assolutamente tranquillo, è tutto registrato e regolare. Tutte le spese sono collegate all' attività politica, non c' è alcuna spesa personale. Con la Moby non ho alcun rapporto».

MATTEO RENZI

 

La prima segnalazione riguarda il conto corrente collegato al «Comitato Giovanni Toti Liguria» nato nel 2015 per la corsa alle Regionali. Ed è stata trasmessa anche alla direzione Antimafia per esplorare eventuali ipotesi di riciclaggio. Il deposito viene aperto nell' agosto 2018 quando riceve un bonifico da 10 mila euro dal «Comitato Change », creato per raccogliere fondi da destinare alla campagna dei candidati della sua lista. L' Uif sospetta che una parte dei finanziamenti «sia arrivata direttamente dalla Regione Liguria o da altri enti» e per questo fornisce l' elenco dei tesorieri che si sono avvicendati nel corso degli anni.

 

Sottolineando il ruolo di Enrico Zappa, in carica fino al 24 luglio 2018, «che attualmente ricopre il ruolo di sindaco in numerose società fra le quali quelle del gruppo del senatore di Forza Italia Sandro Biasotti». E quello del suo successore Alberto Pozzo, tuttora responsabile degli aspetti contabili.

 

toti

La lista dei finanziatori è invece inserita nella seconda segnalazione dell' Uif che riguarda le movimentazioni del 2019. Al centro delle verifiche c' è il «Comitato Change » e l' attività di «Nicola Boni e Marcella Mirafiori, delegati a operare sul conto corrente».

 

L' interesse di investigatori e pubblici ministeri è sulla lista dei finanziatori per le somme in entrata e poi sulle uscite in favore di Toti. L' inchiesta deve infatti accertare quale utilizzo sia stato fatto dei soldi. «Sul conto risultano accreditati bonifici di Innovatec per 20 mila euro, Diaspa srl per 30 mila euro, Moby spa per 100 mila euro, Aker srl per 90 mila euro tutti con causale «erogazione liberale». Dal conto corrente del Comitato Change risultano eseguiti bonifici direttamente a favore di Giovanni Toti: uno da 5 mila euro e uno da 20 mila con causale «Contributo per attività politica».

convention di giovanni toti l'italia in crescita 14

 

Secondo gli accertamenti già svolti Innovatec e Aker sono due società del gruppo Waste Italia che gestisce la discarica di Vado Ligure. Moby è invece una compagnia di navigazione e negli ultimi anni Onorato ha sollecitato politici e partiti affinché approvassero norme per agevolare il settore.

 

L' inchiesta dovrà stabilire se anche in questo caso le erogazioni effettuate da imprenditori e ditte in favore della Fondazione di Toti servissero a ottenere corsie preferenziali nell' assegnazione di commesse pubbliche o comunque interventi legislativi per favorire la loro attività. Già nel gennaio del 2019 era stato effettuato un controllo dalla Guardia di Finanza presso la banca per ricostruire tutte le movimentazioni e adesso la delega è più ampia perché riguarda ogni intervento svolto dal governatore e i rapporti tra chi ha erogato denaro e la sua cerchia di collaboratori.

 

convention di giovanni toti l'italia in crescita 9

GIOVANNI TOTI "CONTROLLINO PURE I MIEI SOSTENITORI SONO TUTTI REGISTRATI"

Emanuele Rossi per “la Stampa”

 

«Premesso che non ci sono state chieste integrazioni documentali, per noi possono controllare tutto, è tutto in regola». Giovanni Toti parla dal suo studio con vista su piazza De Ferrari. Il presidente della Liguria e leader di "Cambiamo!" ha appena saputo dell' indagine della guardia di Finanza sui finanziamenti del Comitato Change, la sua cassaforte politica. A pochi mesi dalle elezioni regionali.

 

Presidente, perché queste erogazioni sono sotto osservazione?

convention di giovanni toti l'italia in crescita 8

«Evidentemente sono accertamenti che devono essere fatti, ma per noi non è un problema: tutti i bonifici sono registrati sul sito della Fondazione Change e alla Camera dei deputati. E anche tutti i finanziamenti di Change verso soggetti terzi sono fatti a norma».

 

Sul sito della fondazione ci sono le donazioni ricevute nel 2019, dopo l' entrata in vigore della legge "spazzacorrotti".

«Appunto, abbiamo fatto tutto come prescritto dalla legge, che prima del 2019 prevedeva altre procedure. Ma sono comunque tutti registrati alla Camera dei deputati».

 

giovanni toti in crescita

Sotto la lente ci sono anche due bonifici fatti dall' associazione verso un conto a suo nome per un totale di 25 mila euro.

«Sono andati su un conto che è a mio nome, ma che utilizziamo per le spese politiche ed è registrato alla Camera. Non si tratta di spese personali, ma di spese correlate all' attività politica. Esattamente lo scopo statutario di Change. E non sono legate all' attività istituzionale del Presidente della Regione».

 

Ad esempio?

«Se io viaggio per partecipare ad un convegno sulla logistica della Liguria, quella è attività istituzionale. Se invece viaggio per gli incontri di "Cambiamo!" o per andare a dire quanto è bello il nostro partito, è evidente che non è attività istituzionale, ma è politica».

 

Sul sito del comitato risultano erogazioni sino a luglio dello scorso anno. Poi avete fondato "Cambiamo!". Perché non ci sono erogazioni successive?

«Cambiamo! È un soggetto autonomo con i suoi conti. Change è nata prima e nasce per sostenere, da statuto, l' attività politica di Giovanni Toti. È un' associazione che ha una sua personale missione, semplicemente non abbiamo avuto altri contributi».

 

E la userete per iniziative per la campagna elettorale in corso per le regionali?

giovanni toti marco bucci edoardo rixi matteo salvini

«È possibile. Ma c' è anche il comitato Giovanni Toti presidente, che esisteva già prima. In ogni caso con la nuova normativa troverai sia chi ha finanziato Change sia chi ha finanziato Toti, abbiamo la granitica certezza di avere fatto tutto secondo legge».

 

Non è la legge sui finanziamenti ai partiti ad essere poco chiara? Ci sono stati i casi di Open, ma anche dei rapporti tra Casaleggio e M5S..

«Questo è un altro tema, il quadro normativo preoccupa chiunque faccia politica perché non devono esserci aree grigie. Ma di fondo c' è la grande ipocrisia di alcune forze politiche secondo cui fare politica non deve costare nulla. Se invece si riconosce il fatto che non vogliamo più i contributi pubblici, servono quelli privati.

 

matteo salvini giovanni toti

Allora poi la valutazione è dell' elettore, come accade nella democrazia americana o in quella inglese. Chi dice che la politica non costa mente: costano i convegni, costa fare un sito, costano gli annunci sponsorizzati su Facebook, costano gli affitti dei teatri...».

 

Però possono sorgere questioni di opportunità: ad esempio tra i suoi finanziatori risulta la Moby che utilizza i porti liguri.

«La Moby non ha alcun rapporto con la Regione Liguria, né lo avrà mai, non ha nemmeno le concessioni nei nostri porti. La polemica è antica, ma i miei finanziatori sono tutti registrati in termini di legge, oltre la soglia dei 490 euro».

vincenzo onorato VINCENZO ONORATOtoti carfagna

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…

triennale giuli la russa trione beppe sala

DAGOREPORT: HABEMUS "TRIONNALE"! - DOPO AVER BUTTATO-AL-FUOCO LA BIENNALE, IL MINISTRO GIULI-VO ORA SI È FATTO BOCCIARE DAL SINDACO DI MILANO LA SUA CANDIDATA ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FACENDOSI IMPORRE VINCENZO TRIONE, STORICO E CRITICO D’ARTE, COAUTORE CON LA PENNA ROSSA DI TOMASO MONTANARI DI UN LIBRO INTITOLATO “CONTRO LE MOSTRE” (QUELLE FATTE DAGLI ALTRI) - SEGNALE POCO GIULI-VO PER I CAMERATI ROMANI DELLA MELONI IL VIA LIBERA SU TRIONE CHE AVREBBE DATO IGNAZIO LA RUSSA, “PADRONE” DI MILANO E DINTORNI (VEDI CIÒ CHE SUCCEDE ALLA PINACOTECA DI BRERA BY CRESPI) - FORZA ITALIA È RIUSCITA A FAR ENTRARE, DIREBBE MARINA B. ‘’UN VOLTO NUOVO’’: DAVIDE RAMPELLO CHE DELLA TRIENNALE È GIÀ STATO PRESIDENTE UN’ERA GEOLOGICA FA…

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....