mohamed el hawi salvini

FORNELLI RIBELLI - DOPO 90MILA LOCALI CHIUSI (E ALTRI 200 MILA SULLA STRADA DEL FALLIMENTO) E MEZZO MILIONE DI POSTI DI LAVORO IN FUMO, I RISTORATORI NON CE LA FANNO PIÙ E SFIDANO IL GOVERNO. DA STASERA QUASI 100MILA LOCALI IGNORERANNO I DIVIETI – VISSANI È IL PADRE NOBILE DELLA PROTESTA: “LA NOSTRA È UNA LOTTA PER LA SOPRAVVIVENZA PERCHÉ...” - SALVINI APPLAUDE, LA LAMORGESE MOBILITA I PREFETTI…

Carlo Cambi per “la Verità”

 

Mohamed El Hawi salvini

La protesta gentile è servita. Da stasera 50.000, forse 100.000 tra ristoranti e bar resteranno aperti, serviranno aperitivi e cene e per tre sere fino a domenica lo fanno chiedendo un contributo a offerta libera ai clienti. Chi non apre comunque apparecchierà le tavole per solidarietà e Gianfranco Vissani, divenuto ormai il padre nobile della protesta dei ristoratori, dice:

 

«Sto con loro. Io non apro perché per me è inutile. Con il susseguirsi di questi dpcm, se va bene riapro in primavera, loro no, loro devono lavorare: hanno tutto il mio appoggio. La nostra è una lotta per la sopravvivenza perché hanno deciso che la ristorazione, il turismo, l' agricoltura devono morire».

Mohamed El Hawi

 

Dopo dieci mesi senza cena, di aperture a singhiozzo, di asporto che mette i ristoratori alla mercé delle grandi compagnie di delivery, di ristori mai arrivati (la media di quanto il governo ha restituito non supera il 3% del fatturato), di cassa integrazione promessa e non mantenuta, i ristoratori non ce la fanno più. Contestano anche le misure in vigore da domani, 16 gennaio, soprattutto i weekend con chiusura.

ristoratori protesta

 

Nonostante non ci sia alcuna prova che i ristoranti e i bar siano luoghi di contagio, nonostante i soldi spesi per mettere i locali a norma, sono i più vessati dalle misure anti virus cinese. Molti sostengono che il governo è animato da un pregiudizio: siccome sono considerati potenziali evasori vengono penalizzati. Ne sono già chiusi 90.000, altri 200.000 sono sulla strada del fallimento, è già andato perso mezzo milione di posti di lavoro. Chi resiste ha perciò deciso: Io apro. Da Stasera.

 

A dare sostegno in maniera esplicita è la Lega, con Matteo Salvini. Chi non può appoggiare apertamente la protesta è la Fipe Confcommercio, che dice: non possiamo accodarci a comportamenti illegali, ma continuiamo a pretendere dal governo più attenzione a questo settore. Il ministro dell' Interno, Luciana Lamorgese, ha annunciato che in concomitanza della protesta dei ristoratori stasera i controlli saranno rafforzati e ha mobilitato i prefetti.

protesta dei ristoratori al pantheon 7

 

In Italia la disobbedienza civile va comunque repressa! E allora Roberto Calugi, direttore generale di Confcommercio nota: «Il governo farebbe bene a controllare il territorio invece di massacrare un settore che è già di suo massacrato. È il caso di dire "basta", la misura è colma. Nessuno ci coinvolge e la mattina ci vediamo le notizie sui giornali». Il clima non appare dei più sereni.

 

Forse Giuseppe Conte dovrebbe fare una telefonata a Mark Zuckerberg per chiudere i social, perché questa disobbedienza civile si alimenta su Facebook. Con una pagina ufficiale che è Ioapro1501. La prima scintilla è partita con un hashtag da Cagliari di Maurizio Strada, poi se ne è fatto interprete Momi, che ha una storia personale capace di mettere in difficoltà i benpensanti della guache caviar, italiano per nascita ma figlio di immigrati. È un ragazzone di 34 anni, tifosissimo di Salah, è un musulmano attenuato.

 

ristoratori protesta

Ha fatto pace con il prosciutto e il vino, parla un fiorentino dantesco e questo venerdì per lui è un giorno simbolo sì, ma per rivendicare il diritto all' impresa. Mohamed El Hawi è un fiorentino di seconda generazione. Il padre è arrivato 50 anni fa dall' Egitto in Italia. Ha cominciato come lavapiatti, poi ha aperto tre locali, altri due in Egitto dove voleva tornare stanco di pagare troppe tasse in Italia.

 

Gianfranco Vissani

Ma i due figli Momi e Kimo, che è il re della zuppa inglese, hanno portato avanti i tre «Tito» - abbreviazione del nome del papà - «Peccati di gola» che sono una sorta di melting pot della ristorazione. Ci lavorano Adriana, che è la maitre e viene dalla Romania come due terzi dei camerieri, diverse ragazze tunisine, il pizzaiolo e tutta la brigata di cucina di italiani. Sono 50, che non hanno avuto la cassa integrazione. Anche per questo Momi non ha mai chiuso. Ha accumulato multe su multe, ma ha tenuto aperto e ha lanciato la piattaforma «Io apro».

 

ristoratori protesta

Si parte stasera. Le adesioni sono tantissime. Sono partite dall' Emilia Romagna, dove Antinio Alfieri a Sassuolo ha cominciato da mesi la battaglia, nelle Marche, dove da Pesaro Umberto Carriera ha riaperto il suo ristorante con il sostegno di Matteo Salvini.

 

E poi i comitati «Ioapro1501» si sono moltiplicati in tutta Italia. Momi è chiaro: «Abbiamo adeguato i locali a tutte le misure anti Covid che ci hanno richiesto, siamo i più attenti e scrupolosi nell' evitare gli assembramenti. In cambio cosa abbiamo ricevuto?

 

Che da mesi ci tengono chiusi, che i nostri dipendenti non hanno ricevuto la cassa integrazione, che i ristori promessi non sono mai arrivati». Momi, come i suoi 100.000 amici ristoratori, è consapevole che ci sono dei rischi. Per questo hanno organizzato l' assistenza legale.

 

ristoratori protesta

Due avvocati di Firenze, Lorenzo Mannelli e Linda Corrias, sono pronti alla tutela e sono convinti che le sanzioni previste dai dpcm siano illegittime. Anche se il rischio comunque c' è e i ristoratori sono disposti a correrlo. Sula pagina Ioapro1501 Yuri Maccarela ha addirittura scritto le Faq della trasgressione. Si pagano al massimo 280 euro di multa e si può evitare di obbedire alla sanzione aggiuntiva della chiusura, spiega ai suoi colleghi ristoratori.

 

Quanto ai clienti che rischiano una sanzione che va da 100 a 400 euro, i ristoratori promettono assistenza legale.

 

E hanno anche loro scritto un dpcm, il «Decalogo pratico commercianti motivati».

Unica regola: non violare il coprifuoco. Nonostante la mobilitazione che il ministero dell' Interno ha promesso stasera i ristoratori hanno deciso di recitare la loro protesta: si va in cena!

gianfranco vissani foto di baccoristoratori protesta

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?