carlo giuliani

IL G8 DI GENOVA VISTO DA DESTRA - BELPIETRO: "A VENT'ANNI DI DISTANZA, CELEBRIAMO CARLO GIULIANI COME FOSSE UN EROE E NON UN HOOLIGAN CON LA BANDIERA ROSSA - A GENOVA SI DIEDERO APPUNTAMENTO I PEGGIORI CONTESTATORI D'EUROPA, I QUALI NON AVEVANO ALTRO OBIETTIVO SE NON DI DISTRUGGERE TUTTO - SO CHE CI SONO SENTENZE E ANCHE CHE VARI DIRIGENTI DELLA POLIZIA SONO STATI RICONOSCIUTI COLPEVOLI DI VARI REATI, DEPISTAGGI COMPRESI. TUTTAVIA, LA VERITÀ È…"

Maurizio Belpietro per "la Verità"

 

maurizio belpietro sulla terrazza dell atlante star hotel (2)

Confesso: mi fanno orrore le celebrazioni del ventennale del G8. Nel luglio del 2001, Genova fu messa a ferro e fuoco e un ragazzo venne ucciso mentre stava lanciando un estintore contro un carabiniere, dopo che i suoi compagni erano riusciti a far schiantare contro un muro l'auto delle forze dell'ordine. Che c'è da celebrare, dunque? Che cosa bisogna ricordare, se non la vergogna di un movimento che, sfruttando l'ingenuità di tanti giovani che volevano cambiare il mondo, li portò a una manifestazione che si rivelò violenta ed eversiva?

 

g8 di genova

Che dopo una giornata di scontri, la polizia arrestò centinaia di giovani e, commettendo dei reati, provò a incastrare i manifestanti mettendo le molotov nell'edificio in cui i manifestanti avevano trovato riparo? Che cosa c'è da ricordare, se non il fatto che gli organizzatori di quel corteo avevano torto e che riuscirono, grazie al contributo di vari sfascisti, a trascinare nel fango anche le forze dell'ordine?

 

CARLO GIULIANI AL G8 GENOVA

A leggere in questi giorni le rievocazioni di ciò che accadde vent' anni fa, pare che un gruppo di bravi ragazzi si fosse dato appuntamento a Genova per manifestare il proprio punto di vista sulla globalizzazione. E gli apparati di uno Stato simil-cileno mobilitarono una polizia simil-golpista per manganellare i partecipanti al corteo, costruendo poi prove false contro di loro. So che ci sono sentenze e anche che vari dirigenti della polizia sono stati riconosciuti colpevoli di vari reati, depistaggi compresi. Tuttavia, la verità dei tribunali è una cosa e quella dei fatti un'altra.

 

vincenzo vecchi al g8 di genova

A Genova si diedero appuntamento i peggiori contestatori d'Europa, i quali non avevano altro obiettivo se non di distruggere tutto ciò che avrebbero incontrato sulla loro strada. Auto, vetrine, uffici: tutto. Un saccheggio in nome di un movimento che si opponeva alla globalizzazione, ritenendola il simbolo dello sfruttamento dei Paesi poveri da parte delle multinazionali. Come la storia ha dimostrato, i No global non avevano capito niente, perché grazie alla globalizzazione i Paesi ricchi non si sono arricchiti ancora di più alle spalle di quelli poveri, semmai è successo il contrario. Il Terzo mondo ha fatto piccoli passi avanti sulla via dell'emancipazione e l'Occidente ha fatto dei grandi passi indietro sulla via della decrescita infelice.

 

G8 GENOVA

Dunque, quei giovani che sfilavano ritenendo di essere i buoni, avevano torto. Se il mondo avesse dato retta a loro, oggi milioni di persone avrebbero un reddito inferiore a quello attuale, perché i cosiddetti Paesi in via di sviluppo, a causa del blocco della globalizzazione, non avrebbero visto aumentare il loro Pil e dunque i redditi dei loro cittadini. Chiarito questo, e cioè da che parte stessero gli interessi dei Paesi deboli, a Genova si radunarono gruppi di casseur, cioè di teppisti, con l'obiettivo di sfasciare tutto e di accodarsi a chi aveva intenzione di violare la zona rossa, ossia il perimetro dichiarato inviolabile dalle autorità, in quanto ritenuta area di sicurezza per i capi di Stato riuniti sotto la Lanterna.

 

g8 di genova 3

Ma gli sfascisti non avevano alcuna intenzione di rispettare gli stop imposti dall'autorità: volevano solo rompere vetrine, distruggere bancomat, sradicare cartelli segnaletici, incendiare auto. Tradotto: volevano lo scontro per lo scontro, per poter dire che l'Italia è una dittatura e la sua polizia è uguale a quella di Augusto Pinochet.

 

Ovviamente tutto ciò è falso. Le forze dell'ordine commisero vari errori e alcuni dirigenti anche reati, ma lo sbaglio più grande è essere cascati nel tranello dei black bloc, dei teppisti rossi, della marmaglia di contestatori con il sanpietrino. Il risultato è che a vent'anni di distanza, celebriamo Carlo Giuliani come fosse un eroe e non un hooligan con la bandiera rossa.

 

G8 GENOVA

A lui è dedicata una stanza del Parlamento e non si capisce perché il Parlamento non ne abbia dedicate altre alle vittime delle Br o dei Nar. La realtà è che il G8 di vent' anni fa è stato un fallimento da ogni punto di vista. Prima perché ha consentito che una città fosse messa a ferro e fuoco e poi perché purtroppo - anche a causa degli errori commessi dalle forze dell'ordine - ha consentito e consente alla sinistra di raccontare la favola bella di un Paese che si è schierato contro uno Stato autoritario.

 

No, l'Italia di quegli anni non era un Paese autoritario, semmai senza autorità. E la sinistra che oggi celebra il ventennale del G8 è una sinistra di reduci: un po' come quei compagni di classe che a distanza di tempo si ritrovano per raccontarsi quanto erano giovani e quanto erano forti, ma soprattutto per dirsi quanto sono invecchiati oggi. Ecco perché, tra i reduci e i poliziotti, io starò sempre con questi ultimi.

CARLO GIULIANI AL G8 GENOVAg8 di genova 2001g8 di genova 2001 carlo giuliani MARIO PLACANICAG8 GENOVA

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