olaf scholz 2

GERMANIA KAPUTT - LA PRODUZIONE INDUSTRIALE VA MOLTO PEGGIO DEL PREVISTO. A MARZO E' CROLLATA DEL 3,9%: SI TRATTA DELLA FLESSIONE PIU' PESANTE DALLO SCOPPIO DELLA PANDEMIA - LA GUERRA IN UCRAINA E IL RITORNO DELLE RESTRIZIONI IN CINA HANNO STROZZATO LA CATENA DI APPROVVIGIONAMENTO, MENTRE LE SANZIONI CONTRO MOSCA HANNO COLPITO LE ESPORTAZIONI - A TIRARE IL FRENO ALLA CRESCITA SI AGGIUNGE LA DIPENDENZA DALL'ENERGIA RUSSA E L'IMPENNATA DELL'INFLAZIONE...

Isabella Bufacchi per "il Sole 24 Ore"
 

olaf scholz

La produzione industriale in Germania in marzo è crollata del 3,9% sul mese precedente, quattro volte più di quanto si aspettavano gli analisti di mercato che avevano previsto -1%. Si tratta, ha sottolineato l'ufficio di statistica Destatis nel presentare il dato, della flessione più pesante dallo scoppio della pandemia: l'ultima volta che si è verificato un calo più marcato è stato nell'aprile 2020 (-18,1%) agli inizi della crisi pandemica.
 
La guerra in Ucraina e il ritorno delle restrizioni in Cina per la politica dello zero-Covid (entrambe esasperano le strozzature nelle catene di approvvigionamento già lacerate durante la pandemia in Europa), le sanzioni contro la Russia che colpiscono le esportazioni, la dipendenza dall'energia russa e l'impennata dell'inflazione (attesa al 7,4% in aprile) stanno tirando il freno alla crescita dell'economia tedesca.
 

mark branson

Il crollo della produzione industriale, abbinato alla flessione peggiore del previsto dei nuovi ordini dell'industria manifatturiera (-4,7% in marzo) e ai perduranti problemi dei colli di bottiglia, aumenta la probabilità di una stagnazione nel secondo trimestre, anticamera della recessione.
 
«La guerra può anche comportare una recessione economica e con essa un aumento della disoccupazione. Il rischio di insolvenza sui prestiti aumenterebbe e con esso le sofferenze bancarie», ha detto Mark Branson, presidente di BaFin, supervisore dei mercati e delle banche, lo scorso martedì.
 

UBS MARK BRANSON s reutersmedia net jpeg

Destatis ha sottolineato ieri come molte imprese tedesche abbiano ancora problemi per completare gli ordini a causa delle strozzature sulle forniture: nell'indagine di aprile dell'istituto Ifo l'80,2% delle imprese manifatturiere tedesche (quattro su cinque) si è lamentato per i colli di bottiglia e per la carenza di materie prime: il record assoluto per questa indagine era stato toccato durante la pandemia con una quota dell'82% delle imprese con problemi di strozzature sugli approvvigionamenti.
 
«Dopo gli ultimi cinque incrementi consecutivi, la produzione industriale ha subito una grave battuta d'arresto a marzo, principalmente a causa della guerra russa in Ucraina», ha commentato il ministero dell'Economia. Nel dettaglio, la produzione di beni strumentali è calata del 6,6%, dei beni intermedi del 3,8%, di prodotti energetici dell'11,4% perché i prezzi alti hanno frenato la domanda, mentre solo nella produzione di costruzioni è stato registrato un aumento dell'1,1%. Esclusa energia ed edilizia, la produzione è scesa del 4,6%.
 

VLADIMIR PUTIN OLAF SCHOLZ

Particolarmente colpito il settore dell'auto, con una produzione in picchiata del 14% in marzo rispetto a febbraio: il settore automobilistico traina il crollo del manifatturiero. La produzione nel settore automotive tedesco, ha messo in evidenza ieri il capo economista di Capital economics, è solo al 63% del livello pre-pandemico e meno della metà del picco toccato nel 2017.
 
Per l'ufficio studi di Commerzbank, la produzione industriale calerà anche nei prossimi mesi, e questo controbilancerà in negativo l'aumento dei servizi grazie l'allentamento delle restrizioni pandemiche. La politica di zero-Covid in Cina tuttavia non andrà avanti all'infinito. Nel momento in cui le restrizioni decadranno, i colli di bottiglia provocati dal lockdown cinese verranno meno.
 

olaf scholz volodymir zelensky

Il capoeconomista di Commerzbank Jörg Krämer prevede comunque un calo della produzione industriale tedesca nel secondo trimestre: pesa l'industria automobilistica. «A causa della debolezza del settore manifatturiero e degli alti prezzi dell'energia, è probabile che il Pil tedesco ristagni nel secondo trimestre nonostante l'allentamento delle restrizioni per il Coronavirus. Per il 2022 ci aspettiamo una crescita del Pil del 2,0%: in caso di embargo energetico, è da aspettarsi una profonda recessione», ha previsto Krämer.
 

jorg kramer commerzbank

Tiene infine il mercato del lavoro in Germania. La disoccupazione è calata in aprile al 5%: 2,309 milioni di disoccupati (-53.000). E ieri l'Ifo ha registrato in aprile una forte flessione dei lavoratori a orario ridotto, che sono scesi a 426.000 contro i 696.000 di marzo (l'1,3% della forza lavoro contro il 2,1%). 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…