barbara stefanelli

GIORNALISTI POCO SMART - UN LETTORE CI SCRIVE: “BARBARA STEFANELLI, VICEDIRETTORE VICARIO (COSÌ È SCRITTO, NON VICEDIRETTRICE) DEL “CORRIERE DELLA SERA”, SU “SETTE” CI SPIEGA CHE DA NOI “IN ITALIA” SI CHIAMA “SMARTWORKING” QUELLO CHE NELLA VERSIONE ORIGINALE ANGLOSASSONE SI CHIAMA “HOME WORKING”. SBAGLIATO. L’HOMEWORKER È IL LAVORATORE CHE LAVORA SOLO DA CASA, NON HA UNA POSTAZIONE IN UFFICIO E IN ITALIA (MAIUSCOLO) SI CHIAMA TELELAVORATORE…

ARTICOLO DI BARBARA STEFANELLI SULLO SMART WORKING

Riceviamo e pubblichiamo:

 

SPIEGARE QUELLO CHE NON SI CONOSCE è un classico del giornalismo. Ora è la volta del vicedirettore vicario (così è scritto, non vicedirettrice) del “Corriere della Sera” che su “Sette” (diventato, praticamente, un femminile) ci spiega che da noi “in italia” (minuscolo) si chiama “smartworking” quello che nella versione originale anglosassone si chiama “home working”.

 

Sbagliato, l’anglicismo di maniera induce all’errore. Come già presente in molte industrie italiane, l’homeworker è il lavoratore che lavora solo da casa (con postazione che deve rispondere a specifici requisiti), non ha una postazione in ufficio e che in Italia (maiuscolo) si chiama telelavoratore; questo dipendente rientra nella sede aziendale solo se chiamato per riunioni.

 

BARBARA STEFANELLI SULLO SMART WORKING

Lo smartworker, invece, è il lavoratore che in questa fase di Covid o in altre può lavorare da casa o da altra postazione (anche non la propria abitazione) uno più giorni alla settimana secondo gli accordi che prende con l’azienda, ma mantiene una postazione fissa in ufficio dalla quale continua a svolgere la propria attività. Hanno inquadramenti aziendali, sindacali ed economici diversi.

 

Lettera firmata

 

Barbara Stefanelli

SE IL LAVORO CAMBIA FORMA, NOI CHI DIVENTEREMO?

Barbara Stefanelli per “Sette - Corriere della Sera”

 

L’Italia e una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Lo dice l’articolo 1 della Costituzione. E ancora. Agli articoli 3 e 4 il lavoro viene concepito non soltanto come un diritto che garantisce «il pieno sviluppo della persona umana», ma anche come un dovere che contribuisce «al progresso materiale o spirituale della societa».

 

smart working a letto

Siamo dunque una Repubblica di cittadini- lavoratori e cittadine-lavoratrici, riflette l’antropologo Francesco Remotti nel suo Sull’identita (Raffaello Cortina) di cui ha scritto Daniela Monti nel numero di 7 del 19 marzo.

 

(Prima di procedere nel nostro ragionamento su lavoro e pandemia, apriamo una parentesi sulle donne: dal Dopoguerra a oggi l’Italia e arrivata ad avere meno di una cittadina su due con un contratto firmato, che preveda retribuzione e garanzie riconosciute. Ma che ne e dell’infinita “forza lavoro” di quante hanno visto il loro tempo quotidiano assorbito dalla cura di figli/anziani/casa dentro le mura private? Il conto con la Storia, e con le nostre storie familiari, resta aperto).

 

Barbara Stefanelli

Torniamo al lavoro inteso come categorie: e stato talmente importante per definire chi siamo che e planato tra le righe della carta d’identita. Nome, cognome, sesso, altezza, professione... Nel Novecento il fordismo ha reso le fabbriche il luogo-chiave, dove si timbrava il cartellino. Poi si sono aggiunti i badge all’ingresso degli uffici. Per un po’ abbiamo esitato ai tornelli, ma presto ci siamo arresi sforzandoci di non dimenticare il pass nella tasca sbagliata o nella borsa di ieri.

 

Questo fino al 2020. Fino alla pandemia che ci ha improvvisamente chiusi nei nostri appartamenti. «L’economia dei servizi e le nuove tecnologie» scrive in questo numero di 7 Maurizio Ferrera, docente di Scienze Sociali e Politiche all’Universita Statale ed editorialista del Corriere, «hanno creato le condizioni adatte per sperimentare nuove combinazioni».

MEME SMART WORKING

 

Che sta succedendo? Anzi: che ci sta succedendo? Che luoghi pubblici e privati si sovrappongono. Tavolo di cucina e scrivania si confondono. In italia, e solo in Italia, lo chiamiamo smartworking. Nella versione originale, anglosassone, e semplicemente home working. Lavoro da casa, non e detto che sia intelligente.

 

La pandemia ha favorito – in realta ha imposto – questo rivolgimento degli spazi e dei tempi che fonde le nostre identita. (Rientriamo nella parentesi di prima: la fusione da lockdown ha “bruciato” soprattutto le giornate delle madri e dei padri piu disponibili alla condivisione).

 

Per rispondere a questo interrogativo – che ne sara del nostro rapporto con il lavoro e dunque delle nostre identita secondo Costituzione – abbiamo avviato un’inchiesta in cinque puntate affidata a Rita Querze, giornalista esperta della redazione Economia, e al professor Ferrera.

Stefanelli Barbara

 

Il desiderio e quello di interpretare il cambiamento affinche non ci travolga. La flessibilita di tempi e luoghi puo rivelarsi una rivoluzione che ci libera da consuetudini dispersive, reinterpreta la mobilita, trasforma lo spazio urbano in citta-comunita policentriche. Tuttavia questa stessa rivoluzione, se non compresa e regolata, finira per incatenarci in una stanza. Che alla fine del giorno non sembrera per nulla smart.

SMART WORKINGcane pastore in smart working - coronavirus meme

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