crollo ponte morandi perizia aspi

A GIUDIZIO TUTTI I 59 IMPUTATI PER IL CROLLO DEL PONTE MORANDI - PATTEGGIANO LE DUE SOCIETÀ DEL GRUPPO, A PROCESSO DAL 7 LUGLIO ANCHE L'EX AD CASTELLUCCI E ALTRI MANAGER - ASPI E SPEA DOVRANNO VERSARE 29 MILIONI DI EURO - GLI ADDEBITI SONO A VARIO TITOLO DI OMICIDIO STRADALE PLURIMO, FALSO, DISASTRO, ATTENTATO ALLA SICUREZZA DEI TRASPORTI E TRA I PRINCIPALI INQUISITI C'È L'EX AMMINISTRATORE DELEGATO DI ASPI GIOVANNI CASTELLUCCI…

Tommaso Fregatti e Matteo Indice per “La Stampa

 

crollo ponte morandi

Un'ora di camera di consiglio, due ore e mezza solo per leggere l'ordinanza. Alla fine, il giudice dell'udienza preliminare Paola Faggioni sposa in pieno la linea della Procura e manda a giudizio tutti i 59 imputati per il crollo del Ponte Morandi, 43 vittime il 14 agosto 2018.

 

Il gup dà inoltre via libera al patteggiamento di Autostrade per l'Italia e Spea Engineering, le due società di Atlantia nel mirino per la legge sulla responsabilità amministrativa, che versano 29 milioni ed escono di scena: «Tutta l'infrastruttura viene riconosciuta come un cantiere - è uno dei motivi fondamentali agli occhi delle toghe - su cui vengono finalmente adottate cautele permanenti».

 

le carcasse delle auto sotto il ponte morandi

Bocciate tutte le eccezioni presentate dai legali degli inquisiti. Il processo scatterà il 7 luglio alle 9, ma c'è un nodo da sciogliere. Il sorteggio del sistema informatico "Giada" lo ha affidato al collegio formato da Roberto Cascini, presidente, e dai giudici a latere Riccardo Crucioli e Valentina Vinelli.

 

E però gli ultimi due potrebbero astenersi. Riccardo Crucioli è infatti fratello di Mattia, senatore e avvocato (oltre che candidato a sindaco di Genova in una lista civica) impegnato da tempo in una battaglia contro Aspi e autore di diverse interrogazioni parlamentari. Soprattutto, in qualità di legale ha presentato esposti su Autostrade alla Corte dei conti ligure e ha una promosso a Roma una class action sulle conseguenze del caso Morandi. È abbastanza, per materializzare l'incompatibilità del familiare?

 

ruspe al lavoro per spezzare i blocchi del ponte morandi

Il magistrato si è preso qualche giorno per valutare e deciderà insieme al presidente del tribunale, Enrico Ravera. «Se ci saranno astensioni - precisa quest' ultimo - il sistema provvederà alla sostituzione dei giudici.

 

soccorsi dopo il crollo del ponte morandi

Allo stato il collegio è quello indicato in prima battuta». Potrebbe astenersi inoltre Valentina Vinelli: come toga del Riesame si è già pronunciata su un ricorso presentato da Aspi nell'indagine sull'installazione delle barriere fonoassorbenti pericolose, costola degli accertamenti sulla strage.

 

una veduta del moncone del ponte morandi da una finestra di via fillak

Il dibattimento inizierà comunque fra tre mesi e i primi passaggi saranno riservati alla costituzione delle parti e a questioni preliminari. A settembre si entrerà nel vivo con almeno due-tre udienze a settimana e si potrebbe arrivare al verdetto di primo grado in un anno. A snellire i tempi contribuirà il fatto che le principali perizie - sulle cause del crollo e sullo stato dell'opera al momento del collasso - sono state eseguite nella forma dell'incidente probatorio.

 

il crollo del ponte morandi

Soddisfazione per il rinvio a giudizio viene espressa dal procuratore Francesco Pinto: «È la prima risposta giudiziaria in un processo fuori dal comune, per la situazione drammatica che hanno determinato quei fatti. Dopo tre anni e mezzo possiamo dire che le radici sono solide, vediamo cosa si svilupperà».

 

E ancora: «Nulla restituirà le vittime ai familiari, ma è importante che il sacrificio non sia stato vano. Il rinvio a giudizio è stato disposto accogliendo tutte le ipotesi di reato formulate dai pubblici ministeri». In particolare, il giudice ha negato che siano stati negati diritti alla difesa, specie nella messa a disposizione dell'intero materiale probatorio: è vero che la Procura disponeva d'un super-software capace di collegare in modo molto sofisticato i file, ma l'accesso a ogni documento «è stato sempre e da subito garantito alle parti», le parole di Pinto.

 

giovanni castellucci 1

A giudizio andranno quindi dirigenti e tecnici, o ex, del concessionario privato Aspi, di Spea (società anch' essa del Gruppo Atlantia ai tempi delegata ai monitoraggi) e del ministero dei Trasporti, che non avrebbe vigilato a dovere sui report sicurezza forniti proprio da Autostrade.

 

il ponte morandi nel video girato da un drone 4

Gli addebiti sono a vario titolo di omicidio stradale plurimo, falso, disastro, attentato alla sicurezza dei trasporti e tra i principali inquisiti ci sono: l'ex amministratore delegato di Aspi Giovanni Castellucci; i suoi più fidati dirigenti Michele Donferri Mitelli, ex supercapo nazionale delle manutenzioni, e Paolo Berti ex direttore centrale operazioni; Roberto Ferrazza, tuttora provveditore alle opere pubbliche di Liguria e Piemonte.

il ponte morandi nel video girato da un drone 7

 

I loro avvocati hanno già annunciato battaglia. «Il teorema accusatorio - dice Paolo Accinni, difensore di Castellucci - si confermerà una foglia d'autunno: gialla, tremula, che sta per cadere e cadrà». Va infine ricordato che il giudice ha confermato il sequestro dei reperti al momento conservati nel capannone a ridosso del nuovo viadotto, in Valpolcevera; ma potranno essere spostati, per consentire di realizzare il futuro Parco del Ponte.

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?