carlo nordio magistrati magistratura toghe

IL GOVERNO FA IL GIOCO DELLE TRE CARTE CON LA CONSULTA – IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, CARLO NORDIO, USA LE SENTENZE DELLA CORTE COSTITUZIONALE PER GIUSTIFICARE IL NO ITALIANO AL RICONOSCIMENTO DELLA GENITORIALITÀ DELLE COPPIE OMOSESSUALI – SUL FINE VITA, LO STESSO. MA LA CONSULTA NON DÀ DEI PARERI POLITICI, SEMMAI INVITA IL LEGISLATORE A INTERVENIRE. COSA CHE LA MAGGIORANZA DEI DUCIONI NON FA (COSÌ COME RITARDA L'ELEZIONE DEL 15ESIMO GIUDICE...)

Estratto dell’articolo di Donatella Stasio per “La Stampa”

 

carlo nordio ricevimento quirinale 2 giugno 2024

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio va a Lussemburgo e sventola le sentenze della Corte costituzionale e della Cassazione per dimostrare che l’Italia proprio non può condividere la proposta di regolamento Ue sul riconoscimento automatico della genitorialità di coppie omosessuali già accettata da altri Stati membri dell’Unione europea, perché quelle sentenze lo escludono.

 

Carta canta, sembra dire lo zelante Nordio che, come il suo governo, usa le sentenze delle Corti supreme, in particolare della Consulta, quando e come più gli aggrada. Dalla tutela dei figli arcobaleno al fine vita, dal doppio cognome al diritto all’affettività dei detenuti, è tutto un gioco di citazioni, omissioni, strumentalizzazioni. Qualcuno direbbe un gioco delle tre carte. Fatto sta che le sentenze vengono richiamate solo quando fa comodo alla furia ideologica di un governo che calpesta i diritti, in particolare delle minoranze e delle persone più fragili.

 

Se così non fosse, andrebbe anche ricordato che quelle sentenze (dal 2021) chiedono però al legislatore - Parlamento e Governo - di apprestare una tutela reale ai figli nati da coppie arcobaleno per rendere rapido, non oneroso, certo ed efficace il diritto al riconoscimento di questi bambini. Cosa che la maggioranza si è ben guardata dal fare […].

 

CARLO NORDIO GIORGIA MELONI

E così, per il riconoscimento dei figli nati da coppie arcobaleno non rimane che la strada dell’adozione in casi particolari, che però  […] non è adeguata all’obiettivo, appunto, di un riconoscimento in tempi rapidi, non onerosi, certi ed efficaci. Peraltro, nei casi in cui i genitori arrivano alla fine di quella strada, lunga, tortuosa e invasiva, poi si vedono negare dagli uffici anagrafici il riconoscimento formale di «genitori» sui documenti dei figli, perché, per volere di Salvini, Roccella e non ultima Meloni, sui documenti si può scrivere solo mamma e papà.

carlo nordio chiede uno spritz a una giornalista 1

 

Il Governo, quindi, finge di rispettare le sentenze ma in realtà le ignora, le boicotta, le usa in modo strumentale. È così anche sul fine vita: la sentenza 242 del 2019 è rimasta lettera morta non solo nella parte in cui, sia pure entro un perimetro limitato e a precise condizioni, riconosce la libertà del malato di staccare la spina, ma anche là dove invita ripetutamente il legislatore a intervenire per completare la materia.

 

Ostruzionismo è la parola d’ordine di questa maggioranza. Con buona pace dei diritti. Dopo un anno di governo Meloni, l’opposizione ha ottenuto la calendarizzazione di una sua proposta di legge per dare esecuzione alla sentenza della Corte, ma qual è stata la risposta del centrodestra? Il confronto? Il dialogo? Nient’affatto.

 

giorgia meloni eugenia roccella

È stata la provocazione: una proposta di legge che va in direzione diametralmente opposta a quella indicata dalla Corte, violando così - nel più assoluto silenzio dei vertici parlamentari - i principi secondo cui il giudicato costituzionale non può essere scavalcato. Un braccio di ferro arrogante e inaccettabile in una democrazia costituzionale dove, invece, dovrebbe esistere e funzionare il principio di leale collaborazione tra le istituzioni.

 

[…] Ancora: dov’è la leale collaborazione istituzionale se, a distanza di due anni da un’altra sentenza della Consulta - quella che, di fronte all’inerzia legislativa, ha introdotto la regola del doppio cognome dei figli, invitando però il legislatore a completare il quadro - il Parlamento è ancora a «caro amico», a discutere dei massimi sistemi e il governo fa di nuovo ostruzionismo negli uffici anagrafici?

 

carlo nordio ricevimento quirinale 2 giugno 2024 foto lapresse

E dov’è, di grazia, la leale collaborazione istituzionale dopo cinque mesi da una sentenza della Corte che più chiara non si può, quella sul diritto dei detenuti all’affettività, che impone al legislatore e all’amministrazione di rimboccarsi le maniche subito, non a babbo morto, perché in gioco c’è la dignità della persona e il dovere delle istituzioni di tutelarla, anche se sono in carcere, anzi, ancora di più se sono in carcere. Per tutta risposta, l’Amministrazione ha bloccato i direttori più volenterosi annunciando, due mesi fa, di aver costituito un gruppo di studio di cui non si sa chi siano i componenti, che cosa stia facendo ed entro quanto tempo dovrà completare i lavori.

 

carlo nordio respinto dal retropalco del comizio di fratelli d italia 3

Anche qui si cerca di silenziare la Corte costituzionale. E forse non è un caso se da sette mesi (la media del ritardo è di sette mesi e mezzo) la maggioranza stia ritardando l’elezione parlamentare del quindicesimo giudice costituzionale, ma con il piglio di chi pensa di essere proprietario del Parlamento e della Corte […]. Negli ambienti delle destre si ripete che la partita sarà spostata a dicembre, quando a palazzo della Consulta si libereranno altri tre posti, perché così sarà più facile spedire in quel palazzo, se non un poker, un bel tris di giudici di area di centrodestra, con l’obiettivo di ridurre il pluralismo delle voci all’interno della Corte, affinché parli solo, o sempre di più, con sentenze gradite a sua maestà il governo.

 

giudici costituzionali

CARLO NORDIOCARLO NORDIO

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