terapie intensive lazio

IL GOVERNO È PRONTO A INTRODURRE L'OBBLIGO DI SUPER GREEN PASS PER TUTTI I LAVORATORI: LA SOGLIA LIMITE È IL 25% DI OCCUPAZIONE DELLE TERAPIE INTENSIVE - LA VELOCITÀ DI CONTAGIO È IMPRESSIONANTE: ANCHE SE OGGI SIAMO SOLO AL 12-13%, QUELLA SOGLIA PUO' ESSERE RAGGIUNTA IN TEMPI BREVI - E L'ESECUTIVO RAGIONA ANCHE SULL'IPOTESI QUARTA DOSE CON VACCINO AGGIORNATO PER OMICRON...

Pasquale Napolitano per “il Giornale”

 

terapie intensive

La strada verso l'obbligo del super green pass a tutti i lavoratori è imboccata. Il governo studia i numeri. Per capire fino a che punto si possa tenere la situazione nell'ambito del rischio calcolato. Sono tre i parametri che governo e Iss monitorano: velocità del contagio, ricoveri e terapie intensive.

 

La soglia critica sul numero giornaliero di positivi è stata già abbondantemente superata. La variante Omicron galoppa. L'asticella dei 100mila positivi al giorno è stata superata. Il bollettino di ieri fa registrare un nuovo picco: 141.262 i nuovi contagi da Covid nelle ultime 24 ore.

 

terapie intensive

Nelle prime due settimane di gennaio i numeri sono destinati a raddoppiare. La prima spia rossa è accesa. Ma anche le altre due variabili, ricoveri e terapie intensive, iniziano a lampeggiare. La soglia del 15 % (occupazione dei posti letto per covid) è già oltrepassata. Anche se di poco, si attesta al 16% l'occupazione dei posti letto per covid, ma si è già oltre il limite.

 

Il vero indicatore, che potrebbe però spingere il governo ad anticipare i tempi dell'introduzione dell'obbligo del super green pass a tutti i lavoratori, è sulle terapie intensive: nell'ultimo report dell'Agenas la soglia critica del 10 % è già superata. La media nazionale oscilla tra il 12% e il 13 %. Il campanello d'allarme è scattato. Ma - secondo fonti del governo - il limite da non superare è fissato al 25% dell'occupazione dei posti in terapia intensiva. Una soglia ancora distante.

 

terapie intensive francia

Che però non lascia tranquilli: la velocità di contagio è impressionante. E dunque quella soglia del 25% può essere raggiunta in tempi brevi. C'è un altro dato che fa crescere i timori: nell'ultimo mese il tasso di ricovero nella fascia di età con più di 80 anni per i non vaccinati (568 per 100 mila) è otto volte più alto rispetto ai vaccinati completi da almeno 120 giorni e 41 volte più alto rispetto ai vaccinati con booster.

 

Nell'ultimo Consiglio dei ministri il governo ha deciso di congelare (rinviare) la decisione sull'estensione sui luoghi di lavoro del super green pass obbligatorio. Il muro di Lega e Cinque stelle ha imposto il rinvio. Questione di giorni. Perché la direzione è chiara. Anche il premier Mario Draghi è convinto che l'unica strada per neutralizzare l'avanzata del virus sia l'estensione sul lavoro del pass vaccinale. Il tema sarà riproposto nella prossima riunione del governo che dovrebbe tenersi il 5 gennaio.

 

terapie intensive

Mentre si ragiona anche su un'altra ipotesi: quarta dose con vaccino aggiornato per Omicron. È un'opzione sul tavolo del commissariato per l'Emergenza. Con lo sguardo attento sui numeri, l'esecutivo studia i punti critici del provvedimento, che estende l'obbligo del super green pass per i lavoratori. Il decreto avrà un impatto su una platea di 3 milioni di lavoratori ancora senza copertura vaccinale.

 

Dopo sanitari, forze dell'ordine e insegnanti, il governo prepara l'estensione per le altre categorie. La strada sarà ancora una volta l'applicazione di un «obbligo graduale». Gli ostacoli sono di varia natura. Il primo nodo da sciogliere riguarderà l'indennizzo. Dovrà essere inserito o no accanto all'obbligo l'indennizzo per gli effetti collaterali? O basterà la sentenza della Corte costituzionale che obbliga lo Stato a risarcire i danni e gli effetti collaterali da vaccino? È materia su cui stanno lavorando i tecnici di Palazzo Chigi.

 

ventilatori terapie intensive

Secondo nodo: gli esoneri. Tra i lavoratori che sarebbero obbligati alla vaccinazione una quota ne sarebbe esentata per ragioni di salute. C'è il rischio di paralizzare l'attività in alcuni settori della Pa (Tribunali). Rischio che va evitato con un periodo di transizione: l'obbligo del super green pass per i lavoratori non entrerà in vigore subito ma a inizio del mese di febbraio.

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)