flavio briatore sullo yacht force blue

IL GRANDE LAVORO DEI MAGISTRATI: ORA LO STATO DEVE RISARCIRE UNO YACHT A BRIATORE! - LA CASSAZIONE DÀ RAGIONE AL "BULLIONAIRE" E CANCELLA LA SENTENZA DEL 2019 CON CUI FU CONFISCATO IL SUO YACTH "FORCE BLUE", DEL VALORE DI 20 MILIONI, CHE NEL FRATTEMPO E' STATO MESSO ALL'ASTA E VENDUTO PER 7 MILIONI A BERNIE ECCLESTONE - E ORA BRIATORE POTREBBE CHIEDERE I DANNI CON LO STATO ITALIANO EVENTUALMENTE CONDANNATO A RISARCIRE I DANNI…

Patrizia Albanese per "la Stampa"

 

Il Force Blue di Flavio Briatore non doveva essere confiscato. E quindi non doveva essere messo all' asta il 31 dicembre scorso. La seconda sezione della Cassazione ieri ha annullato la sentenza emessa nell' ottobre 2019 dalla Corte d' Appello di Genova. Che aveva assolto per prescrizione Briatore, pur disponendo la confisca del megayacht ormeggiato a Sestri Ponente.

FLAVIO BRIATORE SULLO YACHT FORCE BLUE

 

Ebbene, quella confisca non s' aveva da fare, hanno sentenziato gli Ermellini: in meno di 15 giorni hanno dato due volte ragione all' ex patron della Formula 1. Poco più di dieci giorni fa avevano già contestato un altro verdetto genovese, legato in quel caso proprio alla rapida vendita all' asta dell' imbarcazione. Con tanti saluti al ricorso che il pattuglione di avvocati difensori aveva presentato, nel tentativo di bloccare quell' incanto che aveva stupito lo stesso notaio. I ricorsi al Riesame non erano stati neppure presi in considerazione. E quando la Cassazione ha sentenziato che quei ricorsi non andavano respinti tout court, il Riesame aveva allargato le braccia.

 

Spiegando: ormai è fatta, lo yacht è stato venduto all' asta e non ci si può più far nulla. Appunto ciò che i legali - Giuseppe Sciacchitano, Cesare Manzitti, Andrea Vernazza, Franco Coppi, Massimo Pellicciotta e Fabio Lattanzi - avevano tentato di evitare fino all' ultimo.

 

BRIATORE YACHT FORCE BLUE

La sentenza di ieri chiede ai giudici dell' Appello di Genova - ormai è rimasta una sola sezione che può occuparsi di questa vicenda senza fine - di giudicare nuovamente la vicenda. Annullando la sentenza precedente che confiscava l' imbarcazione.

Il Force Blue, messo all' asta, ora è di Bernie Ecclestone: se l' era aggiudicato con un' offerta di 7 milioni e 440 mila euro, formulata in una busta aperta - con altre cinque - dal notaio genovese Ugo Bechini.

 

briatore ecclestone

Già qualche mese fa s' era posto il problema: e se la Cassazione dovesse poi annullare la sentenza di confisca? Il problema è che la barca ormai ha preso il largo. Briatore e la società armatrice Autumn Sailing sul Force Blue non hanno più alcun diritto. Gli resta soltanto l' amarezza di chi crede fermamente di aver ragione - ora con l' imprimatur della Cassazione - dopo essersi trascinato nelle aule giudiziarie dal 2010.

 

Certo, quello tra Briatore e il Tribunale genovese sembra un match. A colpi di condanne e confische e ora con la Suprema Corte a sancire che così non va. Annullare e rifare.

Tant' è che ci sarà un nuovo processo in Corte d' Appello. Sarà il terzo.

 

E come si annulla la confisca di un megayacht - valutato oltre 20 milioni e venduto a 7 e 440 mila euro - già in mano a un altro proprietario dopo l' asta? L' unica strada potrebbe essere una causa - l' ennesima - stavolta per danni. Con lo Stato italiano eventualmente condannato a risarcire i danni. Per una somma che potrebbe avvicinarsi al valore dell' imbarcazione. Difficile capire se dopo 11 anni di beghe giudiziarie Flavio Briatore avrà voglia di infilarsi (anche) nel ginepraio della giustizia civile.

 

Cassazione

Gli resta, almeno per ora, la soddisfazione (amara) di vedersi dare ragione dalla Suprema Corte: «Sono contento, soddisfatto della decisione della Cassazione», si limita a dire Briatore al telefono. E pazienza se la barca è salpata con il suo amico Ecclestone al timone. Ma in questo eterno ping pong la partita non è ancora finita. Ci sarà un nuovo processo in Corte d' Appello a Genova. E se dovesse essere confermato per la terza volta il verdetto già annullato (due volte) a Roma, si ripartirebbe con il ricorso per Cassazione dei difensori di Mr. Billionaire. Che comunque la barca non ce l' ha più: il Force Blue ha un altro capitano.

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…