salvini isoardi

LA GRANDE RIMOZIONE – STEFANO MASSINI DIALOGA CON LA SESSUOLOGA CHIARA SIMONELLI SULLA RETICENZA ITALIANA A PARLARE APERTAMENTE DI SESSO: DAL VIAGRA AL SELFIE “AFTER SEX” DI SALVINI CON LA ISOARDI – IL LINGUAGGIO DELL’INSULTO (“L’UOMO È COGLIONE, O FROCIO, E LA DONNA PUTTANA”), LA PILLOLA USATA “PER L’ACNE”, DONAT-CATTIN CHE DURANTE L’ESPLOSIONE DELL’AIDS SI RIFIUTÒ DI PRONUNCIARE NEGLI SPOT LA PAROLA PROFILATTICO E…

Stefano Massini per “la Repubblica - Robinson”

 

SIGMUND FREUD E LE DONNESTEFANO MASSINI

Se c' è qualcosa che mi ha sempre impressionato nel metodo di Freud, è il partire dal passato per ricostruire il senso del presente. Niente, di tutto ciò che nutre le nostre sofferenze e paure, prende forma senza una profonda radice in ciò che è stato, a testimonianza che la sbrigativa assolutizzazione del qui-ora è del tutto fuorviante. Il punto è che Freud insiste anche a sottolineare come due ingredienti essenziali condizionino il nostro essere attuale, e li indica nella rimozione e nel sesso.

CHIARA SIMONELLI 1

 

È sulla base di questa suggestione che penso da tempo di lanciarvi una provocazione: far accomodare il Belpaese sul lettino di Freud, tentando di analizzare come si è evoluto negli ultimi cinquant' anni il rapporto dell' Italia col sesso, alla ricerca di quei traumi e quelle rimozioni che hanno pregiudicato il sereno equilibrio psichico di un intero paese. Ma da dove iniziare? Senza dubbio dalla scelta ponderata di un Virgilio che ci faccia strada in una materia più che complessa ed esposta a mille rischi.

 

Ed è così che sono approdato a Chiara Simonelli. «Ha fatto caso a quanto si parla dei disturbi psicosomatici? Bene, mi dica quante volte ha sentito parlare del somatopsichico: quasi mai, immagino. Sta tutto qui: accettiamo l' idea che la mente condizioni il corpo, ma per nulla al mondo vorremmo il contrario».

sesso 1

 

SIGMUND FREUD

Sono più o meno queste le parole con cui mi accoglie colei che, in termini scientifici, è forse la più titolata in Italia ad articolare un discorso sul sesso. Fu la prima a vedersi riconosciuto l' insegnamento universitario di Sessuologia Clinica, alla Sapienza di Roma. E da allora è stato un susseguirsi di pubblicazioni, docenze, ricerche e attività accademiche, per cui non so immaginare interlocutore migliore per questo azzardo. Che mi auguro costruttivo.

sesso in barca

 

«Già il fatto di parlarne lo è. La posta in palio è altissima, mi creda. Pensi al femminicidio, o all' omofobia: sono queste le aberrazioni che ci impongono uno scavo critico nel passato. L' Italia ha senza dubbio un rapporto guasto con la sfera sessuale. Lei che lavora con le parole, avrà fatto caso al linguaggio, che è sempre specchio di chi parla».

 

sesso ufficiosalvini e la bambola gonfiabile

E infatti, soffermiamoci sui post degli hater: l' offesa è infarcita di riferimenti sessuali espliciti solo se nel mirino c' è una donna. Mi viene in mente il famoso caso della bambola gonfiabile mostrata su un palco leghista contro l' ex presidente della Camera, Laura Boldrini, ma anche i recenti attacchi a bersagli femminili diversissimi come la scrittrice Michela Murgia o la cantante Emma Marrone: l' ostilità politica si traduce sempre in attacco sessuale. Con gli uomini è diverso. Ricerche specifiche ci dicono che gli strali contro avversari maschi si incentrano solitamente sul punto della dignità ("sei un venduto", "sei un verme", "sei un senza-palle").

LA FOTO CON CUI LA ISOARDI HA MOLLATO SALVINICHIARA SIMONELLI

«Certo, è così. Il linguaggio dell' insulto ci consegna questi due archetipi fortissimi: l' uomo è coglione, la donna è puttana. Già questo ci dice molto. Ma attenzione, c' è di più. Nelle risse fra uomini salta fuori spesso l' accusa di essere "frocio", che implica in realtà qualcosa di ancora più deformato: chi ne fa uso dichiara di essere ancora schiavo di uno schema vecchissimo, quello del cosiddetto maschio-alfa.

 

In sintesi: chi concepisce la comunità come branco e il carisma come esclusiva prestanza genitale, non vede offesa peggiore del tradimento di un patto fra stalloni, per cui fra uomini, se ti accuso di essere gay, ti sto dicendo che hai rotto un sodalizio fra inseminatori seriali. Significa non avere altro orizzonte se non quello animale della perpetuazione del seme».

fellatio

 

E dove andrebbe a cercare, nel passato del nostro paese, le origini di questa deformazione?

pillola anticoncezionale 7

«Tutti i problemi hanno alle spalle un blocco linguistico. Una rimozione, appunto. Potremmo addebitarla alla Chiesa, ma non solo. Pensi a quello che subì Nilde Jotti nel partito di Togliatti. Il fatto è che anche il mondo intellettuale - per definizione laico - ha le sue colpe per aver lasciato il tema del sesso alla mercé dei media, come fosse roba infetta a cui non avvicinarsi.

 

viagra 5

Perfino oggi, leggendo questo pezzo su Repubblica qualcuno sarà sfiorato dal pensiero "parlano di sesso per vendere copie, e lo scrittore Massini si è abbassato a questo". È la madre dei problemi: sottrarci a chiamare le cose con il loro nome. Le faccio un esempio. Nella storia italiana si ricordano soprattutto due iniziative parlamentari sull' introduzione dell' educazione sessuale nelle scuole.

 

sesso in barca

La prima risale al 1902, la seconda agli anni Ottanta. Tutte e due le volte ci si mosse sulla scia di un' emergenza sanitaria: nel 1902 c' era stata un' epidemia di sifilide, nel 1984 Robert Gallo isolò il virus dell' Hiv. Sto dicendo che le cosiddette "menti" si occupano del sesso solo se il corpo è malato, e lo fanno per salvare se stesse.

 

CARLO DONAT CATTIN

Anzi, perfino nel massimo rischio non si accetta di parlare apertamente: il democristiano Donat-Cattin che era ministro della Sanità durante l' esplosione dell' Aids, rifiutò di far pronunciare la parola profilattico negli spot televisivi sulla prevenzione. Avrebbe salvato chissà quanta gente, ma non ci riuscì, non poté, non volle. Sembra un secolo fa, ma noi non siamo così lontani: nelle scuole l' argomento è ancora tabù».

 

sesso ufficio

Restiamo allora nelle aule di scuola. Era il 1892 quando Edmondo De Amicis pubblicò quattro racconti sul mondo della scuola. E fin qui niente di sorprendente, trattandosi pur sempre dell' autore di "Cuore". Il fatto è che in "Amore e ginnastica" o "La maestrina degli operai" compare il grande assente dal romanzo dei Franti e dei Garrone: il turbamento fisico, la smania dei corpi, il desiderio. De Amicis sembra concepirlo come una specie di pulsione atavica, bestiale, e quindi imbarazzante per la buona borghesia umbertina. C' è un ex-seminarista che per le scale di un condominio perde la testa per una maestra di ginnastica (arriva persino a spiarla, da un abbaino), e poi una giovane insegnante di scuole serali che freme per l' allievo "dallo sguardo assassino". Tutto però va nascosto.

BENITO MUSSOLINI IN BARCAsilvio berlusconi

«Potremmo dire che in quel nascondere sta la chiave di molte sofferenze. Vede, oggi si può avere la sensazione che il sesso - rispetto ad allora - sia molto più emancipato. Qualcuno dirà "se ne parla fin troppo". Certo, ma come se ne parla? Di Matteo Salvini ricordiamo il famoso selfie mentre era a letto con la sua ex-compagna, Elisa Isoardi, e prima di lui c' era stato il boom del bunga-bunga berlusconiano.

 

Ebbene, mi creda, questo non è niente di nuovo rispetto a quando Benito Mussolini ostentava le sue amanti: è la conferma dell' equazione trita per cui potere=donne. Oggi è Arcore, ieri era il Vittoriale di D' Annunzio, dove il Vate giaceva dentro le bare con ragazze che si fingevano morte.

Ripeto: se sei in alto, ci si aspetta che tu giochi col sesso. Quasi lo devi».

 

Ne aveva scritto genialmente Gadda in "Eros e Priapo". Arrivò a parlare di fallocrazia del fascismo, intesa come un bisogno spasmodico di concepire lo Stato come una distorsione della famiglia patriarcale in cui il leader è padre e padrone.

«E gli italiani ne sono abbagliati».

 

viagra 4CARLO DONAT CATTIN 1

Non solo loro: Trump, durante la campagna elettorale, non solo non era danneggiato dalle varie accuse di stupro, ma se ne serviva come marchio di forza.

«Certo, ma qui da noi il tarlo è antico, le resistenze infinite. Noi mettevamo i mutandoni alla Cappella Sistina, esattamente negli anni in cui era papa un Medici che aveva avuto tre figli. Occorrerebbe un profondo vero sforzo educativo: non faremo mezzo passo avanti finché non si dirà a chiare lettere che è un' idiozia il meccanismo per cui il fascino maschile si nutre di prestigio e soldi, mentre quello femminile si regge su bellezza e giovinezza. Si deve a questo se gli stipendi delle donne sono più bassi. Tanto per dire che c' è una ricaduta sessuale anche sull' economia».

 

Ma sulla parità di genere avrà pur inciso in qualche modo la rivoluzione sessuale degli anni '60-'70. Oppure è stato un passaggio di facciata?

sesso ufficio

«Io ho iniziato a ricevere pazienti, come sessuologa, proprio in quel momento. Senz' altro si respirava un' atmosfera nuova, elettrizzante, fu una riappropriazione del sesso da parte delle donne, fino a quel momento vissute solo come madri. Ma le premesse furono più rosee dei fatti, e oggi ci troviamo con un libro scolastico dove c' è un esercizio con papà che lavora e mamma che stira.

 

pillola anticoncezionale 5

Il problema è che la politica può anche smuovere delle cose, ma è la mentalità a essere viziata. Nel '58 le sinistre e la Dc si misero insieme per votare la legge Merlin sulle case chiuse, ma ciò non tolse che la donna del dopoguerra continuasse a esser sdoppiata: o eri una da sposare o una da farci sesso. Dentro o fuori dal bordello, fa poca differenza».

lina merlin

 

Però negli anni '70 arriva anche in Italia la pillola.

«Peccato che anche in quel caso cercammo di imbavagliare la novità. Sa come andò? C' è stata una lunga fase in cui lo Stato non accettava una prescrizione medica che parlasse di anticoncezionale. I ginecologi italiani dovettero ingegnarsi a trovare una via di fuga, e la trovarono nell' acne: siccome il principio attivo della pillola combatteva anche quella, ti scrivevano sulla ricetta che era per uso dermatologico.

sesso per bruciare calorie 1

 

IL SESSO NELL OTTOCENTO

Come vede, la nostra storia è disseminata di alibi, di coperture, di stratagemmi per non riconoscere al sesso la sua funzione sana e sostanziale. Mi spiace solo che si minimizzi il problema: le conseguenze sono gravissime anche sul piano della salute pubblica. Tanto per dirne una, migliaia di donne vanno da un ginecologo solo se hanno un' emorragia, o se restano incinte. Fa parte anche questo della grande rimozione».

 

pillola anticoncezionale 4

Sbaglierò, ma ho la sensazione di qualcosa di contraddittorio. Lei mi parla della nostra storia come di un susseguirsi di censure più o meno traumatiche. Ma se ripercorriamo lo sviluppo della tv, del costume, della società italiana, è indubbio che il sesso, a lungo represso, a un certo punto sia uscito dalla sua zona d' ombra. Voglio dire: negli anni '80 il boom delle emittenti commerciali portò con sé un cambiamento drastico, basta pensare al "Drive-in" berlusconiano.

gianni de michelis a drive in

«Capisco cosa vuol dire. Ma io e lei stiamo riannodando le fila di un percorso complesso, non lineare. È davvero come la vita psichica di una persona: alterna fasi diverse. Adesso, per esempio, ha citato la tv, che senz' altro ha esercitato un ruolo invasivo e dirompente, come oggi il web. Non scordiamo però che erano gli stessi anni in cui si diffuse l' Aids, e questo creò un clima di terrore sul fronte del sesso.

sesso violenza chat di classe

 

Di nuovo blocchi, di nuovo reticenze. Sono anzi convinta che in questo paese si dovrebbe finalmente pronunciare un grazie alla comunità omosessuale per il contributo fondamentale che diedero in quel momento di caos. Erano persone di livello culturale in genere alto, persone informate, responsabili: ci aiutarono a capire. Io allora collaboravo con Ferdinando Aiuti, scrivemmo insieme un libro, e ricordo nettamente lo smarrimento del mondo medico. Anche quegli anni di paura hanno lasciato un segno nel nostro rapporto col sesso».

 

E in questo susseguirsi di up e down, quale è stato per lei il momento in cui il barometro segnava sereno?

sessopillola anticoncezionale 3enrico beruschi al drive in

«Distinguerei: per le donne l' alba fu come ho detto il '68. Per gli uomini, viceversa, tutto cambiò nel 1998, con l' introduzione del Viagra. Sembrò che risolvesse d' un tratto tutti i problemi, e per la prima volta mi resi conto che fra i miei pazienti venivano molti uomini, pronti finalmente a raccontare, a raccontarsi. In realtà il sollievo nascondeva un' illusione, quella tipicamente maschile di vedere nel sesso solo un atto ginnico, possibilmente eroico. È un equivoco devastante».

 

sesso 3

Sono d' accordo: abbiamo scisso il sesso dal desiderio. Aggiungerei anzi che il secondo è il grande disperso degli ultimi anni: troppo impegnativo, troppo compromettente.

«Soprattutto troppo complesso da gestire, e dunque fonte di ansia. Ci si concentra allora solo sul gesto sessuale inteso come incontro di corpi, senza dare il minimo peso al prima e al dopo. Cioè alla scelta del partner, o alla cura della coppia. Il desiderio, appunto. La ragione è semplice: non sappiamo più chi ci sta accanto, in un' era di grande individualismo. Una collega ha raccolto 137 motivi diversi per fare sesso: credo sia la prova chiarissima dello sbando in cui ci troviamo. Un labirinto, ecco. Un labirinto».

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