roma alberghi chiusi

UN GUAIO TIRA L’ALTRO – A ROMA GLI ALBERGATORI, AL COLLASSO PER LA MANCANZA DI TURISTI, VIVONO L’INCUBO DELLE OCCUPAZIONI ABUSIVE - DALL’HOTEL BRISTOL AL ROOM DECINE DI STRUTTURE DECIDONO DI PROTEGGERSI CON PANNELLI O CATENE IN QUESTO PERIODO DI CHIUSURE FORZATE - “SE ENTRA QUALCUNO E SI PIAZZA NELLE STANZE, NON LO CACCI PIÙ”. E C’È GIÀ CHI HA TROVATO DUE CLOCHARD IN UNA…

Alessandra Paolini per “la Repubblica - Edizione Roma”

 

roma alberghi chiusi

Porte murate, tavole di legno a bloccare l' entrata, lucchetti, catene. E dentro, con le stanze tutte vuote, qualcuno fisso a dormire e a controllare Vita da albergatore al tempo del Covid. Vita da barricadièro. Nella città di " Vacanze Romane" è questa l' apocalittica cartolina che si potrebbe spedire dagli hotel. Che ormai sono quasi tutti chiusi. Ma con l' incubo delle occupazioni abusive.

 

«Se entra qualcuno e si piazza nelle stanze, non lo cacci più», è la paura che serpeggia tra gli albergatori e che nel passaparola tra colleghi li ha fatti correre ai ripari cercando di tappare ogni pertugio, da quando in autunno alcuni senza tetto hanno tentato di entrare in una struttura vicino alla stazione Termini. « Perché gli alberghi, per loro natura, sono porte aperte sul mondo: Lo impone il concetto stesso di ospitalità», spiega Alexia Sasson, una dei cento albergatori che, qualche settimana fa, aveva scritto all' ex premier Conte per denunciare la difficilissima crisi che sta attraversando il settore: senza turisti, senza un futuro a breve, senza ristori sufficienti per non fallire.

hotel gabriella roma

 

Francesca Nardelli, proprietaria dell' hotel Gabriella in via Palestro insieme alla sorella, racconta che la notte non chiude occhio pensando «che qualcuno possa entrare e piazzarsi dentro. Così ogni mattina passo lì davanti per vedere se la porta è stata forzata. È la prima volta dal '54 che stiamo chiusi mai avrei immaginato di trovarmi in questa situazione ».

 

Un portone montato in tutta fretta è apparso anche al Bernini Bristol, il 5 stelle di piazza Barberini con affaccio su Roma, sulla seicentesca Fontana del Tritone con la terrazza finita dritta dritta nel film La Grande Bellezza di Sorrentino. E' in buona compagnia con le tavole piazzate davanti all' ingresso del vicino Open Gate, storica discoteca pariolina anni ' 80 in via San Nicola da Tolentino.

Il pericolo okkupazione l' ha vissuto di striscio anche Andrea Valentini, nel palazzo che ospita uno dei suoi: il Room Suite in via Palermo.

 

bernini bristol

« Nella sala caldaia hanno trovato riparo due clochard - racconta - Per noi albergatori si sommano problemi su problemi.. non bastava la situazione senza speranza che stiamo vivendo, con le nostre strutture vuote da un anno, mentre Tari, bollette e affitti continuano ad arrivare » . Serpeggia la psicosi. A confermalo anche Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi - Confcommercio che a Roma gestisce cinque hotel di famiglia. « Solo due al momento sono aperti, gli altri li abbiamo messi in sicurezza con catene a portoni montati ad hoc » . Pure Francesco Gatti, a capo di Assohotel - Confesercenti è preoccupato.

roma senza turisti

 

« Il mio The Building non ha mai chiuso - spiega - ma il lavoro è pochissimo. So che tra i miei associati il tarlo di ritrovarsi gente indesiderata dentro l' hotel c' è. Certo, la situazione è molto pesante. E finché non torneranno i turisti c' è poco da stare sereni, specie per chi è costretto a pagare il canone d' affitto. Abbiamo bisogno di aiuti concreti da parte del Governo. E mai come in questo momento si deve programmare il futuro, per quando ci sarà la ripresa. Che potrà esserci realmente solo con la competitività, quindi anche con la tassa di soggiorno più equa . E con una programmazione che tenga insieme promozione e attrattività dell' offerta, ovvero: eventi, congressi, cultura».

hotel chiusigiuseppe rosciolithe building

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…