notte di violenza a tavazzano con villavesco

LA GUERRA DEGLI INVISIBILI -  CAOS E VIOLENZE DAVANTI ALLA ZAMPIERI HOLDING A TAVAZZANO CON VILLAVESCO, IN PROVINCIA DI LODI, DOVE I DIPENDENTI SI SONO SCONTRATI CON UN GRUPPO DI LAVORATORI FEDEX-TNT LICENZIATI: I DIPENDENTI SEQUESTRATI ALL’INTERNO DEI CANCELLI HANNO REAGITO FORZANDO IL BLOCCO E AGGREDENDO I MANIFESTANTI A COLPI DI BASTONE E DI ASSI DI PALLET – IL BILANCIO È DI 9 FERITI. MA PER SI COBAS I MANIFESTANTI SONO STATI AGGREDITI DA…

Francesco Gastaldi per "www.corriere.it"

 

notte di violenza a tavazzano con villavesco 3

Scontri, bastonate e feriti ai cancelli di una logistica alle porte di Lodi. Una notte di violenze, con testimoni involontari e terrorizzati i residenti del quartiere, all’esterno della Zampieri Holding, magazzino di logistica in via Orecchia a Tavazzano con Villavesco. Al centro, un gruppo di lavoratori Fedex-Tnt di Piacenza licenziati, spalleggiati dai Si-Cobas, e che ha dato l’assalto alla logistica Zampieri, trasferita appena un mese fa da Piacenza a Tavazzano. All’interno, i dipendenti della logistica sequestrati all’interno dei cancelli che hanno reagito forzando il blocco e aggredendo i manifestanti a colpi di bastone e di assi di pallet.

 

Nove contusi, un ferito al volto trasportato in codice rosso al Policlinico San Matteo di Pavia e tre feriti più lievi è il bilancio degli scontri avvenuti alle 2 del mattino di venerdì di fronte alla Zampieri Holding, una delle aziende del polo logistico di Tavazzano con Villavesco, alle porte di Lodi. Scontri di tale violenza, non lontani da quelli delle logistiche sudmilanesi, nel Lodigiano non si vedevano da tempo. Il tutto in un contesto in cui, accanto ai capannoni, sorge anche una zona residenziale, con oltre cento cittadini svegliati dalle urla, dalle botte e dalle sirene di polizia, carabinieri e ambulanze. Sull’asfalto pezzi di bancali sparsi ovunque e in parte usati come «armi» dai manifestanti.

notte di violenza a tavazzano con villavesco 2

 

Il presidio, indetto da alcuni lavoratori della sede di Piacenza chiusa e trasferita nel Lodigiano (oltre che a Peschiera e San Giuliano Milanese) circa un mese fa, fino ad ora era sempre stato contenuto. Al centro della protesta le rivendicazioni sulla questione Fedex-Tnt. Le cose però sono precipitate nella notte fra mercoledì e giovedì quando al picchetto dei lavoratori si sono aggiunti almeno altri cinquanta manifestanti da Piacenza, tutti dipendenti ex Fedex. 

 

Obiettivo, non fare lavorare (e nemmeno uscire dall’azienda) i «colleghi» lodigiani, oltre che impedire sia l’accesso che l’uscita dei camion sul piazzale.

notte di violenza a tavazzano con villavesco 1

La protesta è iniziata nella tarda serata di giovedì con il consueto presidio e la tensione è esplosa intorno alle 2 tra i circa 40 lavoratori Zampieri bloccati all’interno e i manifestanti ai cancelli (una cinquantina all’arrivo delle forze dell’ordine, ma probabilmente di più al momento degli scontri) che cercavano di impedirne l’uscita. I sequestrati, per sfondare la «resistenza» dei rivali si sono armati di bastoni e pezzi di pallet (tra i Cobas hanno anche denunciato l’uso di taser, circostanza che però alle forze dell’ordine non risulta) e una volta aperti i cancelli i due gruppi sono venuti a contatto. Una situazione incandescente, al punto di rendere necessario l’arrivo in forze di pattuglie dei carabinieri e della polizia.

 

notte di violenza a tavazzano con villavesco 4

Una volta ristabilita la calma e soccorsi i feriti (il più grave, un lavoratore di Piacenza, ha riportato una ferita al volto a causa di una bastonata ma non è in pericolo di vita) i manifestanti si sono diradati mentre polizia e carabinieri hanno identificato alcuni dei dipendenti dell’azienda rimasti nel piazzale. «Una situazione inaccettabile - commenta il sindaco Francesco Morosini, svegliato alle 2 dagli sms dei cittadini della zona e dalle sirene -, i miei residenti sono terrorizzati. È chiaro che il mio primo pensiero va alla sicurezza dei miei concittadini. L’azienda mi ha garantito che non ci sarebbero stati problemi, questi sono fatti che nel mio paese non voglio più vedere altrimenti sarò costretto a prendere provvedimenti».

 

notte di violenza a tavazzano con villavesco 5

«Aggrediti a colpi di bastoni, frammenti di bancali, sassi e bottiglie da una cinquantina di bodyguard assoldati dai padroni», è la versione di Si Cobas secondo cui i manifestanti di Piacenza si sono trovati di fronte a una «squadraccia di bodyguard mimetizzatasi tra i lavoratori e che ha attaccato il presidio, composto da circa 40 lavoratori del SI Cobas a mani nude, e per circa 10 minuti sotto gli occhi della polizia che non ha mosso un dito». Il blitz di Tavazzano ha origine dal fatto che Zampieri Holding affitta i magazzini sul suolo nazionale alle logistiche del colosso Usa delle spedizioni.

 

notte di violenza a tavazzano con villavesco 7

La protesta, conferma Si Cobas, riguarda la chiusura dell’hub piacentino e solo due settimane fa a San Giuliano Milanese si era verificato un episodio simile, anche se con conseguenze meno drammatiche. Il sindacato di base, molto radicato nelle logistiche, da tempo denuncia infiltrazioni di bodyguard specializzati da parte dell’operatore di logistica per far crescere il livello dello scontro. Il lavoratore colpito al volto, secondo la Questura, è già stato dimesso con 15 giorni di prognosi.

notte di violenza a tavazzano con villavesco 6

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni giustizia referendum magistrati

DAGOREPORT -  ARIANNA MELONI E I CAPOCCIONI DI FRATELLI D’ITALIA POSSONO RIPETERE A PAPPAGALLO CHE IL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA "NON È UN VOTO SU GIORGIA", MA MENTONO SAPENDO DI MENTIRE. IL VOTO DEL 23 MARZO SARÀ INEVITABILMENTE UN PLEBISCITO POLITICO SULLA STATISTA DELLA SGARBATELLA - CON LA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", NON BASTA PIU' ATTACCARE I MAGISTRATI (DAGLI SCONTRI DI TORINO AL FATTACCIO DI ROGOREDO), ORA LA MELONI SA CHE NON POTRA' FARE A MENO DI METTERCI LA FACCIA - UNA PERSONALIZZAZIONE CHE FINO A IERI HA TENTATO IN OGNI MODO DI EVITARE RICORDANDOSI CHE FU UNA SCONFITTA REFERENDARIA A TRASCINARE IL GOVERNO DI MATTEONZO RENZI DALL’ALTARE ALLA POLVERE) - MA ORA LA RIMONTA DEL"NO" METTE PAURA E NON PUO' PIU' NASCONDERSI ALZANDO I SOLITI POLVERONI DI PROPAGANDA: SOLO LEI HA LA LEADERSHIP PER TRASCINARE LA GALASSIA DEGLI ASTENUTI A VOTARE ''SI'" (SONDAGGI RISERVATI VALUTANO IL BRAND GIORGIA MELONI 2/3 DEI CONSENSI DI FDI) - MA TUTTI PARTITI SONO APPESI ALL'ESITO DEL REFERENDUM: DALLA RESA DEI CONTI DELLA LEGA CON SALVINI ALLA SFIDA IN FORZA ITALIA TRA TAJANI E I FIGLI DI BERLUSCONI - UNA VITTORIA DEL "NO" POTREBBE INVECE RINGALLUZZIRE UN’OPPOSIZIONE DILANIATA DALL'EGOLATRIA DI ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE, UN DUELLO DI POTERE CHE HA SEMPRE IMPEDITO DI PROPORRE ALL'ELETTORATO UNA VERA ALTERNATIVA AL MELONISMO...

salvini vannacci zaia fedriga fontana

DAGOREPORT – CHE FINE FARA' MATTEO SALVINI? QUANTE CHANCE HA IL SEGRETARIO DELLA LEGA DI SOPRAVVIVERE AL TRADIMENTO DEL FASCIO-GENERALISSIMO VANNACCI? - TUTTI ASPETTANO L’OFFENSIVA DI ATTILIO FONTANA, MASSIMILIANO FEDRIGA E LUCA ZAIA (MA IL REGISTA È MASSIMILIANO ROMEO, POTENTE SEGRETARIO DELLA LEGA LOMBARDA) - LA DECISIONE SULLO SFANCULAMENTO DEL CAPITONE RUOTA, COME IN FORZA ITALIA PER IL CASO TAJANI-BARELLI-GASPARRI, SULL'ESITO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DEL 23 MARZO, CHE SI È TRASFORMATO, COM'ERA INEVITABILE, IN UN VOTO POLITICO SULL'ARMATA BRANCA-MELONI - SE DALLE URNE USCISSE LA VITTORIA DEL "SÌ", SALVINI RESTERÀ AL SUO POSTO E AL TRIO FEDRIGA-FONTANA-ZAIA NON RESTERÀ ALTRO CHE PROVARE A FAR RINSAVIRE L’EX “TRUCE DEL PAPEETE” E RIPOSIZIONARE IL PARTITO SUI BINARI DEL PRAGMATISMO NORDISTA. BASTA CON LA LEGA NAZIONALE: CHISSENEFREGA DEL PONTE SULLO STRETTO, PIÙ FEDERALISMO E PADANIA. VICEVERSA, PER MATTEO SALVINI SCOCCHEREBBE L'ORA FATALE DEL DE PROFUNDIS...

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…