biden xi jinping

GUERRE OLIMPICHE - BIDEN PROPONE IL BOICOTTAGGIO DEI GIOCHI INVERNALI DI PECHINO E LA CINA MINACCIA RITORSIONI - E I CORAGGIOSI ALLEATI DI WASHINGTON? SE LA FANNO SOTTO E MOLLANO "SLEEPY JOE" - PERPLESSITÀ DELLA GERMANIA, ITALIA IN SILENZIO - IL PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO BACH SI SMARCA: “NON POSSIAMO AFFRONTARE PROBLEMI CHE NEANCHE L'ONU RIESCE A RISOLVERE” - L'IPOTESI BOCCIATA ANCHE DAGLI ATLETI USA

Emiliano Bernardini Gabriele Rosana per "il Messaggero"

 

joe biden xi jinping

Boicottare le Olimpiadi invernali di Pechino 2022. La provocazione lanciata nei giorni scorsi dagli Stati Uniti però non sembra aver riscosso consensi. «Un approccio coordinato sarebbe non solo nel nostro interesse ma anche in quello dei nostri alleati e partner» aveva sottolineato il portavoce del Dipartimento di Stato Ned Price in linea con quella che è la strategia delineata dal presidente Joe Biden che punta a alzare un muro occidentale contro la Cina.

 

In particolare la protesta prende corpo dalle richieste fatte da diversi gruppi di attivisti e politici repubblicani basandosi in parte sulle denunce di Ong e Paesi che accusano la Cina di perseguitare i musulmani uiguri, anche con la reclusione in campi di internamento dove i membri della minoranza sono sottoposti, secondo le testimonianze dei sopravvissuti, a vari abusi.

 

Salvo poi fare un dietrofront nella giornata di ieri: «Non abbiamo discusso e non stiamo discutendo alcun boicottaggio coordinato con gli alleati e i partner» ha rimarcato con forza la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki.

 

joe biden

IL PRECEDENTE C' è anche un precedente che riguarda proprio gli Stati Uniti. Fu durante la Guerra Fredda quando gli Usa guidarono un boicottaggio nel 1980 delle Olimpiadi di Mosca dopo che l' Urss, nel 1979, aveva invaso l' Afghanistan, e il blocco sovietico rispose quattro anni dopo con un boicottaggio delle Olimpiadi di Los Angeles. L' annuncio ha fatto chiaramente molto rumore.

 

Ma si è anche scontrato con silenzi e gelo sia da parte degli alleati chiamati in causa sia da parte del mondo dello sport. Da subito il comitato olimpico americano ha ribadito la propria opposizione al boicottaggio dei Giochi. «Per i nostri atleti, l' unico sogno è rappresentare gli Stati Uniti d' America» ha spiegato Susanne Lyons, presidente del Comitato olimpico americano.

 

Immediata anche la replica della Cina: «La comunità internazionale non lo accetterà. Siamo fiduciosi di lavorare con tutte le parti per rendere le Olimpiadi invernali di Pechino 2022 un evento olimpico straordinario ed eccezionale».

JOE BIDEN E XI JINPING

 

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian, replica così alle parole di Price sull' ipotesi di un boicottaggio, aggiungendo che «la politicizzazione dello sport è contrario allo spirito olimpico e danneggia gli interessi degli atleti di tutti i Paesi e della causa olimpica internazionale, tra cui quello Usa», facendo comunque intendere che Pechino è pronta anche ad attuare ritorsioni.

 

L' Italia è rimasta spettatrice della questione. Dal Coni non è filtrata nessuna posizione ufficiale così come dalla neo Sottosegretaria allo Sport, Valentina Vezzali.

 

XI JINPING E JOE BIDEN

«Vale il principio dell' autonomia dello sport» fa sapere il portavoce del governo tedesco, dopo una telefonata Xi-Merkel, sottolineando anche che «sono in corso colloqui con i nostri partner, anche con gli americani». Il presidente del Cio, Thomas Bach, ha affermato che il Comitato olimpico internazionale deve rimanere fuori dalla politica: «Non siamo un super governo mondiale e il Cio non può risolvere o anche solo affrontare problemi per i quali né il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, nessun G7, nessun G20 ha soluzioni», aveva detto Bach in una conferenza stampa il mese scorso.

 

PRESSIONI TRASVERSALI Dopo le sanzioni decise a fine marzo a Bruxelles contro funzionari cinesi per violazione dei diritti umani - le prime dai tempi di piazza Tienanmen, prese di comune accordo con Usa, Regno Unito e Canada -, adesso anche in Europa si alza il coro di quanti vorrebbero non vedere le nazionali dell' Ue tra un anno alle Olimpiadi invernali.

XI JINPING BIDEN

 

La Commissione europea non ha assunto alcuna posizione in merito (e la scelta spetterebbe in ogni caso a ogni singolo Paese), ma si fanno sentire le pressioni trasversali per una decisione che faccia da esempio per gli altri. Come negli Stati Uniti il pressing sull' amministrazione è nato fra i banchi del Congresso, a Bruxelles è il Parlamento europeo a muoversi per chiedere che gli europei convergano sul boicottaggio.

 

A prendere l' iniziativa è stato il gruppo dei Conservatori e riformisti (Ecr, dove in Europa siede Fratelli d' Italia), che ha scritto agli Stati membri dell' Ue, per invitarli a disertare i Giochi: «La Cina del 2022 è come la Germania nazista del 1936 e l' Unione sovietica del 1980», il commento dell' europarlamentare polacca Anna Fotyga. Appello accolto anche dall' altro lato dell' emiciclo, fra i banchi dei Verdi: «Dobbiamo considerare tutte le opzioni sul tavolo, compresa quella del boicottaggio», le parole della collega finlandese Alviina Alametsä.

BACH

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…