putin hacker

GLI HACKER PROSPERANO SOTTO IL CAPPELLONE DELLA RUSSIA - VENGONO PROTETTI E COCCOLATI A PATTO CHE NON COLPISCANO OBIETTIVI DI MOSCA O DEI PAESI ALLEATI - A ULTERIORE SCUDO, LA COSTITUZIONE RUSSA VIETA L'ESTRADIZIONE DEI SUOI CITTADINI VERSO ALTRI PAESI - NONOSTANTE LE PRESSIONI USA, PUTIN NON RINUNCERÀ A QUELLA CHE È DIVENTATA UNA PREZIOSA LEVA DI NEGOZIAZIONE - ANZI: PIÙ GRANDE È IL DANNO, PIÙ WASHINGTON ALZERÀ LA POSTA PUR DI GARANTIRSI LA SUA COOPERAZIONE…

Rosalba Castelletti per "la Repubblica"

 

PUTIN E GLI HACKER

I pirati informatici responsabili degli attacchi con richieste di riscatto da milioni di dollari che stanno mettendo in crisi aziende e governi in tutto il mondo hanno un'isola felice. E si chiama Russia. Non solo operano in un ecosistema russofono, ma godrebbero del tacito benestare delle autorità moscovite che li proteggerebbero da ogni persecuzione giudiziaria fin tanto che non colpiscano obiettivi nella Federazione o nei Paesi alleati. Così sostengono gli esperti di sicurezza informatica, a dispetto delle scrollate di spalle del presidente Vladimir Putin che, interpellato dal suo omologo statunitense Joe Biden nel corso del vertice a Ginevra, aveva liquidato le accuse come «ridicole» e «assurde».

HACKER RUSSI

 

E, a ulteriore scudo dei corsari, la Costituzione russa vieta l'estradizione dei suoi cittadini verso altri Paesi. I primi bucanieri informatici a farsi notare erano stati gli hacker di Nobelium (nome ispirato all'elemento chimico No della tavola periodica) quando, l'anno scorso, avevano sfruttato le vulnerabilità del software Orion di SolarWinds per compromettere un centinaio di compagnie statunitensi, incluse Microsoft, Intel e Cisco.

 

Allora Washington accusò apertamente la Russia di aver orchestrato l'assalto informatico e approvò sanzioni puntando il dito contro i Servizi di intelligence internazionale (Svr). Gli stessi a cui farebbe capo Cozy Bear, o Apt29 (dove Apt sta per Advanced persistent threat, minaccia avanzata persistente), responsabile in passato di attacchi contro ministeri di Paesi Ue. A muoversi più di recente sono invece vere e proprie gang di cyberfilibustieri che infettano le reti col solo scopo di chiedere riscatti a sei zeri. Almeno 45 milioni di dollari sinora nel 2021, stando alle stime di Atlas Vpn.

 

hacker russi

Di questi, almeno 13 sarebbero stati estorti dal solo gruppo Wizard Spider, il Ragno Stregone, dietro alle minacce Trickbot, Conti e Ryuk. La banda DarkSide, Lato Oscuro, lo scorso maggio avrebbe ricevuto ben 9 milioni per "liberare" Colonial Pipeline, uno dei principali sistemi Usa di oleodotti, prima di dichiarare la fine delle sue operazioni. Mentre tre settimane dopo la brasiliana Jbs, la più grande azienda di lavorazione delle carni, avrebbe sborsato 11 milioni al gruppo REvil, Diavolo dei Ransomware, legato anche all'attacco a Kaseya che serve oltre 40mila clienti negli Usa e nel mondo.

 

Non ci sono prove che i pirati del Ragno Stregone e del Lato Oscuro o che i Diavoli del Ransomware facciano capo al Cremlino. Quel che è certo è che sono localizzati all'interno dei confini Russi e che i loro codici escludono dai loro obiettivi computer con lingua predefinita in cirillico. A testimonianza di un patto implicito con le autorità che danno loro protezione in cambio di immunità dagli attacchi.

 

HACKER RUSSI

O di mazzette o lavoretti sporchi gratis. Perciò il New York Times domenica insisteva in un editoriale: «La chiave è costringere Putin ad agire». Quando il sito di REvil è misteriosamente scomparso, non è parso un caso che pochi giorni prima Biden avesse chiesto a Putin d'intervenire. Anche se esperti sostengono che ora operi insieme ai fuggiaschi di DarkSide sotto il nome, BlackMatter, Materia Nera, mentre altri ipotizzano che a sbarazzarsene siano stati gli stessi Usa.

 

Il problema è che Putin difficilmente rinuncerà a quella che, complice o meno che sia, è diventata una preziosa leva di negoziazione. Più grande è il danno, più - pensa - Washington alzerà la posta pur di garantirsi la sua cooperazione. E «seppure la Russia diventasse un territorio ostile - avverte Brett Callow, analista di Emsisoft, e con lui diversi esperti di cybersicurezza - cominceremmo a vedere operatori in Brasile, Nord Corea o altrove». I pirati informatici troveranno sempre una loro isola felice.

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...