israel folau

GLI HANNO FATTO UN C*LO COSÌ - IL RUGBISTA AUSTRALIANO ISRAEL FOLAU VIENE CACCIANO DALLA NAZIONALE E DAL SUO CLUB PER UN POST GIUDICATO OMOFOBO - L’ATLETA, CHE E’ UN CRISTIANO PENTECOSTALE MEMBRO DELLE “ASSEMBLEE DI DIO”, HA SCRITTO SU INSTAGRAM: “ATTENZIONE! UBRIACONI, OMOSESSUALI, ADULTERI, BUGIARDI, LADRI, FORNICATORI, LADRI, ATEI, IDOLATRI. L'INFERNO VI ASPETTA. PENTITEVI. SOLO GESÙ È IL SALVATORE”

ISRAEL FOLAU

Luca Fazzo per “il Giornale”

 

Troppo cristiano per giocare a rugby. Perché Israel Folau non è un cristiano all'occidentale, abituato a relativizzare i valori. No, lui è un ragazzo semplice cresciuto nella periferia di Sidney, i suoi genitori vengono da un' isola delle Tonga: e insomma se legge una cosa nella Bibbia pensa che sia vera. È la sua fede, non la nasconde ma nemmeno cerca di imporla al prossimo. Ma nel mondo del politicamente corretto a venire lapidato è lui: che viene cacciato dal mondo in cui è cresciuto e vissuto, dallo sport che lo ha strappato agli slum della periferia.

 

ISRAEL FOLAU

Stava preparandosi per i mondiali in Giappone del prossimo settembre, tranquillo del posto da titolare con la maglia numero 15, anche perché nessuno nella nazionale australiana ha segnato più mete di lui. Invece i mondiali li guarderà in televisione. E anche il suo club, i Waratahs di Sidney, ha annunciato il suo licenziamento in tronco, anche se è il recordman di tutti i tempi delle mete in campionato. Fuori. A fare traboccare il vaso è stato il post di Izzy - il suo soprannome - su Instagram di mercoledì scorso. «Attenzione!

ISRAEL FOLAU

Ubriaconi, omosessuali, adulteri, bugiardi, ladri, fornicatori, ladri, atei, idolatri.

L' inferno vi aspetta. Pentitevi. Solo Gesù è il Salvatore».

 

A scatenare l'indignazione non è stata ovviamente l'invettiva contro i bugiardi o gli etilisti, ma l'inserimento dei gay nelle categorie destinate al fuoco eterno. Anche perché su questo tema Izzy Folau è recidivo, avendo già criticato aspramente le leggi della Tasmania sui matrimoni omosessuali e sui certificati anagrafici no gender.

 

Non è la prima volta che rugby e religione entrano in dirittura di scontro: negli anni Ottanta fece scalpore il caso di un All Blacks che rifiutava di giocare alla domenica, giorno sacro al Signore. Ma il caso Folau esplode in un mondo assai cambiato, dove la battaglia alle discriminazioni di genere prevale sul diritto di ciascuno di professare apertamente la propria fede.

ISRAEL FOLAU

 

A Izzy, che è un cristiano pentecostale, membro delle Assemblee di Dio, la cosa non è andata giù. E recentemente a chi gli chiedeva di abbassare i toni aveva risposto pubblicando su Instagram il passaggio della lettera di San Paolo ai Galati in cui l' apostolo se la prende con «fornicazioni, ubriachezze, impurità». Poi si era infilato la maglia, messo le scarpe con i tacchetti e aveva segnato un' altra meta pazzesca delle sue.

Nel decidere la sua cacciata per motivi religiosi un ruolo importante - e forse decisivo - lo hanno avuto gli sponsor dei Wallabies, la nazionale australiana.

ISRAEL FOLAU

 

Prima la Land Rover, che ha costretto Izzy a restiturie la vettura omaggio che aveva ricevuto come tutti i giocatori. Poi la Qantas, lo sponsor principale: il cui amministratore delegato, Alan Joyce, è dichiaratamente gay. Di fronte alle pressioni di quelli che mettono la grana, la federazione australiana si è arresa. «Il contenuto del post di Falau è inaccettabile» ha fatto sapere con un comunicato. «Esso non rappresenta i valori dello sport ed è irrispettoso dei membri della comunità rugbistica».

L' indomani, Folau ha incontrato i vertici. «La nostra posizione non è cambiata», ha detto la federazione. Quella di Izzy, c' è da scommetterci, neanche. Cos' è un mondiale, davanti al regno dei cieli?

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?