green pass settimana bianca

UN INVERNO SENZA SCI? - LA STAGIONE TURISTICA INVERNALE E' GIA' IN PERICOLO: L'ALTO ADIGE DOVREBBE PASSARE IN ZONA GIALLA LA PROSSIMA SETTIMANA, MA IL VERO RISCHIO E' L'ARANCIONE, CHE COSTRINGEREBBE GLI IMPIANTI A CHIUDERE - E DIRE CHE LE DOLOMITI POTREBBERO APPROFITTARE DEL CAOS IN AUSTRIA, RAGGIUNTA DA UNA PIOGGIA DI DISDETTE - ANCHE IN FRIULI E IN VENETO LA SITUAZIONE INIZIA A PREOCCUPARE...

Claudia Guasco, Francesco Malfetano per "il Messaggero"

 

settimana bianca green pass

Manca ancora poco più di una settimana al via ufficiale del 27 novembre ma, nonostante l'ottima risposta in termini di prenotazioni, la stagione turistica invernale italiana è già in pericolo. O quantomeno rischia di dover fare i conti con nuove restrizioni ben prima di quanto ci si augurasse. Specie in quei i territori che hanno tassi di vaccinazioni inferiori alla media nazionale e contagi alle stelle.

 

L'IDENTIKIT Un identikit a cui oggi risponde soprattutto l'Alto Adige che infatti dalla prossima settimana si ritroverà con buona probabilità in zona gialla. Il passaggio è visto come relativamente innocuo (impone solo l'obbligo di mascherina anche all'aperto e lo stop alle tavolate nei ristoranti al chiuso) ma si spera riesca ad arginare la corsa verso l'arancione.

 

SCI COVID

Secondo le misure in vigore infatti, l'ulteriore scatto di fascia di rischio, costerebbe la chiusura degli impianti di risalita. Il tutto proprio mentre le Dolomiti potrebbero approfittare del fatto che i centri sciistici in Austria stanno registrando una valanga di disdette di turisti tedeschi per le vacanze di Natale. «Sappiamo che la zona gialla è a un passo dalla zona arancione, e l'esperienza ci ha insegnato che il passaggio successivo è il lockdown», avverte infatti Thomas Widmann, assessore alla sanità altoatesino.

 

SCI COVID

Ed è anche per questo che ieri, assieme al governatore Arno Kompatscher ha incontrato a Roma, in vista della conferenza delle Regioni di oggi, la ministra degli Affari regionali Mariastella Gelmini, ipotizzando l'uso delle Ffp2 sugli autobus oltre che l'obbligo di mascherina all'aperto verso cui va incontro. Non solo, da tempo Bolzano si sta impegnando per evitare la chiusura degli impianti di risalita in zona arancione (con il supporto delle altre Regioni con centri sciistici).

 

GREEN PASS SETTIMANA BIANCA

Lo sci - è questa l'argomentazione - è uno sport individuale all'aperto e dovrebbe essere trattato come tale. Per ora però i segnali in tal senso non sono incoraggianti, anche perché i controlli - non a caso - si fanno all'accesso: il più delle volte legando l'obbligo di Green pass allo Skipass (spesso con grandi investimenti degli operatori, che hanno automatizzato il tutto in una sola app), o all'accesso agli impianti di risalita.

 

Se comunque l'impegno che verrà messo in campo tra questa e la prossima settimana non dovesse dimostrarsi sufficiente, si valuteranno nuove limitazioni, anche solo per i non vaccinati. Una stretta che i governatori in verità vorrebbero da subito ma che il governo non pare ancora disposto a concedere.

 

Settimana bianca green pass

GLI OPERATORI In tutta evidenza però, ogni ulteriore stop sarebbe devastante. «Siamo vicini alla stagione invernale, e dopo quello che abbiamo passato l'anno scorso, diventerebbe tutto molto più complicato» spiega preoccupato Gustav Thoeni, albergatore ed ex campione di sci. Secondo l'ex campione della valanga azzurra: «Meglio restrizioni al massimo piuttosto che le chiusure».

 

La priorità resta salvare la stagione ha spiegato a più riprese Valeria Ghezzi, presidente dell'Anef, l'Associazione nazionale esercenti funiviari (che, appunto, hanno capienza limitata all'80% se chiusi e mascherina obbligatoria), «In tal senso, auspicando che la situazione non precipiti, tuteliamo chi si è vaccinato, responsabilmente e magari non convintamente: se si dovesse andare verso delle restrizioni, le si facciano sui no vax. Se dovesse servire si guardi al modello austriaco per tutelare le comunità, il lavoro e l'economia».

 

Settimana bianca green pass 2

Per il presidente degli albergatori altoatesini Manfred Pinzger invece il nodo è soprattutto nella risposta dei cittadini: «Spero che gli appelli a intensificare i controlli del Green pass e di farsi finalmente vaccinare trovino ascolto. Meglio tardi che mai, così il settore turistico potrà lavorare quest'inverno».

 

Tuttavia, in allerta nel tentativo di cogliere ogni minimo segno di incertezza, c'è l'intero Nord-Est della Penisola. Non solo gli operatori turistici del Friuli-Venezia Giulia tanto chiacchierato dopo le proteste al porto di Trieste, quanto anche quelli del Veneto. «Non vogliamo neppure pensare che possa saltare la stagione - dice Renzo Minella, direttore marketing Ski area San Pellegrino, situato al confine tra le province di Trento e Belluno - Noi siamo grandi produttori di gambe, spalle e braccia rotte e l'hanno scorso la stagione sciistica non è partita non perché fosse pericoloso sciare, ma perché i reparti di ortopedia sono stati trasformati in reparti Covid».

 

Settimana bianca green pass 5

In Veneto ora le ospedalizzazioni sono ben al di sotto i livelli di guardia (il tasso di occupazione è del 5 per cento sia per i posti letto di terapia intensiva che per i reparti ordinari) ma, aggiunge invece Marco Pappalardo, direttore marketing Dolomiti Superski, «Noi osserviamo la situazione dei contagi con attenzione, non è una bella situazione in senso generale».

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”