barbara lee big

E IO PAGO! - I CONTRIBUENTI AMERICANI SPENDONO 32 MILIONI DI DOLLARI L'ORA PER FINANZIARE LE GUERRE IN CUI SONO IMPEGNATI - L'ATTO D'ACCUSA DELLA PARLAMENTARE BARBARA LEE SUL "GUARDIAN": "IL COSTO UMANO E' STATO ALTO" - IL CONFLITTO IN AFGHANISTAN HA UCCISO PIU' DI 238 MILA PERSONE, QUELLO IN IRAQ 288 MILA - "DOBBIAMO CAMBIARE IL NOSTRO APPROCCIO AL MONDO, ED EVITARE DI INQUADRARE OGNI SFIDA COME UN EVENTO CHE RICHIEDE LA FORZA MILITARE COME RISPOSTA"...

Vittorio Sabadin per La Stampa

 

Barbara Lee

Barbara Lee è un’esponente afroamericana democratica del Congresso statunitense. Nel 2001 fu l’unica parlamentare a votare contro la richiesta del presidente George W. Bush di approvare l’Authorization for Use of Military Force, che di fatto privava il Congresso del potere di approvare o meno l’entrata in guerra del Paese. Vent’anni dopo l’attacco all’America dell’11 settembre, la legge è ancora in vigore e ha consentito ai presidenti e al Pentagono di avviare operazioni militari in Afghanistan, Iraq, Filippine, Georgia, Yemen, Gibuti, Kenya, Etiopia, Eritrea e Somalia. 

 

Barbara Lee 2

In un coraggioso e lucido articolo, pubblicato a Londra dal “Guardian”, Barbara Lee sostiene che le guerre americane dichiarate senza l’approvazione del Congresso non hanno reso più stabile il Medio Oriente, né più sicura l’America. Il ritiro dall’Afghanistan è il suggello di un fallimento che è costato migliaia di vite umane e trilioni di dollari, con la politica estera del Paese gestita direttamente dal presidente e dai militari senza il controllo parlamentare previsto dalla Costituzione. 

 

Dopo il crollo delle Torri gemelle, scrive Lee «la decisione di far precipitare gli Stati Uniti in uno stato di guerra perpetua è stata presa avventatamente, senza il dibattito che una decisione così importante richiedeva». «Il costo umano - continua la parlamentare - è stato alto: un numero incalcolabile di vittime civili all'estero, due generazioni di soldati americani mandati a combattere senza alcun obiettivo chiaro e senza supervisione, e migliaia delle nostre truppe e altro personale ucciso, ferito e traumatizzato in combattimento».

 

talebani conquistano valle del panshir 1

La sola guerra in Afghanistan, ricorda Lee, è costata più di 2,6 trilioni di dollari e ha ucciso più di 238.000 persone. La guerra contro l'Iraq, dichiarata sulla base di affermazioni inventate sul possesso di armi di distruzione di massa da parte di Saddam Hussein, è costata 1,7 trilioni di dollari e ha ucciso circa 288.000 persone. L’Authorization for Use of Military Force è stata poi usata dai presidenti successivi (Obama e Trump) per impegnarsi in guerra in almeno altri sette paesi – dallo Yemen alla Libia al Niger – contro avversari che il Congresso non ha mai esaminato o valutato. 

 

IRAQ

«Il risultato – scrive Lee – è oggi un perpetuo stato di guerra e un complesso militare-industriale in continua espansione che consuma una quantità sempre maggiore delle nostre risorse ogni anno. La spesa del Pentagono dall'11 settembre, corretta per l'inflazione, è aumentata di quasi il 50%. Dal 2001, i contribuenti pagano 32 milioni di dollari ogni ora per il costo totale di guerre che non hanno reso gli americani più sicuri». 

 

Lee è stata una delle protagoniste dell’iniziativa bipartisan per ritirare le truppe dall’Afghanistan e si sta impegnando per eliminare anche il potere speciale concesso al presidente sull’onda dell’emozione e del dolore causati nel 2001 dagli attentati sul suolo americano. Sono passati 20 anni, e questi poteri speciali devono essere rivisti: «Dobbiamo tenere a freno il potere esecutivo e impedire che venga abusato da altre amministrazioni, democratiche o repubblicane».

 

joe biden mentre bush firma per la guerra in iraq

Secondo Lee, bisogna però andare oltre la semplice modifica della legge: «Dobbiamo cambiare il nostro approccio al mondo, ed evitare di  inquadrare ogni sfida come un evento che richiede la forza militare come risposta. Quando usiamo la guerra per analizzare la minaccia del terrorismo, limitiamo artificialmente le soluzioni a nostra disposizione, allontanando gli approcci politici e diplomatici che offrono le uniche soluzioni vere e durature per la sicurezza degli Stati Uniti».

 

donald e melania trump con i militari usa

Un nuovo approccio nella politica estera americana richiederà una significativa ricollocazione delle risorse per affrontare anche altre minacce: il Covid, la povertà, la crisi climatica che mette a rischio il progresso umano. Per Lee è inaccettabile continuare a versare miliardi di dollari al Pentagono, per guerre che il Pentagono stesso dichiara senza alcun controllo, «quando le vere sfide che dobbiamo affrontare richiedono soluzioni diplomatiche e di sviluppo». Non piacerà ai costruttori di armi e ai privati che forniscono materiali, personale e attrezzature per le guerre. Ma hanno già fatto abbastanza soldi, e bisogna fare qualcosa per fermarli.

Ultimi Dagoreport

riccardo muti domenico beatrice venezi

DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU BEATRICE VENEZI ALLA FENICE (“LASCIATELA DIRIGERE E POI LE ORCHESTRE VARIE E I CORI VARI DECIDERANNO”) DIPENDA DAL FATTO CHE LA FENICE HA ASSUNTO SUO FIGLIO, L’AVVOCATO DOMENICO MUTI, INCARICATO DI “CONSULENZA STRATEGICA E PROCACCIAMENTO DI AFFARI” PER LA MODICA CIFRA DI 30 MILA EURO ALL’ANNO – EN PASSANT, SI SCOPRE ANCHE CHE LA FENICE PAGA 39 MILA EURO PER SEI MESI, DAL 15 GENNAIO SCORSO AL 14 LUGLIO PROSSIMO, ALLA BARABINO & PARTNERS, CIOÈ L’AGENZIA CHE SI STA OCCUPANDO DELL’IMMAGINE DI BEATRICE VENEZI, SENZA GRANDE SUCCESSO VISTE LE ULTIME INFELICI USCITE PUBBLICHE DELLA SIGNORA - (AH, COME AVEVA RAGIONE LEO LONGANESI QUANDO PROPONEVA DI METTERE SUL TRICOLORE UNA GRANDE SCRITTA: “TENGO FAMIGLIA”) – VIDEO

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?