xi jinping mark zuckerberg donald trump africa

IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO – FORSE NON LO SAPETE, MA È NEI FONDALI OCEANICI CHE SI COMBATTE LA NUOVA GUERRA FREDDA TRA USA E CINA: LA GESTIONE DEI CAVI SOTTOMARINI SU CUI VIAGGIANO I DATI È FONDAMENTALE IN OTTICA GEOPOLITICA. SOPRATTUTTO IN AFRICA – FACEBOOK E HUAWEI CI STANNO INVESTENDO MILIARDI. I CINESI L’HANNO CAPITO PER TEMPO E CON IL GIOCHINO DELLA VIA DELLA SETA SI SONO COMPRATI IL CONTINENTE NERO – L'EUROPA? STA A GUARDARE

Vittorio Carlini per “il Sole 24 Ore”

 

i cavi sottomarini in fibra ottica

Uno scontro di cui si parla poco. È la battaglia economico-industriale (e non solo) tra Stati Uniti e Cina sul controllo dei cavi sottomarini per le telecomunicazioni. Il conflitto, parallelo e intimamente connesso a quello ben più noto dei dazi commerciali, ha una rilevanza fondamentale. Sul fondo di oceani e mari interni, secondo Telegeography, a inizio del 2019 erano in funzione circa 378 "submarine cable" per una lunghezza complessiva di oltre 1,2 milioni di chilometri.

 

i cavi di huawei in africa

Un' infrastruttura subacquea che, nel corso di più di un secolo e mezzo (il primo cavo telegrafico sottomarino tra Calais in Francia e la britannica Dover risale al 1851), è diventata il sistema nervoso centrale delle telecomunicazioni globali. L' Information technology & Innovation fundation (Itif) ricorda come il 99% del traffico internazionale di dati e voce passi, per l' appunto, nelle fibre ottiche sottomarine.

trump xi jinping

 

E le previsioni indicano la loro progressiva crescita: da un lato, dice sempre Itif, tra il 2019 e il 2021 sono previsti più di 50 progetti di nuovi cavi; dall' altro, a causa della domanda di ulteriore capacità in scia alla digitalizzazione dell' economia, il mercato dei "submarine cable" dovrebbe raggiungere il valore di 30,8 miliardi di dollari nel 2026 (contro i 10,3 miliardi del 2017).

ALESSANDRO ARESU

 

La rotta di collisione

Insomma i numeri spiegano l' assoluta centralità dei cavi che fanno compagnia a pesci e coralli. Una centralità che, a fronte della progressiva espansione di progetti e investimenti cinesi, ha contribuito a mandare in rotta di collisione Washington e Pechino. «La Cina - spiega Alessia Amighini, codirettore programma Asia dell' Ispi - già nella prima decade del 2000», tramite il gruppo Transsion,«ha avviato la penetrazione e conquista del business della telefonia mobile in Africa». Una strategia forse snobbata dall' Occidente.

 

xi jinping

«Adesso però, rispetto al tema più generale dei cavi sottomarini, c' è un salto di qualità legato soprattutto al dispiegarsi delle Vie della seta» digitali. «Si tratta di un contesto - fa eco Alessandro Aresu, direttore scientifico della Scuola di Politiche - in cui, da una parte, l' incremento della presenza nei "submarine cable" è complementare all' espansione via mare di Pechino; e che, dall' altra, dà inevitabilmente luogo allo scontro commerciale». «Anche perché - aggiunge Carlo Alberto Carnevale Maffè, docente di strategia aziendale alla Sda Bocconi - queste vie della seta sotto il mare hanno una peculiarità».

 

la cablatura dell'africa da parte di huawei

Vale a dire? «A differenza di quelle fisiche, le strade digitali possiedono la memoria, ricordano ciò che transita in esse. Quindi non è solo importante costruirle ma anche, e soprattutto, gestirle». Fino a qualche tempo fa gli utilizzatori dei cavi, giusto o sbagliato che fosse, «ipotizzavano - sottolinea Maffè - una certa neutralità delle connessioni sottomarine perché realizzate essenzialmente da società private occidentali soggette alle regole di mercato. Questa realtà va mutando e sorgono così i contrasti».

 

cavi sottomarini in fibra ottica

Già, i contrasti. Ma in quali aree geografiche si combatte la nuova guerra fredda? «Una zona -risponde Aresu - è certamente quella dell' Oceano Pacifico e del Sudest Asiatico». Proprio alcuni giorni fa, secondo il Wsj, il comitato multi-agenzia guidato dal dipartimento della Giustizia statunitense (Team Telecom) ha espresso un parere sfavorevole per bloccare il Pacific Light Cable Network. Cioè: il cavo di circa 12.900 chilometri, in cui sono coinvolti Google, Facebook e un partner cinese, e che dovrebbe collegare direttamente Los Angeles ad Hong Kong.

huawei africa

 

MARK ZUCKERBERG

La motivazione addotta dagli americani è la tutela della sicurezza nazionale. Nel passato lo stesso Team Telecom ha approvato diversi cavi sotterranei, sia in collegamento diretto con l' Impero di Mezzo sia con operatori telecom controllati da Pechino. Se arrivasse lo stop si tratterebbe, sottolinea il Wsj, della prima volta che la licenza per un "submarine cable" viene negata con una simile motivazione. Il segnale, che oltre alla concorrenza sempre più serrata tra i diversi attori, lo scontro tra Usa e Cina aumenta d' intensità.

 

uno squalo attacca un cavo sottomarino

A ben vedere, però,il tema della sicurezza nazionale, seppure non ufficialmente, aveva già fatto capolino in un' altra situazione. Nel 2018 era stato bloccato un progetto di Huawei Marine (il braccio operativo nei cavi del colosso tlc cinese, di cui la stessa Huawei ha deciso di cedere il 51% alla connazionale Hengtong) per un collegamento tra Sydney e le Isole Salomone. L' intesa tra il Governo di quest' ultime e Huawei Marine risaliva al 2016. Due anni dopo l' esecutivo austrialiano, stanziando dei fondi per lo sviluppo delle stesse Isole Salomone, di fatto ha fermato l' operazione assumendosene gli oneri. Ufficialmente il tema della "security" non è stato indicato.

MAPPA CAVI SOTTOMARINI

 

Tuttavia, sebbene il gruppo cinese si fosse dichiarato disponibile a controlli da parte di terzi su ogni hardware o software di gestione del network, deve ricordarsi che l' Australia fa parte dei "Five eyes". Cioè dell' associazione di intelligence sulla sicurezza che comprende anche Canada, Gran Bretagna, Nuova Zelanda e soprattutto gli Usa.

 

La "Pace" cinese Ma non sono solamente i mari del Far East. Un progetto da ricordarsi è il cosiddetto "Peace" (Pakistan & East Africa connecting Europe). Si tratta di un cavo, la cui entrata in funzione è prevista nel 2020, che coinvolge aziende cinesi tra cui Huawei Marine ed altre realtà della galassia di Hengton. «In questo caso - spiega Aresu - siamo di fronte al pieno dispiegarsi della completa strategia della via digitale della seta».

 

CAVI SOTTOMARINI1

La fibra parte dal Pakistan e, dopo vari punti d' approdo in Kenya, Gibuti ed Egitto, approda (passando per il Canale di Suez) a Marsiglia. «I vari landing point - dice sempre Aresu -, oltre alle infrastrutture tecnologiche strettamente legate al cavo, costituiscono gli avamposti che consentono alla Cina di avviare o consolidare le proprie attività commerciali, d' investimento ed eventualmente militari».

CAVI SOTTOMARINI

 

«Basta pensare - riprende Amighini - a Gibuti. La città è diventata non solo un hub finanziario, infrastrutturale, energetico e commerciale di Pechino. Ma anche una sua importante base militare». A fronte di un simile contesto «si può ben dire che i confini del bipolarismo tra Usa e Cina sono, e saranno, definiti dal digitale. E sui confini il rischio di conflitti è molto alto».

 

Il Vecchio continente

Fin qui alcune considerazioni su strategie e dinamiche tra Usa e Cina. Quale, però, il ruolo dell' Europa? «Purtroppo - risponde Federico Protto, ad di Retelit, azienda presente nel consorzio del cavo AAe1 - rischiamo di non recitare alcuna parte da protagonisti». Certo, esistono attori rilevanti come «Nokia o la stessa Prysmian. Tuttavia nei cavi sottomarini tre sono i livelli. C' è chi costruisce e posa i cavi, chi li accende e gestisce e, infine, chi fornisce i flussi d' informazioni che ci passano dentro». Di questi il secondo e terzo livello «sono i più strategici. Ebbene: nel Vecchio continente, estremamente frammentato, non vedo in questi ultimi due ambiti soggetti realmente in grado di contrastare il passo di americani o cinesi».

cavi sottomarini per la fibra ottica in africa

 

In realtà altri sono i protagonisti sempre più presenti nel business. Si tratta dei giganti digitali americani. Amazon, Facebook, Google e Microsoft da un po' di tempo hanno deciso, complice anche l' esplosione del cloud computing, d' investire direttamente nei "submarine cable".

 

huawei a shenzhen 1

La "Grande G" ad esempio, che nel 2008 ha effettuato il primo "tuffo" nelle connessioni sotto il mare, via via ha aumentato il suo impegno (14 cavi, di 3 dei quali è addirittura singolo proprietario). Il gruppo di Zuckeberg e quello di Bezos, invece, sono presenti rispettivamente in 10 e 3 progetti (Microsoft in 4).

 

huawei

Potranno i big tech rappresentare una pattuglia di "incursori" che si inserisce nel conflitto tra Washington e Pechino? Gli esperti non sono così concordi. «Si tratta di programmi - dice Maffè - con motivazioni essenzialmente economico - commerciali». Vero, ma «di fronte al possibile stallo cui potrebbero andare incontro i cinesi - ribatte Protto - il loro peso aumenterà». Di certo, visto anche il rischio di break-up che corrono in patria, «proveranno a sfruttare il loro impegno nei cavi come arma negoziale con Washington», conclude Aresu.

Ultimi Dagoreport

bruno valentinetti giorgia meloni angelo san lorenzo in lucina daniela memmo antonio damelio

DAGOREPORT - CI MANCAVANO SOLO I FASCIO-MONARCHICI! PER CAPIRE DA DOVE ARRIVA L'AFFRESCO DELL'ANGELO CON LE FATTEZZE DI GIORGIA MELONI, ALLA BASILICA DI SAN LORENZO IN LUCINA, A ROMA, BISOGNA GUARDARE ALLA VECCHIA ARISTOCRAZIA NERA ROMANA, CHE HA IN QUELLA CHIESA UN PUNTO DI RIFERIMENTO - LA CAPPELLA IN QUESTIONE È DEDICATA A UMBERTO II (IN ASSENZA DI UNA TOMBA AL PANTHEON, SOGNATA DAGLI EREDI) E IL RESTAURO PRECEDENTE, NEL 2003, FU FINANZIATO DA DANIELA MEMMO E DAL MARITO, ANTONIO D'AMELIO, FIGLIO DEL MINISTRO DELLA REAL CASA DI SAVOIA, CARLO - CHI HA PAGATO L'EX MILITANTE DELL'MSI BRUNO VALENTINETTI PER IL "RITOCCO" MELONIANO? IL COMMITTENTE SAPEVA CHE SAREBBE COMPARSO IL FACCIONE DI GIORGIA? IL PARROCO PARLA DI "SPONSOR, ASSOCIAZIONI E DUE FONDAZIONI". QUALI? - IL SALDISSIMO RAPPORTO DEI CONIUGI MEMMO-D'AMELIO CON SVARIATI ESPONENTI DELLA DESTRA, A PARTIRE DA GIANNI ALEMANNO: IL LORO SALOTTO DI PALAZZO RUSPOLI È DIVENTATO IL CENACOLO PREFERITO DAL PIO ALFREDO MANTOVANO...

leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - IL DISASTROSO DEBUTTO TELEVISIVO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, CHE DOVEVA INCORONARE LA NUOVA STAR DEL CAPITALISMO ITALIANO PRONTO A PRENDERE IL POSTO DI JOHN ELKANN IN FUGA, HA SPINTO GLI “ADDETTI AI LIVORI” A DOMANDARSI: “CHI GLI VUOLE COSI MALE DA SUGGERIRE CHE ERA GIUNTA L’ORA FATALE DI DARSI UN’IMMAGINE PUBBLICA, ESPONENDOLO A ‘STA FIGURACCIA DA MILIARDARIO RINCITRULLITO CHE IN MEZZ’ORA HA PROMOSSO QUELLO SVALVOLATO DI LAPO ELKANN IN ARISTOTELE?” - FORSE LA RISPOSTA ALL’"HARAKIRI CATODICO" DI DEL VECCHIO JR ARRIVERÀ DOMENICA 8 FEBBRAIO DA UN'INCHIESTA DI “REPORT” SU ‘’EQUALIZE’’, LA CRICCA DI SPIONI MILANESI CHE PER ANNI HA DOSSIERATO PER CONTO DI GRANDI AZIENDE, POLITICI, BANCHIERI E IMPRENDITORI, TRA I QUALI SPICCA PROPRIO IL RAM-POLLO DEL VECCHIO - DAI VERBALI DEI PM MILANESI ESPLODE UN DELIRIO DI TRUFFE, RICATTI, INTERCETTAZIONI:“VOGLIO SAPERE I SOLDI NASCOSTI CHE HA MIA MAMMA, MIO FRATELLO, L’ALTRO MIO FRATELLO, MIO CUGINO, TUTTA LA FAMIGLIA…” - "REPORT" TIRA IN BALLO NON SOLO LA GUERRA DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO SULL'EREDITA' DA SOGNO, DA 4 ANNI FERMA AL PALO, MA ANCHE UN POSSIBILE COLLEGAMENTO DI QUESTE ATTIVITÀ ILLEGALI CON IL RISIKO BANCARIO MPS E MEDIOBANCA...

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...