ippopotami di pablo escobar 6

GLI IPPOPOTAMI DI PABLO ESCOBAR SONO DA CONSIDERARSI "PERSONE" CON PROPRI DIRITTI NEGLI STATI UNITI - LO HA STABILITO UN TRIBUNALE FEDERALE, A CUI SI ERANO RIVOLTI GLI ANIMALISTI PER CERCARE DI FERMARE IL GOVERNO COLOMBIANO, DECISO AD ABBATTERLI - GLI ANIMALI ERANO STATI IMPORTATI ILLEGALMENTE NEGLI ANNI 80 DAL NARCOTRAFFICANTE: DUE FEMMINE E UN MASCHIO - OGGI GLI ESEMPLARI SONO DIVENTATI TRA I 65 E GLI 80, VIVONO ABBANDONATI NELLA EX TENUTA E MINACCIANO L'ECOSISTEMA...

Da rainews.it

 

Ippopotami di Pablo Escobar 5

I discendenti degli ippopotami appartenuti un tempo al re della droga Pablo Escobar, e per questo soprannominati "cocaine hippos" (ippopotami della cocaina), sono da considerarsi legalmente "persone" con propri diritti negli Stati Uniti. È quanto emerge dall'ordinanza di un tribunale federale Usa.

 

Il caso riguarda una causa contro il governo colombiano circa l'opportunità di abbattere o sterilizzare gli ippopotami il cui numero sta rapidamente crescendo e rappresenta una minaccia alla biodiversità. Gli animalisti esultano e considerano la decisione come una vittoria fondamentale nella lunga battaglia affinché il sistema giudiziario degli Stati Uniti conceda agli animali questo status.

 

Ippopotami di Pablo Escobar 4

L'ordinanza tuttavia non avrà alcun peso in Colombia, dove gli ippopotami vivono. Gli "ippopotami della cocaina" sono i discendenti degli animali che Escobar importò illegalmente da un giardino zoologico americano nel suo ranch colombiano negli anni '80, quando controllava il traffico di droga del Paese. Erano tre ippopotami femmina e un maschio che, a quanto pare, si ambientarono molto rapidamente nella sua tenuta di oltre 2 mila ettari, la Hacienda Na'poles a Doradal nel dipartimento di Antioquia.

 

Ippopotami di Pablo Escobar 3

Dopo la sua morte nel 1993, gli ippopotami furono abbandonati nella tenuta e, in assenza di predatori naturali, il loro numero è aumentato negli ultimi otto anni da 35 a un numero imprecisato tra i 65 e gli 80 esemplari.

 

Quelli che un tempo erano il fiore all'occhiello dello zoo del boss ora prosperano nelle zone umide dentro e intorno al palazzo nascosti tra le catene montuose e da tempo trasformato in parco tematico e attrazione turistica e si allargano nella campagna tropicale circostante minacciando l'ecosistema. Questo è almeno il parere di un gruppo di scienziati secondo cui gli ippopotami fuori controllo rappresentano un grave rischio per la biodiversità della zona e costituiscono anche un pericolo per la popolazione del luogo perché la loro proliferazione potrebbe portare a incontri accidentali con gli esseri umani.

 

Ippopotami di Pablo Escobar 2

Il loro numero, avvertono, potrebbe raggiungere i 1.500 entro il 2035 se non si corre ai ripari e propongono il loro abbattimento prima che spazzino via la flora e la fauna locale. Un'agenzia governativa ha iniziato sterilizzare alcuni ippopotami, e si è aperto il dibattito sulla sorte degli animali. La questione è arrivata davanti al giudice degli Stati Uniti, il Paese d'origine della stirpe.

 

Nella causa, gli avvocati dell'Animal Legal Defense Fund hanno chiesto al tribunale federale di Cincinnati di dare lo status legale di "persone portatrici di interessi" agli ippopotami in modo che due esperti di sterilizzazione della fauna selvatica dell'Ohio potessero deporre nel caso. La giudice federale Karen Litkovitz di Cincinnati ha concesso lo status. Secondo l'associazione animalista è la prima volta che animali vengono dichiarati persone giuridiche negli Stati Uniti.

 

Ippopotami di Pablo Escobar

Gli avvocati dell'associazione hanno sostenuto che, poiché gli animalisti possono intentare cause per proteggere gli interessi degli ippopotami in Colombia, questi animali dovevano essere considerate "persone" dal punto di vista giuridico secondo la legge degli Stati Uniti. 

pablo escobar

Ultimi Dagoreport

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SONO ORMAI DETERIORATI IRRIMEDIABILMENTE – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO CON UN CAPANNELLO DI PERSONE (TRA CUI ANCHE QUALCHE “FRATELLO D’ITALIA”), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE. LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO. SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'AMMONIMENTO DATO DA PARIGI ALL’AMBASCIATORE AMERICANO, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), COLPEVOLE DI AVER DISERTATO UN INCONTRO CON IL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, PER FORNIRE SPIEGAZIONI SUI COMMENTI FATTI DALL'AMMINISTRAZIONE AMERICANA SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - ANCHE GIORGIA MELONI HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON PER LO STESSO MOTIVO. È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…