khamenei zahedan mehrshad shahidia. iran

IN IRAN IL MASSACRO CONTINUA – IL REGIME DEGLI AYATOLLAH ORMAI È SENZA VERGOGNA: NELLA PROTESTA DI ZAHEDAN È STATO UCCISO ANCHE UN BAMBINO DI 12 ANNI. NON È IL SOLO MORTO NEGLI ULTIMI GIORNI NEI DISORDINI, SCATENATI DALLA MORTE DI MAHSA AMINI. ANCHE LO CHEF MEHRSHAD SHAHIDIA È MORTO IN SEGUITO AL TRAUMA PER I COLPI SUBITI AL CRANIO DA PARTE DELLA POLIZIA…

Fabiana Magrì per “La Stampa”

 

RAGAZZO DI 12 ANNI COLPITO A MORTE NEL MASSACRO DI ZAHEDAN

Aveva soli 12 anni. In un video diffuso su Twitter si vede il bambino senza vita a terra, con il sangue sulla testa e qualcuno che lo accarezza. È una delle sei vittime della protesta di Zahedan, nell'Est dell'Iran.

 

Un nuovo massacro di manifestanti, dopo sei settimane di disordini scatenati dalla morte di Mahsa Amini. Ma non è il solo giovanissimo iraniano ad essere morto sotto i colpi della repressione del regime. Ieri il ristorante Boote, nella città di Arak, è rimasto chiuso in segno di lutto «per onorare la persona amata perduta», il suo popolare chef Mehrshad Shahidia.

 

Con due stories condivise dall'account Instagram, il locale ha informato la community della morte del ragazzo, in seguito al trauma per i colpi subiti, sempre al cranio. Secondo quanto ha riferito la Bbc Persian, il 19enne, è stato ucciso mercoledì notte da agenti di sicurezza iraniani durante la repressione delle proteste che continuano a dilagare nelle città della Repubblica islamica.

 

MEHRSHAD SHAHIDIA

La famiglia del giovane cuoco, a quanto risulta alla tv britannica, è stata informata del decesso ma il corpo di Mehrshad, fino a ieri, non era ancora stato restituito ai suoi cari. Un account Instagram creato nel ricordo del ragazzo ne ha però annunciato, per oggi pomeriggio, la sepoltura.

 

Dal 26 ottobre la polizia iraniana ha intensificato l'uso della forza contro i manifestanti che si sono radunati per le commemorazioni dei 40 giorni dalla morte della ragazza simbolo di questa lotta contro il regime degli Ayatollah, la 22enne Mahsa Amini, uccisa a metà settembre perché indossava male il velo islamico. Ieri gli agenti hanno sparato diversi colpi d'arma da fuoco nella città di Zahedan.

 

mahsa amini

Amnesty International ha lanciato un appello alle Nazioni Unite perché agiscano con urgenza nei confronti di Teheran, responsabile delle uccisioni illegali di otto manifestanti in meno di 24 ore. Secondo gli attivisti, sono stati sparati proiettili veri contro i cortei nelle province del Kurdistan, dell'Azerbaigian occidentale, del Kermanshah e del Lorestan.

 

Hrana, l'agenzia degli attivisti per i diritti umani iraniani, ha tenuto il conto di 252 persone che hanno perso la vita dall'inizio delle proteste, tra cui 36 minorenni e 30 agenti. Tra i quasi 14 mila arrestati, ci sono anche 9 stranieri. Tra loro, la 30enne italiana Alessia Piperno che si trovava in Iran quando l'intensità delle proteste ha iniziato ad aumentare ed è detenuta con l'accusa di spionaggio dalle autorità di Teheran.

 

«Queste rivolte aprono la strada al terrorismo», reagisce puntualmente alle accuse domestiche e internazionali il presidente iraniano Ebrahim Raisi. Che ha addossato alle rivolte anti regime anche la responsabilità dell'attentato compiuto mercoledì a Shiraz, alla moschea sciita Shah Cheragh, poi rivendicato dall'Isis.

manifestanti in iran per mahsa amini 4

 

Tre uomini armati hanno fatto irruzione nel luogo di culto uccidendo 15 persone e ferendone almeno 19. Un attacco che ha offerto l'occasione al Segretario dell'Alto consiglio per i Diritti Umani iraniano, Kazem Gharibabadi, di chiedersi, in tono polemico, «perché gli attivisti per i diritti umani tacciono sull'attacco mortale a Shiraz?». Si fanno sempre più complicate le relazioni tra la Repubblica islamica e i Paesi occidentali, tra le critiche e le sanzioni imposte da Europa e Stati Uniti all'Iran, e viceversa. Bruxelles ha respinto le misure prese da Teheran, bollandole come «motivate politicamente». Anche gli Usa hanno imposto nuove sanzioni all'Iran, prendendo di mira tra gli altri membri del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.

manifestanti in iran per mahsa amini 1 2mahsa amini giornaleMahsa Amini manifestanti in iran per mahsa amini 5Mahsa AminiMahsa Amini manifestanti in iran per mahsa amini 1 3

Ultimi Dagoreport

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?