cuore

IN ITALIA SI CONTINUA A MORIRE PIU’ DI CUORE CHE DI COVID - IL CARDIOLOGO: "IN LOMBARDIA CI È VIETATO RICOVERARE PERSINO I PAZIENTI CON UN ANEURISMA, UNA BOMBA CHE PUÒ ESPLODERE. L'ATTENZIONE È SOLO SUL COVID. UN ERRORE NEI CONFRONTI DEL CITTADINO. TEMO CHE ALLA FINE SARÀ ALTISSIMO IL NUMERO DI PERSONE CHE SARANNO MORTE PER PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI, SENZA RIUSCIRE A FARSI CURARE”

Patrizia Floder Reitter per la Verità

 

cuore

Pazienti con scompenso cardiaco che non vengono ricoverati. Cure negate perché l'emergenza Covid sta paralizzando ancora una volta i nostri ospedali. Lo scorso aprile, uno studio del Centro cardiologico Monzino di Milano segnalava che la mortalità per infarto acuto si era quasi triplicata dall'inizio dell'anno e che erano diminuite del 40% le procedure salvavita di cardiologia interventistica. I pazienti arrivavano in ospedale «già con complicanze aritmiche o funzionali».

 

cuore 3

Come aveva scritto La Verità, conteggiando i 5.968 decessi in seguito a infarto miocardico acuto e i 14.511 morti per altre malattie del cuore, al 6 aprile scorso la triste conta era di 20.479 vittime di malattie del sistema cardiocircolatorio.

 

Aggiungendo i decessi per malattie cerebrovascolari (15.948) in cui rientrano, per esempio, gli ictus causati da embolie di origine cardiaca, il dato finale era enorme rispetto ai morti per Covid che, alla stessa data, risultavano 16.523. Oggi stiamo assistendo allo stesso paradosso, come segnala con grande preoccupazione Bernardo Cortese, primario di cardiologia presso la clinica San Carlo a Paderno Dugnano, già cardiologo al Fatebenefratelli di Milano ed esperto di emodinamica.

 

cuore

Davvero si continua a morire più di cuore?

«Certo, il coronavirus in Italia miete circa 250 - 300 vittime al giorno. I decessi per malattie cardiovascolari sono invece 550-600, quindi il doppio. I numeri sulla mortalità da Covid in Italia non sono preoccupanti, grazie al cielo le terapie intensive non sono piene di persone che si sono prese il virus, quindi non si capisce perché abbiano bloccato già da settimane qualsiasi altra attività ospedaliera».

 

 A quale blocco si riferisce?

«Una decina di giorni fa, a tutti gli ospedali pubblici e privati della Lombardia è stata mandata dalla Regione una lettera che vieta di seguire i casi clinici elettivi, cioè i pazienti che non necessitano di interventi chirurgici urgenti. Possono accogliere solo gli infartuati, le emergenze.

 

bernardo cortese

Ma se le persone soffrono di angina da sforzo, che può portare all'infarto del miocardio, o se hanno un pacemaker che si sta scaricando, non possiamo ricoverarli. Anche il paziente con aneurisma, una dilatazione anomala localizzata nell'aorta addominale che significa una bomba che può esplodere, non si può operare. Accade pure in Campania e in Toscana, ordinanze che non trovano giustificazione».

 

La paura è che servano sempre più posti letto per i pazienti colpiti dal virus.

bernardo cortese

«Lo capisco, ma quello che sta succedendo nelle cardiologie lombarde è uno spostamento di massa di medici e infermieri nei reparti Covid, in una percentuale che varia dal 30 all'80 per cento. Nell'area metropolitana di Milano alcuni reparti sono addirittura chiusi, come la cardiologia del Policlinico, quella dell'ospedale Sacco, dell'Auxologico. Al Niguarda, tre cardiologie su quattro non lavorano più. Per non parlare delle cliniche private. Dove può andare allora il paziente cardiopatico? 

cuore 2

 

I medici di famiglia sconsigliano di recarsi al Pronto soccorso.

«Giustamente. Però così si muore a casa, per paura di contagiarsi o di essere respinti come purtroppo accade. Non dobbiamo "chiudere" gli ospedali. È un errore gravissimo concentrare tutta l'attenzione sanitaria sul Covid. Stiamo sbagliando nei confronti del cittadino. I pazienti elettivi rappresentavano l'80% dell'attività del mio reparto. Presumo che per mesi potremo occuparci solo delle urgenze e temo che alla fine sarà altissimo il numero di persone che saranno morte per patologie cardiovascolari, senza riuscire a farsi curare».

 

Che cosa si dovrebbe fare?

cuore 1

«Mi sembra che ci sia una confusione assurda. Bisogna mettere allo stesso tavolo governatori ed esperti, ma si sbaglia a invitare solo i virologi che non sono famosi per curare i pazienti. Occorre ascoltare il chirurgo, il cardiologo, l'oncologo, i medici che devono affrontare altre patologie di cui i cittadini soffrono. D'accordo mettere a disposizione risorse specialistiche per affrontare il Covid, ma non così. In questa seconda ondata non ce n'è la necessità. Altrimenti rischiamo di far morire, d'altro, molti più italiani».

cuore 3cuore 2

 

Ultimi Dagoreport

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…