KAZAKI AMARI - ENNESIMO COLPO DI SCENA NEL CASO SHALABAYEVA: NELLA SENTENZA DI PRIMO GRADO SI PARLAVA DI “DITTATURA KAZAKA”, E SULLA BASE DI QUELLO IL COLLEGIO GIUDICANTE RADDOPPIÒ LE RICHIESTE DI PENA DEL PUBBLICO MINISTERO. MA NON PER TUTTI IL PAESE È UNA DITTATURA. NON LO È, PER ESEMPIO, PER L’ONU. E L’ITALIA? SPUNTA IL REPORT SULL’ATTUAZIONE NEL NOSTRO PAESE DELLA CONVENZIONE DELLE NAZIONI UNITE, PRESENTATO A ROMA NEL 2015 (DUE ANNI DOPO IL CASO SHALABAYEVA) 

Marco Ludovico per www.ilsole24ore.com

 

alma shalabayeva in tribunale

Colpo di scena nel caso Shalabayeva. Siamo alla vigilia del secondo grado del processo. La corte di appello di Perugia, sezione penale, nei giorni scorsi ha notificato alle parti la data del 17 gennaio 2022 per l’avvio del procedimento. In primo grado gli imputati Renato Cortese, Maurizio Improta, Luca Armeni, Francesco Stampacchia, Vincenzo Tramma, Stefano Leoni - dirigenti, funzionari e agenti della Polizia di Stato - e Stefania Lavore, giudice di pace, sono stati condannati a pene da due a cinque anni. Ma ora il Sole24Ore è in grado di anticipare una novità clamorosa. Potrebbe cambiare le sorti del dibattimento in appello.

ALMA SHALABAYEVA TORNA A ROMA

 

L’invettiva sulla «dittatura» in Kazakistan

Tutti ricorderanno i titoli dopo la sentenza dei giudici della terza sezione presieduta da Giuseppe Narducci: «Rapimento di Stato». Gli imputati, dice la sentenza, di fatto «servirono gli interessi di altra nazione, cioè della dittatura kazaka».

 

mukthar ablyazov figlia alua e alma shalabayeva

A pagina 34 delle motivazioni si legge come «la Repubblica del Kazakistan, nel 2013 (l’anno del caso Shalabayeva, n.d.r.) ancora governata dal dittatore Nursultan Nazarbaje» fosse per i giudici «un paese retto da un regime autoritario e dittatoriale, fondato su regole statuali contrarie ai principi che reggono il nostro stato costituzionale di diritto».

 

Il collegio giudicante così raddoppiò le richieste di pena del pubblico ministero. Ma non per tutti il Kazakistan è una dittatura. Non lo è, per esempio, secondo l’Onu.

 

Il report delle Nazioni Unite

renato cortese

L’accusa implicita di deportazione per gli imputati doveva presupporre il Kazakistan come stato fuori dalle regole democratiche. Ipotesi del tutto in contrasto con un documento a questo punto clamoroso. Testo ufficiale, non segreto, agli atti dei ministeri interessati come quello della Giustizia.

 

È stato pubblicato nella primavera scorsa dal Segretariato di Unodc (Ufficio delle Nazioni Unite per la lotta alla droga e al crimine), organo del Segretariato delle Nazioni Unite. Comincia a circolare tra gli addetti ai lavori. Titolo: «Rapporto di revisione nazionale dell’Italia». Oggetto: verifica dell’attuazione della convenzione dell’Italia con l’Onu in materia di anticorruzione.

 

maurizio improta

Le Nazioni Unite hanno affidato il compito di questa ricognizione a due nazioni: Liechtenstein e Kazakistan. Un mandato certo non assegnato se le due nazioni fossero state considerate prive di garanzie di diritti personali, civili, democratici.

 

La verifica della Convenzione Onu

La Convenzione Onu contro la corruzione prevede un sistema di revisione intergovernativo per la verifica dell’attuazione della stessa Convenzione. La procedura è lunga e complessa: riguarda la legislazione, gli strumenti di sanzione, i processi in vigore di cooperazione internazionale.

Alma Shalabayeva e Mukhtar Ablyazov con la figlia

 

Il documento Unodc, proprio nel frontespizio, indica il contenuto: «La recensione di Kazakistan e Liechtenstein sull’attuazione da parte dell’Italia degli artt. 15-42 del Cap. III rubricato come “penalizzazione e applicazione della legge” e articoli 44-50 del Cap. IV “cooperazione internazionale” delle Nazioni Unite Convenzione contro la corruzione per il ciclo di revisione 2010-2015». Una missione ufficiale.

 

I riconoscimenti ufficiali

Il rapporto sull’attuazione in Italia della convenzione Onu anticorruzione è stato presentato a Roma il 6 ottobre 2015 in Banca d’Italia alla presenza del governatore Ignazio Visco e degli allora titolari della Giustizia, Andrea Orlando, e dell’Anac (Autorità nazionale anticorruzione), Raffaele Cantone.

alua e alma shalabayeva

 

La Rappresentanza permanente d’Italia presso le Organizzazioni Internazionali a Vienna, guidata dall’ambasciatore Alessandro Cortese, il 19 ottobre pubblicò on line un dettagliato resoconto della presentazione. E Antonio Marini, storico pubblico ministero della procura di Roma, procuratore generale facente funzioni e avvocato generale della Corte d’appello capitolina, nello stesso anno scrisse un articolo on line sull’evento in Banca d’Italia.

 

Uno scenario cambiato

delegazione di grillini incontra alma shalabayeva

Il caso Shalabayeva risaliva a due anni prima. L’incontro ufficiale in Bankitalia era a tutti gli effetti un riconoscimento del report pubblicato. Nessuno, a quanto risulta, sollevò obiezioni sulla legittimità del Kazakistan nella ricognizione affidata dall’Onu. Andando a ritroso, è proprio il mandato delle Nazioni Unite a mettere in discussione l’accusa di «stato dittatoriale» per lo stato kazako.

 

alma shalabayeva ipad

La gravità delle imputazioni ai poliziotti si fonda, tra l’altro, sull’ipotesi dell’Italia asservita con i suoi funzionari di Stato a un paese autoritario. Non è concepibile, però, che un organismo di levatura internazionale assoluta come l’Onu affidi un mandato di verifica delle norme anticorruzione, in un sistema di revisione tra governi, a uno stato dittatoriale. Così, la valutazione ufficiale del Kazakistan è diversa da quella di una certa narrazione. Il documento Onu piomba nel dibattimento dell’appello a Perugia e darà fuoco alla battaglia processuale.

SHALABAYEVAShalabayeva alma ALMA SHALABAYEVAAlma Shalabayeva con la figlia Alua nel giardino della casa in cui vive ad Almaty article

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