kim kardashian dolce&gabbana 1

KIM KARDASHIAN REGINA DI MILANO PER UN GIORNO – UN ASSEDIO DI FAN PER LA PRESENTAZIONE DELLA COLLEZIONE PENSATA INSIEME A DOLCE&GABBANA – UN TRIPUDIO DI ECCESSI BURINI: CASCATE DI CRISTALLI, STRASS, SEXY LINGERIE – COME NASCE L’IDEA DELLA COLLABORAZIONE? “L'HO RAGGIUNTA A LOS ANGELES ABBIAMO SCELTO INSIEME L'80 PER CENTO DEI CAPI DA REALIZZARE PER LA PASSERELLA. CON UNA SINTONIA PERFETTA” - VIDEO

 

Laura Asnaghi per “la Stampa”

 

Strada bloccata con fans in delirio per Kim Kardashian chiamata dai Dolce&Gabbana per realizzare insieme una collezione. Naturalmente super glamour, con cascate di cristalli e strass su corsetti e abiti lingerie, molto sexy, un remake di pezzi vintage straordinari. Davanti al Metropol, il quartiere generale dei Dolce&Gabbana, è stato allestito un set cinematografico, stile «Dolce vita» con paparazzi e un mega ritratto di lei e la scritta «Ciao, Kim».

 

Fuori assedio di fans e, dentro, nel parterre, atmosfera da grande evento. In prima fila, il clan Kardashian, guidato da mamma Kris. Si spengono le luci e la sfilata decolla sullo sfondo di un film in bianco e nero dove Kim, la divina (con oltre 300 milioni di followers), in versione blonde, mangia, con sublime lentezza, un piatto di spaghetti. Lei è dietro le quinte con Stefano Gabbana e Domenico Dolce, nella sua veste di curatrice del defilè. Un trionfo di body, culotte, corsetti, reggiseno gioiello, jeans e cappe, tempestate di cristalli. Unica concessione una stampa leopardata, tutto il resto è nero, bianco, grigio e bordeaux, i suoi colori preferiti.

 

Ma come è nata questa liaison a tre, con Kim, l'influencer, l'attrice ma anche l'attivista social con laurea in legge? L'idea è nata quest' estate dopo che lei, per il matrimonio della sorella Kourtney a Portofino, ha indossato gli abiti Dolce&Gabbana della sua collezione mentre alle altre sorelle hanno pensato i due stilisti.

 

Una scelta che ha fatto balzare alle stelle le richieste, già alte, degli abiti vintage firmati Dolce&Gabbana. Che alla fine si sono chiesti: «perché non fare una collezione a tre?». «Così sono partito per Los Angeles. L'ho raggiunta e con me avevo le foto di archivio di abiti dal 1987 al 2007, con vent' anni della nostra storia», racconta Domenico Dolce che con Stefano Gabbana e Kim, ieri mattina, hanno svelato il dietro le quinte di questa operazione di stile e di immagine.

 

«Ci siamo confrontati - continua Domenico Dolce - e abbiamo scelto insieme l'80 per cento dei capi da realizzare per la passerella. Con una sintonia perfetta». Anche perché lei è una vera «cultrice» della materia. Infatti, ha spiegato che, negli anni, ha collezionato foto e abiti dei due creativi che considera veri capolavori. «Da ragazza - ha ricordato - compravo i loro jeans con la mia paghetta. E se non bastava, c'era la carta di credito di papà». 

 

fan aspettano fuori

Ma a farle scoprire per prima il brand italiano «è stata mia madre che aveva abiti neri, bellissimi, che la rendeva forte e bella». E a chi le chiede cosa l'affascina di più dei Dolce e Gabbana lei risponde «la sartorialità e l'inclusività delle forme». Che a lei non mancano. E non è un caso se hanno sfilato anche modelle curvy con cappe scintillanti su lingerie ricoperte di cristalli. «Kim è incredibile, di ogni abito sa raccontare la storia. continua Stefano Gabbana - guarda una foto e dice: questo l'ha indossato Linda Evangelista, quest' altro è stato scelto da Madonna. Per noi ogni abito è legato a ricordi speciali. E riportarli in vita oggi è la dimostrazione di quanto siano attuali e di quanto eravamo avanti».

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...