bambino rompicoglioni al ristorante

LASCIATE A CASA I BAMBINI ROMPICOGLIONI! – SU REDDIT SI RIAPRE L’ANNOSO DIBATTITO: PERCHÉ NON VIETARE I RISTORANTI AI POPPANTI CHE FRIGNANO E URLANO? IL POST DI UNA RAGAZZA CHE SI VOLEVA GODERE UNA CENA ROMANTICA CON IL FIDANZATO E SI È RITROVATA IN UN INCUBO FATTO DI “BABY SHARK” A TUTTO VOLUME, RUTTINI E GRIDA: “SE POTETE PERMETTERVI DI MANGIARE IN UN RISTORANTE RAFFINATO, POTETE PERMETTERVI UN BABYSITTER. SE NON RIUSCITE A TROVARNE UNO, QUELLA SERA STATE A CASA…”

Estratto dell’articolo di Giuseppe Scuotri per www.corriere.it

 

divieto di bambini al ristorante

Tutti ne hanno discusso almeno una volta, magari dopo una bella cena fuori. E le opinioni […] possono anche molto diverse tra loro. Il comportamento dei bambini nei ristoranti e, soprattutto, quello dei genitori che non fanno nulla per evitare che disturbino gli altri clienti in sala, dovrebbe essere oggetto di regole più stringenti?

 

Sono in molti […] a chiedere più rispetto per chi, magari in un’occasione speciale, ha desiderio di non essere disturbato da urla e atteggiamenti invadenti. Tra questi, c’è una ragazza che ha condiviso su Reddit una sua recente esperienza durante un’uscita romantica, dando vita a una lunga discussione […].

 

«Questa sera – racconta - sono andata a cena fuori con il mio fidanzato in un […] locale […] raffinato […]. Quando ci siamo seduti abbiamo notato una bambina tra i cinque e i sei anni al tavolo sulla nostra destra, poi poco dopo di noi sono arrivate tre persone con un neonato e si sono sedute a un paio di tavoli di distanza sulla nostra sinistra».

BAMBINO ROMPICOGLIONI AL RISTORANTE

 

[…] In pochi minuti, entrambi i tavoli si sono rivelati fonte di disturbo costante: «La bimba faceva costantemente rumore, correva e saltava proprio vicino a noi […]. Ad un certo punto ha fatto roteare i capelli, sfiorando me e le mie posate. La mamma deve aver visto la mia espressione, dato che si è scusata senza troppa convinzione e ha momentaneamente riportato la figlia vicino a sé.

 

Sono una ragazza di 25 anni, forse i genitori pensavano avrei trovato la loro bimba adorabile? Il neonato, invece, ha urlato terribilmente per tutto il tempo, a intervalli di pochi minuti, e nessuno a quel tavolo ha fatto nulla per un'ora e mezza, nonostante le occhiatacce che ricevevano da più persone intorno».

 

bambino piange al ristorante

[…] L’utente ha poi lanciato un appello diretto ai genitori che non sanno tenere a bada i propri figli: «Perché andare a cena fuori in un ristorante raffinato con un bambino indisciplinato? Se potete permettervi di mangiare lì, potete permettervi un babysitter. Se non riuscite a trovarne uno, quella sera state a casa. Andare a cena fuori è una cosa che mi era concessa raramente da bambina e, nel momento stesso in cui diventavo un problema per gli altri commensali, venivo allontanata dalla sala e lasciata a casa nelle occasioni successive. E sono sicura che i miei genitori si siano goduti i loro spazi quando i loro figli erano con un babysitter».

 

[…] Sotto al post, i commenti a favore della ragazza si sono moltiplicati in breve tempo: «Mi è successa la stessa cosa l'ultimo San Valentino, ma c'era anche la canzone "Baby Shark" riprodotta senza cuffie. Incrocio le dita che non mi accada di nuovo», ha scritto un utente. «Si tratta di puro egoismo, a queste persona non importa nulla degli altri commensali», ha ribadito un’altra persona.

 

bambino piange al ristorante

[…] Quella di volere vietare l’accesso ai bambini in alcune tipologie di locali è una tendenza che, negli ultimi, ha anni effettivamente portato all’inaugurazione di alberghi e ristoranti con regole del genere, sia negli Stati Uniti sia in Europa.

 

E in Italia? È legale vietare l’accesso in un locale pubblico basandosi sull’età? «Per comprendere la legittimità di questi divieti bisogna analizzare la legge che li regola», spiega l’avvocata Maria Carla Barbarito, responsabile del dipartimento di diritto di famiglia e successioni dello studio LCA di Milano.

bambino piange al ristorante

 

[…] la legge che regola tali divieti nel nostro Paese è il Regio Decreto n. 635 dell’anno 1940, che all’art. 187 prevede quanto segue: «Salvo quanto dispongono gli art. 689 e 691 cod. pen. gli esercenti non possono, senza un legittimo motivo, rifiutare le prestazioni del proprio esercizio a chi le domandi e ne paghi il prezzo».

 

L’avvocata spiega che questo articolo prevede la possibilità di rifiutare le prestazioni a chi le richiede (e sia disponibile a pagare il prezzo) solo a fronte di un legittimo motivo , ovvero quando si verificano presupposti previsti in due articoli del codice penale, in cui si afferma che gli esercenti dei bar o dei locali che vendono bevande alcoliche debbano astenersi dal somministrarle a minori, infermi di mente o persone in stato di manifesta ubriachezza.

passeggero urla contro famiglia con bambino 5

 

Quindi, a parte queste ipotesi, la regola è che gli operatori commerciali non possono rifiutare le prestazioni. […] uno scenario possibile: potrebbe essere legittimo creare delle aree all’interno di alberghi e ristoranti non etichettate come «childfree» ma come zone «meno rumorose o con maggior privacy […]».

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