infortuni sul lavoro milena gabanelli

IL LAVORO UCCIDE, LA BUROCRAZIA DI PIÙ – IN ITALIA OGNI 8 ORE UN LAVORATORE PERDE LA VITA. PER GARANTIRE MAGGIORE SICUREZZA SUI POSTI DI LAVORO IN 8 ANNI L'INAIL HA STANZIATO OLTRE 2 MILIARDI. MA IL 40% DI QUESTI SOLDI (887 MILIONI) RESTA FERMO NELLE SEDI LOCALI PER “MOTIVI CONTABILI” – MI-JENA GABANELLI: “LE COMMISSIONI TECNICHE SEVERISSIME BOCCIANO UNA RICHIESTA SU QUATTRO ARRIVATA DALLE SINGOLE AZIENDE PER ACCEDERE AI FONDI E IL DENARO GIÀ STANZIATO NON PUO' ESSERE RIUTILIZZATO...”

Guarda qui il video.

 

Marco Bonarrigo e Milena Gabanelli per il “Corriere della Sera”

 

dati su infortuni sul lavoro

In Italia si muore di lavoro, e sempre di più: nei primi sette mesi del 2022 gli infortuni professionali sono aumentati del 41% (441.451 denunce) rispetto allo stesso periodo del 2021. Il numero dei decessi a fine agosto è di 677, appare in calo del 12% ma è solo per l'enorme diminuzione dei decessi per Covid che nel 2021 erano il 68% e oggi sono fermi al 3% del totale.

 

Crescono invece le morti da infortunio, soprattutto nella fascia di età più elevata e tra i giovanissimi (15-24 anni), con i drammi di chi resta ucciso durante uno stage o in alternanza scuola-lavoro (dove non dovrebbe proprio essere esposto a rischi).

 

Il 21 gennaio un 18enne muore schiacciato a Udine nell'ultimo giorno di stage. Il 16 settembre a Noventa di Piave un altro 18enne è travolto da una lastra di ferro mentre è in stage di lavoro. Il 26 settembre un ragazzo è deceduto cadendo da un'impalcatura edile a Rossano Calabro, il giorno dopo a Manerbio, Brescia, un operaio di 60 anni è morto schiacciato da un rullo trasportatore, il 28 un addetto allo smaltimento dell'amianto precipitando dal tetto di una fabbrica a Teramo, un agricoltore schiacciato da un trattore nel cosentino, uno ucciso da una pressa a Torino.

dati su infortuni sul lavoro 2

 

Il 30 settembre, dopo quindici giorni di agonia, è morto un operaio che era rimasto schiacciato da un pantografo mentre rimuoveva dei pannelli in un'azienda di Milano dove era impiegato in subappalto. E raddoppiano le morti tra i lavoratori stranieri. A fine anno avremo un'analisi più indicativa della situazione infortunistica 2022, ma ad oggi, ogni otto ore un lavoratore perde la vita.

 

I rimborsi per investire in sicurezza

Vigilare su fabbriche e cantieri è compito dell'Ispettorato del Lavoro, tocca invece all'Inail risarcire gli infortunati e i disabili e le famiglie che hanno perso un congiunto. Dal 2010 l'Istituto eroga un finanziamento annuale a fondo perduto (Bando Isi) per rimborsare dal 50 al 65% delle spese le aziende che investono in sicurezza, ad esempio sostituendo attrezzature vecchie e pericolose, eliminando l'amianto dalle strutture o migliorando i sistemi di protezione per le cadute o, ancora, mettendo in sicurezza le macchine agricole.

 

milena gabanelli infortuni sul lavoro dataroom

Insomma, tramite il bando lo stato vuole prevenire oltre che curare, e questo è un bene. Ricevendo un massimo di 130 mila euro (ma la cifra media è 38 mila) tu imprenditore hai un contributo importante per migliorare la sicurezza di un ponteggio, sostituire il tuo vecchio trattore o una macchina da taglio non più sicura.

 

Le domande presentate ogni anno superano le 20.000 Accede chi è più veloce Per scegliere chi finanziare, l'Inail ha adottato il sistema «cieco e selettivo» (sono parole del nuovo direttore generale Andrea Tardiola) del click day. Se vuoi ricevere il denaro, devi caricare su una piattaforma informatica un progetto di messa in sicurezza così articolato e complesso che la maggior parte delle aziende è costretta a farlo redigere (pagando) ad agenzie specializzate.

 

dati su infortuni sul lavoro 3

Poi nel giorno e all'ora stabiliti, le 22-24 mila aziende inseriscono le credenziali sulla piattaforma e incrociano le dita: solo le prime seimila in ordine cronologico entrano nella lista, quelle più veloci, e poi hanno 30 giorni di tempo per perfezionare la domanda; le altre vengono messe in posizione di attesa. In media 500 delle seimila aziende non fanno in tempo o non sono in grado di completare la pratica, e quindi vengono escluse e sostituite dalle prime 500 in attesa. Le altre 16 mila devono attendere l'anno dopo e riprovare la lotteria del click day.

 

Rigettata 1 domanda su 4

dati su infortuni sul lavoro 4

Il criterio con il quale il consiglio di amministrazione dell'Inail eroga il denaro alle sue 22 sedi periferiche è in base al numero di aziende e addetti presenti sul territorio, e al peso delle attività nei vari settori. Nel 2021 ammontava a 273 milioni di euro. Però prima di distribuire i soldi stanziati alle singole aziende, le pratiche devono superare l'istruttoria delle sedi Inail competenti. Una su quattro viene rigettata dalle commissioni tecniche regionali giudicanti perché incompleta o ininfluente sulla sicurezza.

 

Ci sono commissioni severissime (Veneto e Piemonte, per esempio) che bocciano progetti accettati da altre e che sarebbero perfettamente in regola secondo gli esperti che li hanno redatti. «Purtroppo succede che non ci sia uniformità di valutazione - ammette il direttore dell'Inail Tardiola - anche per una diversa sensibilità sul riconoscimento degli infortuni. Gli ingegneri valutatori di Bari, ad esempio, hanno un'attenzione differente da quelli di Torino e sono magari più preparati sulla manifattura che sull'agricoltura o viceversa». Succede ma non dovrebbe, perché un vecchio trattore senza rollbar che si capovolge uccide in Sardegna come in Piemonte, e una pressa senza protezione amputa una mano o un braccio senza preoccuparsi di dove si trova.

 

887 milioni congelati

dati su infortuni sul lavoro 5

Dunque le 1.200 aziende bocciate in fase istruttoria non possono essere rimpiazzate da quelle in lista di attesa? No, spiegano all'Inail, perché rallenterebbe il processo di erogazione dei rimborsi che loro vogliono dare alle aziende (in media passano 18 mesi fra la domanda e l'incasso) affinché possano al più presto rendere il lavoro più sicuro.

 

Principio sacrosanto. Colpisce però un fatto: su 2 miliardi e 179 milioni di euro stanziati dal 2010 al 2018, ben 887 (il 40%) non sono mai stati distribuiti e quindi investiti in sicurezza. E questo in un Paese che si piazza al 14° posto in Europa per tasso di infortuni mortali. Infatti il denaro, come abbiamo detto, viene bonificato dall'Inail alle sedi regionali prima della verifica che taglia il 25% delle aziende in lista, e i soldi avanzati rimangono quindi fermi nelle loro casse, da Aosta a Milano, da Bari, a Palermo.

 

milena gabanelli infortuni sul lavoro dataroom

Perché? Risposta dell'Inail: «È una regola di contabilità generale, sono risorse di investimento che entrano in bilancio e vanno nel ciclo successivo». In altre parole: quello che avanza quest' anno viene recuperato due anni dopo. La Lombardia incassa mediamente 43 milioni l'anno, il Lazio 33, la Campania 25, mentre in coda ci sono Molise e Valle d'Aosta. La Sicilia è la regione che riceve più contributi per la sicurezza nel settore agricolo davanti a Campania e Puglia. Nessuna però rende nota la percentuale di promossi e bocciati, cioè quanto resta in cassa. Qualche informazione in più c'è sulla Toscana: nel 2021 (su bando del 2020) incassa 18 milioni, ne spende 11, e gli altri 7 restano in tesoreria. Che diventano 14 nel 2022 (poiché gli andamenti sono abbastanza costanti). E solo nel 2023 si potranno utilizzare i 7 del 2021.

 

L'Inail ha sempre ragione

INFORTUNI SUL LAVORO

Ma perché il sistema trattiene risorse già pronte? Il direttore dell'Inail spiega che - per evitare truffe come quelle dei bonus sull'edilizia - i controlli e il filtraggio devono essere rigorosi fino alla fine. Ovvero prima di incassare il rimborso l'azienda deve aver effettuato l'acquisto approvato in sede istruttoria. Giusto.

 

Inoltre, sempre secondo Inail, gli intermediari spingono le aziende a redigere progetti «deboli» per incassare le provvigioni. Gli intermediari smentiscono: quando un progetto è bocciato loro non intascano un soldo. Anzi, ne spendono per ricorrere al Tar che molto spesso dà loro ragione. Quando si arriva al Consiglio di Stato, però, l'Inail vince quattro volte su cinque. All'Istituto dicono che il contenzioso è bassissimo (meno di 40 sconfitte negli ultimi anni).

 

INAIL

Insomma i soldi si tengono fermi per capire come va a finire, e non è contemplato lo scorrimento di chi è in lista d'attesa. Tra i progetti di miglioramento del sistema c'è invece quello di un filtro iniziale che vada a premiare le aziende con più storia alle spalle e quelle che investono di più di tasca propria in sicurezza, per scremare il numero delle domande prima del click day. In sostanza chi ha più risorse ha una via preferenziale per averne ancora di più, e chi fatica ad andare avanti con macchinari obsoleti resta in coda e in condizioni di insicurezza. Intanto quest' anno la somma disponibile, ma non utilizzabile, toccherà il miliardo di euro.

morti sul lavoroMORTI SUL LAVORO 3morti sul lavoro 3INAIL

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)