domenico arcuri filippo moroni

“1800 MORTI MA COSA STIAMO ASPETTANDO? LA GENTE CHE MUORE E QUI STIAMO FACENDO BUROCRAZIA!” – “LE IENE” SCODELLANO GLI AUDIO-BOMBA DI ALCUNE TELEFONATE DELL’EX COMMISSARIO DOMENICO ARCURI, CHE RISALGONO A MARZO 2020 - IN UNA CONVERSAZIONE, L’IMPRENDITORE FILIPPO MORONI TENTA INUTILMENTE DI CONVINCERLO A COMPRARE MASCHERINE A UN PREZZO MOLTO CONVENIENTE – GIAN ANTONIO STELLA: "COME MAI LA STESSA ACCORTEZZA NEL VALUTARE QUELLE PROPOSTE NON FU APPLICATA IN ALTRI CASI?" – VIDEO

LA TELEFONATA TRA ARCURI E MORONI: VIDEO

https://www.iene.mediaset.it/2021/news/mascherine-arcuri_1000069.shtml

 

 

1 – LA TELENOVELA MASCHERINE LE CHIAMATE ROVENTI DI UN FORNITORE AD ARCURI

telefonata tra filippo moroni e domenico arcuri 2

Estratto dell'articolo di Gian Antonio Stella per il "Corriere della Sera"

 

(…) Restano però in sospeso, sottolineano Le Iene , alcune domande. Perché quelle offerte scritte rimasero inevase fino a evaporare nel nulla in quel momento di angoscia collettiva per la mancanza di protezioni?

 

E come mai la stessa accortezza nel valutare quelle proposte non fu poi applicata in tanti altri casi dove la marcatura Ce fu del tutto ignorata? E c'è quel marchio su tutte le mascherine al centro dell'indagine giudiziaria sui contratti per un miliardo e 250 milioni con tre consorzi cinesi, contratti mediati per 72 milioni, dicono le accuse, da amici italiani tra cui il giornalista Mario Benotti? Come mai tre delle imprese produttrici benedette da quell'affare non figurano nella White List del governo cinese con le aziende affidabili? Mah...

 

DOMENICO ARCURI CON LA MASCHERINA CALATA SOTTO IL NASO

2 – MASCHERINE, LE TELEFONATE MAI SENTITE PRIMA DELL'EX COMMISSARIO ARCURI

Da https://www.iene.mediaset.it/

 

“1800 morti ma cosa stiamo aspettando? basta!... Ma chissenefrega di come interloquiamo! Ma chissenefrega! C’è la gente che muore e qui stiamo facendo burocrazia!”.

 

Con il servizio di Gaetano Pecoraro e Marco Occhipinti nella puntata di stasera a Le Iene vi facciamo sentire alcune telefonate mai sentite prima. Una in particolare, di cui sopra vi presentiamo un estratto e sotto la trascrizione integrale, è del 16 marzo 2020.

 

A parlare con l’ex commissario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri, è l’imprenditore Filippo Moroni che avrebbe cercato inutilmente di fornire dispositivi regolari alla metà del prezzo di altre appena finite sotto la lente dei magistrati, che sarebbero anche prive della certificazione necessaria.

 

DOMENICO ARCURI

Oggi Arcuri è finito al centro delle polemiche e poco dopo l’insediamento del nuovo governo è stato sostituito come commissario straordinario con il generale Francesco Paolo Figliuolo. E c’è appunto anche un’inchiesta della procura di Roma sull’acquisto nel marzo 2020 di 800 milioni di mascherine dalla Cina per 1,25 miliardi di euro, che sarebbero arrivate in parte senza la certificazione necessarie. Arcuri non risulta indagato.

 

Gli intermediari dell’operazione secondo gli inquirenti avrebbero intascato commissioni dalle aziende cinesi per circa 72 milioni di euro e sono indagati per una serie di reati tra i quali traffico d’influenze, riciclaggio e ricettazione. Tra questi c’è il giornalista Mario Benotti, che più volte ha ricoperto il ruolo di consigliere nei passati governi.

 

gli sms di arcuri a benotti quarta repubblica

Ma torniamo a quel marzo 2020: l’Italia si trova completamente in lockdown e in mezzo al momento più drammatico della pandemia cercando dispositivi sanitari in tutto il mondo. Servono soprattutto mascherine, che sembrano introvabili anche per chi lavora e rischia la vita in ospedale.

 

In questa situazione di emergenza ci si trova di fronte a una miriade di imprenditori che si propongono come fornitori con un alto rischio di truffa e una necessaria prudenza da parte di chi doveva vagliare e poi autorizzare tali proposte.

telefonata tra filippo moroni e domenico arcuri

 

In quel momento c’è anche chi come l’imprenditore Moroni si sarebbe messo a disposizione per fornirle a prezzo più basso e con la certificazione CE richiesta, “senza volerci guadagnare e per aiutare il paese”. Il prezzo: 1,11 euro per ogni Ffp2, per esempio, contro i 2,20 di quelle non certificate finite ora sotto inchiesta (noi quelle mascherine Ffp2 da 2,20 euro le abbiamo fatto analizzare: lascerebbero passare oltre il 70% di particelle quando il limite di legge è al 6%).

 

DOMENICO ARCURI GIUSEPPE CONTE

Filippo Moroni ha da 4 anni ha un’azienda in Cina, a Shenzhen, e si occupa di forniture di apparecchi medicali. Mette a disposizione gratuitamente la sua intermediazione, dice, contattando i collaboratori di Arcuri e registrando alcune telefonate. Parla con Roberto Rizzardo, responsabile degli acquisti, dei contratti e della gestione dei fornitori per la struttura commissariale. Ma poi non verrebbe più ricontattato.

DOMENICO ARCURI MASCHERINE

 

Parla anche con Silvia Fabrizi, project manager collaboratrice di Arcuri, che a un certo punto gli passa direttamente il commissario. “C’ho pensato molto”, ci dice Moroni, “però ritengo che questa è una telefonata che vada condivisa, ci dà la misura di quel periodo che non va dimenticato, del fatto che 100mila morti oggi sono una follia e in quel momento eravamo a 1.800 morti”.

 

Secondo Moroni, come trovate sopra nell’estratto e sotto nella trascrizione integrale, Arcuri prima dimostrerebbe di sapere poco della possibilità che stava offrendo con preventivi, lettere e email, di una fornitura di due milioni di mascherine al giorno, di richiedere un’autorizzazione dell'Iss che non sarebbe necessaria essendoci già la certificazione europea CE e in generale di “fare burocrazia” mentre centinaia di persone stanno morendo.

telefonata tra filippo moroni e domenico arcuri 3

 

Come potrete vedere dalle ulteriori telefonate e indagini nel servizio sembra che l’ok dell’Istituto superiore di sanità non ci volesse e non si comprenderebbe come poi possano essere arrivate quelle mascherine senza marchio CE su cui sta indagando la magistratura romana, se questa era la condizione posta dalla struttura commissariale. Le condizioni dei pagamenti inoltre non sarebbero mai state mandate per iscritto a Moroni. Ognuno si farà la sua idea.

 

Arcuri si negherà ai microfoni delle Iene, ma il suo ufficio stampa prova a spiegare perché la proposta di Moroni fu scartata: cliccando qui potrete trovare la risposta. Alla fine per Moroni sarebbero andate a buon fine forniture di mascherine in Stati Uniti, Venezuela, Brasile e Messico, non in Italia.

 

telefonata tra filippo moroni e domenico arcuri 6

Gaetano Pecoraro ha parlato poi con Mario Benotti, uno degli indagati dell’inchiesta romana, e ha incontrato di nuovo Moroni, che ora vende le sue mascherine privatamente anche in Italia. Tutto questo e molte altre clamorose rivelazioni li troverete nel servizio de Le Iene in onda stasera dalle 21.10. Qui sotto trovate intanto, il testo della registrazione della telefonata del 16 marzo 2020 tra Arcuri e Moroni.

 

MORONI: “Allora io ho appena ricevuto la comunicazione, ve l’ho anche girata, noi abbiamo trovato le maschere Ce, 2 milioni al giorno, le posso bloccare, la stessa azienda che è, che oggi ha montato le macchine, ha ottenuto la CE 5 giorni fa, ce l’avete, c’ha dato la possibilità di avere un milione e da domani due milioni di maschere al giorno, mi hanno appena chiamato, vi ho mandato il messaggio hanno un ordine di 200 milioni di maschere per il Brasile”.

mario benotti quarta repubblica

ARCURI: “Aspetti aspetti aspetti, piano piano, dove stanno queste mascherine?”.

M.: “A Shenzhen in Cina”.

A.: “Ok quindi noi potremmo ordinarle, questi quante ne fanno?”.

M.: “2 milioni al giorno”.

A.: “Benissimo e quindi noi tra 5 giorni potremmo averne 10 milioni?”.

M.: “Fra 5 giorni ne potete avere 10 milioni certo”.

A.: “Perfetto e… cosa serve perché questo accada?”.

M.: “Mi dovete firmare immediatamente l’ordine e io devo bloccare l’ordine da… da questi signori perché…”.

A.: “Certo, io voglio…”.

domenico arcuri

M.: “Mi faccia parlare la prego mi scusi se la interrompo e… 2 minuti fa mi è arrivato il messaggio e ve l’ho mandato, ce l’ha Silvia davanti a lei, il messaggio è: ‘Abbiamo 200 milioni di maschere, richiesta di maschere per gli stati uniti e 250 milioni di maschere per il Brasile’. Questo significa che loro di fatto saturano la capacità produttiva della…”.

A.: “Dottore, la devo fermare, allora le devo chiedere un minuto di ascolto. Noi gestiamo l’emergenza più grave degli ultimi 60 anni in Italia, compresa la guerra”.

M.: “Saltiamo la retorica, mi dica quello che mi deve dire”.

A.: “Aspetti un secondo, aspetti sennò”.

M.: “Mi dica quello che mi deve dire perché il suo tempo è più prezioso del mio”.

A.: “Ecco allora se lei ci chiama ogni minuto non risolviamo niente, se noi facciamo un ordine risolviamo tutto. Siccome dobbiamo fare l’ordine, se siamo lineari e precisi capiamo che dobbiamo fare. Io mi sto occupando di lei con il quale ho piacere di parlare adesso da stamattina perché non sa quante telefonate hanno avuto questo argomento. Allora se queste telefonate conducono alle mascherine io… lei è un angelo e io ho risolto un problema. Se ne parliamo tra di noi non risolviamo niente, lei ha mandato un ordine una lettera di offerta?”.

M.: “Sì ve l’ho mandata ieri sera è nelle vostre mani da 20 ore”.

A.: “Ok, seconda domanda. Perché bisogna aspettare l’Istituto superiore di sanità?”.

M.: “Perché l’istituto superiore di sanità non sa leggere cosa vi ho mandato, io vi ho mandato un’offerta”.

telefonata tra filippo moroni e domenico arcuri 4

A.: “Se l’istituto superiore di sanità non sa leggere io non ci posso fare niente, perché se non dice… Se non mi bolla quello che lei ha mandato io vado in galera, punto. Se non sa leggere… se vuole le do il telefono del professor Brusaferro e lei gli insegna a leggere, possiamo andare avanti perché se no dice che io spreco il tempo e lo faccio sprecare a lei”.

M.: “Lei mi ha fatto una domanda io le ho risposto commissario”.

A.: “Eh non mi può rispondere che non sa leggere capisce?”.

M.: “No, io le rispondo”.

A.: “Perché… l’Istituto superiore di Sanità esiste per legge. Per me quello che dice l’Istituto superiore di Sanità vale, e non… non mi è sufficiente per risolvere il problema sapere che non sa leggere. Che cosa deve fare l’Istituto superiore di sanità chiedo ai miei che sono qui davanti”.

M.: “Non deve fare nulla perché ha già legge. Io come privato le posso importare domani mattina queste maschere e non me lo potete nemmeno fermare, è legge”.

DOMENICO ARCURI

A.: “E quindi?”.

M.: “E quindi io le porto in Italia, la domanda è: ‘Le volete portare voi in Italia con un aereo militare e fare prima di quanto faccia io?’. E le diamo al sistema pubblico invece che infilarle nel sistema privato e le mandiamo a 60 euro l’uno? Che gioco vogliamo fare?”.

A.: “Queste mascherine sono pronte o ho capito che ne fanno 2 milioni al giorno?”.

M.: “Ascolti… no lei non ha nemmeno forse capito che le mascherine appena sono pronte vengono vendute, via, partono via, non arrivano nemmeno allo stock di 10 milioni”.

A.: “E quindi?”.

M.: “Lo volete questo stock? C’è una capacità produttiva di 2 milioni al giorno…”.

A.: “Se l’istituto superiore di sanità che è del governo italiano, che ha nominato me, mi scrive che le posso prendere è chiaro che io le prendo se lei mi risponde che l’istituto superiore di sanità non sa leggere”.

M.: “Non sa leggere perché c’è scritto che le mascherine sono CE e per qualche ragione Manlio di Stefano mi ha dato delucidazioni che è tutto bloccato perché questi hanno pensato che le mascherine che vi vorremmo mandare non sono CE”.

telefonata tra filippo moroni e domenico arcuri 5

A.: “Perfetto, c’abbiamo la possibilità di fargli vedere che sono CE?”.

M.: “Ve lo mandato! Ve lo mandato!”.

A.: “Ok va beh senta dottore, facciamo così, io adesso le ripa…”

M.: “1800 morti ma cosa stiamo aspettando? basta!”.

A.: “Da me ha tutta la rassicurazione, mi dispiace averle parlato perché questo diciamo non è il modo di interloquire, adesso le…”.

M.: “Ma chissenefrega di come interloquiamo! Ma chissenefrega! C’è la gente che muore e qui stiamo facendo burocrazia!”.

mario benotti quarta repubblica 1

M.: “Va bene, le passo i miei, grazie”.

A.: “Mi dia qualcuno che sappia fare un bonifico, mi basta questo, vi voglio aiutare, vi voglio aiutare c***o! Datemi qualcuno capace a fare un bonifico…”

 

(la telefonata viene chiusa)

Ultimi Dagoreport

valter lavitola sigfrido ranucci

DAGOREPORT - SE NON CADONO SULLA FIGA, CADONO SULLA VANITÀ (AL LIMITE DELLA MEGALOMANIA) – A FREGARE RANUCCI È STATO IL SUO EGO. È VERO CHE IL GIP DI ROMA ESCLUDE CATEGORICAMENTE QUALSIASI COINVOLGIMENTO DI SIGFRIDO NELL’ATTENTATO. MA NELL’ORDINANZA CHE HA DISPOSTO IL CARCERE PER LAVITOLA, IL GIUDICE SCRIVE CHIARAMENTE CHE IL GIORNALISTA ERA, SE NON TENTATO, SICURAMENTE LUSINGATO DAL PROGETTO POLITICO DI VALTERINO, CON MIELI E CAPPELLINI COME ADVISOR – QUANDO IL FACCENDIERE GLI GIRA IL FAMIGERATO SONDAGGIO SUI POSSIBILI LEADER DEL "CAMPO LARGO", CHIEDENDOGLI UN’OPINIONE, RANUCCI RISPONDE: “L HO VISTO MA VA INTEGRATO". E DOPO QUALCHE GIORNO MODIFICA LA BOZZA – PERCHÉ LAVITOLA, PRIMA DI ESSERE ARRESTATO, HA RIPETUTO: “SE L’ATTENTATO L’HA FATTO GOMES, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO FARE IO, E SE L’HO FATTO FARE IO, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO D’ACCORDO CON SIGFRIDO”? – NEI GIORNI SUCCESSIVI ALLA PERQUISIZIONE, INTERCETTATO, LAVITOLA SI LASCIA ANDARE ANCHE A UN'ALTRA FRASE: “MA COME CAZZO NON FANNO AD ARRESTARMI QUESTI?”

paolo mieli lavitola ranucci cappellini

DAGOREPORT - SUL CASINO RANUCCI, DI RESPONSABILITÀ PENALI NON SAPPIAMO E NON POSSIAMO DIRE. MA C’È UNA DOMANDA CHE I GIORNALONI EVITANO ACCURATAMENTE DI FARE: PERCHÉ UN BI-DIRETTORE DEL "CORRIERE", PAOLO MIELI, E UN VICE-DIRETTORE DI "REPUBBLICA", STEFANO CAPPELLINI, SI SONO MESSI A FARE, COME DOPOLAVORO, I ''CONSIGLIERI-ADVISOR'' DI UN SONDAGGIO MESSO SU DA UN MILLANTATORE PREGIUDICATO COME LAVITOLA? - SEMPLICE SMANIA DA “KINGMAKER”? SOLITA ROMANELLA DEL "CI CONOSCIAMO TUTTI?" - SULL'EX GALEOTTO LAVITOLA, CONDANNATO PER DUE VOLTE PER TENTATA ESTORSIONE, I NOSTRI "EROI" NON POSSONO CADERE DAL PERO - DALLE FITTE CHAT LAVITOLA-MIELI-CAPPELLINI, LA COLLABORAZIONE È EFFETTIVA, NON LIMITATA A SUGGERIMENTI O CHIACCHIERE DA BAR - A UN CERTO PUNTO, IL “VALTER CARISSIMO” (BY MIELI) SEMBRA UN EDITORE CHE DA' ORDINI AI SUOI DIPENDENTI IN RITARDO SULLA CONSEGNA DEL LAVORO - (CHISSA' A "REPUBBLICA" COME AVRANNO PRESO IL "GIRO DI VALTER" DEL DIRETTORE CAPPELLINI..) 

ursula von der leyen giorgia meloni friedrich merz pedro sanchez emmanuel macron ceuta

DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…