pjotr tolstoj

“ABBATTENDO OGNI INFRASTRUTTURA, RISPEDIREMO L'UCRAINA NEL 18ESIMO SECOLO” - IL VICEPRESIDENTE DEL PARLAMENTO RUSSO, PJOTR TOLSTOJ, TRISNIPOTE DEL GRANDE SCRITTORE: “LA RUSSIA IN DIFFICOLTÀ È UN FILM CHE SI STA FACENDO L'OCCIDENTE. POCHE SETTIMANE FA CANTAVATE VITTORIA. ADESSO VI LAMENTATE PER LA NOSTRA STRATEGIA - QUESTO CONFLITTO TRA RUSSIA E OCCIDENTE SARÀ DURATURO - NON BISOGNA DIMENTICARE CHE LE POTENZE NUCLEARI NON PERDONO MAI LE GUERRE. SIAMO IL PIÙ GRANDE PAESE IN EUROPA. SENZA DI NOI NON PUÒ ESSERE DAVVERO ATTUATA ALCUNA DECISIONE PRESA DA UN G7 O DA UN G20”

Marco Imarisio per il “Corriere della Sera”

 

PJOTR TOLSTOJ

«A voi occidentali manca il senso della storia». Esistono le speranze di questa parte del mondo, su fratture e divisioni interne alla politica e agli apparati russi. E poi c'è il ruvido pragmatismo di Pjotr Tolstoj, trisnipote del grande scrittore, vicepresidente della Duma, falco tra i falchi, fedelissimo alla linea più dura, anzi spietata, possibile.

 

Non raccoglie le obiezioni, ripete le sue tesi di matrice ultranazionalista, che a casa propria gli valgono una notevole popolarità, tale da farlo indicare da alcuni analisti come futuro capo di qualche ministero importante. «Basta guardare ai conflitti dei secoli scorsi tra Russia ed Europa per capire».

VLADIMIR PUTIN JOE BIDEN - ILLUSTRAZIONE TPI

 

Cosa intende?

«Nell'Ottocento eravamo a Parigi, nel Novecento a Berlino. Quindi, l'unico punto di mediazione è la nostra bandiera su Kiev. Poi vedremo».

 

Perché allora la Russia sembra così in difficoltà?

«Questo è un film che si sta facendo l'Occidente. In qualsiasi guerra si verificano periodi di vittorie, momenti di arretramenti e di ridislocazione delle forze prima dell'inverno. La verità è che siamo solo agli inizi. Ma arriveremo ad annientare il nemico».

 

PUTIN BIDEN

Privandolo di luce, gas e acqua con le bombe su obiettivi civili?

«Poche settimane fa cantavate vittoria. Adesso vi lamentate per la nostra strategia, che mi sembra efficace e lecita. Abbattendo ogni sua infrastruttura, rispediremo l'Ucraina nel diciottesimo secolo».

 

Dopo il ritiro da Kherson è l'unico modo per vincere?

«Quello non fu un trionfo dell'Ucraina, come è stato presentato, bensì una nostra tattica per raccogliere le forze e non consentire eccessive vittime. Ma secondo la Costituzione russa Kherson è parte della Federazione Russa e non ho dubbi che tornerà ad esserlo.

Come molte altre città della ex Ucraina».

PJOTR TOLSTOJ

 

Non teme l'instabilità dei confini russi dopo la fine dell'Operazione militare speciale?

«Quando tutto sarà finito, credo che nascerà un sistema di sicurezza internazionale diverso. I miti occidentali sulla vittoria definitiva nella Guerra fredda e l'espansione della Nato faranno parte del passato. Sono abbastanza sicuro del fatto che a decidere gli assetti futuri sarà la prossima generazione di politici. Tutti gli attuali leader dell'Europa verranno accantonati, dopo che la loro posizione nel conflitto ha portato un enorme degrado economico ai loro Paesi».

putin zelensky biden

 

Come spiega allora il pessimismo che sempre più spesso emerge dai talk show e dalle analisi sui media russi?

«Con le aspettative esagerate di coloro che attendevano una vittoria rapida e non aveva capito la sostanza di questo conflitto tra Russia e Occidente, che invece sarà duraturo. Mi creda, le azioni più decise della Russia le vedremo più avanti».

 

Non percepisce una certa stanchezza nella società?

«Mi sembra innegabile che ci sia. Ma sento anche un grande slancio patriottico.

Quel che conta è la consapevolezza generale che in questo conflitto la Russia vincerà».

 

Da cosa deriva tanta sicurezza?

«Non bisogna dimenticare che le potenze nucleari non perdono mai le guerre».

vladimir putin joe biden ginevra

 

E se l'isolamento della Russia durasse anche dopo l'eventuale fine del conflitto ucraino?

«Questo è un sogno irrealizzabile dell'Occidente. Siamo il più grande Paese in Europa. Senza di noi non può essere davvero attuata alcuna decisione presa da un G7 o da un G20. Cina, India, Africa ed America latina sono anche loro consci della fine del mondo occidentale monopolare. Dopo la conclusione delle azioni belliche ci sarà la fila per avviare negoziati e affari con noi».

putin biden

 

Mi sembra quasi inutile chiederle se esiste lo spazio per una trattativa con l'Ucraina

«Tutte le trattative sono state fermate da Washington e da Londra. L'Unione europea pensa che l'Ucraina abbia una chance di mantenersi come Stato attraverso una soluzione militare. Quindi siamo aperti ai colloqui con coloro che prendono le decisioni, perché è chiaro che non si tratta del governo di Kiev. Ma prima ci serve la vittoria sul campo. Possiamo anche aspettare. Noi, di tempo ne abbiamo abbastanza».

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)