denis verdini matteo renzi silvio berlusconi

“ACCOMPAGNATEMI A REBIBBIA. TANTO C’È IL LOCKDOWN, GIUSTO?” – LE ULTIME DUE TELEFONATE A CUI DENIS VERDINI HA RISPOSTO PRIMA DI COSTITUIRSI SONO STATE DI RENZI E BERLUSCONI -  IL “GENERO” SALVINI HA ANNULLATO LE USCITE PUBBLICHE PER RIMANERE ACCANTO A FRANCESCA (MA SOLO PER UN GIORNO) – LE TRAME, IL PATTO DEL NAZARENO, LA SCELTA DI EVITARE IL PATTEGGIAMENTO, CHE GLI AVREBBE EVITATO LE SBARRE

denis verdini ai funerali di paolo bonaiuti

1 - CONDANNA CONFERMATA ANCHE IN CASSAZIONE L'EX SENATORE VERDINI SI COSTITUISCE A REBIBBIA

Marco Gasperetti per il “Corriere della Sera”

 

La condanna della Cassazione a 6 anni e sei mesi, quella definitiva che apre le porte del carcere, è arrivata inattesa per Denis Verdini, 69 anni, ex senatore, già coordinatore nazionale di Forza Italia e fondatore di Ala. Perché nonostante due condanne del tribunale (9 anni) e della Corte d' appello di Firenze (6 anni e 10 mesi), la difesa del leader politico, protagonista del Patto del Nazareno e del dialogo con Renzi, aveva sperato in un nuovo processo.

 

RENZI VERDINI

«Lo aveva chiesto nella requisitoria il procuratore generale Pasquale Fimiani. Siamo delusi, crediamo nelle ragioni esposte nei nostri motivi di ricorso e dunque non possiamo nascondere la nostra amarezza», commenta Ester Molinaro avvocato dell' ex parlamentare insieme al professor Franco Coppi.

 

I giudici della Cassazione hanno confermato di fatto la pena inflitta in appello per la bancarotta del Credito cooperativo Fiorentino, banca di cui Verdini era presidente. Ma hanno cancellato 4 mesi di pena dichiarando prescritti i reati di truffa allo Stato sui contributi all' editoria.

 

denis e francesca verdini

Verdini, accompagnato dal figlio Tommaso, in serata si è presentato davanti a Rebibbia chiedendo di scontare lì la condanna, ma nella sala di aspetto del carcere romano è rimasto ore in attesa per motivi burocratici. L' ex senatore ha commentato con una battuta ironica: «Ma qui a chi devo andare a chiedere se me ne voglio tornare a casa...».

 

denis verdini

L' ex senatore difficilmente estinguerà tutta la pena in cella. L' 8 maggio, infatti, compirà 70 anni, età che in alcuni casi beneficia della detenzione domiciliare. Più complicato per Verdini evitare invece i rimborsi milionari. «Siamo riusciti a mantenere le condanne civilistiche, con una provvisionale di due milioni e mezzo di euro a favore dello Stato e sequestri su immobili di pari valore, nella maggior parte dei casi riferibili a Verdini», ha spiegato l' avvocato dello Stato, Carlo Maria Pisana.

MATTEO SALVINI NELL'ORTO DI VERDINI

 

I giudici della Cassazione dunque hanno ritenuto comprovate le accuse contro Verdini di aver provocato il dissesto dell' istituto di credito che aveva guidato per vent' anni attraverso operazioni, definite «anomale», «ambiziose» e «imprudenti» (i pm scrissero che Verdini aveva usato l' istituto di credito come un bancomat personale), e una raffica di finanziamenti nel settore edile a favore di società del gruppo Btp degli imprenditori Riccardo Fusi e Roberto Bartolomei finiti anche loro nell' inchiesta e condannati in primo e secondo grado (Fusi) e anche in Cassazione (Bartolomei).

 

DENIS VERDINI MATTEO SALVINI GIANCARLO GIORGETTI

Nella requisitoria il pg Fimiani aveva chiesto la riapertura del dibattimento e dunque un nuovo processo per accertare alcuni episodi delle accuse di bancarotta considerate poco chiare e la prescrizione sul reato di truffa. La Cassazione ha invece ritenuto legittime le scelte dei giudici del Tribunale e della Corte d' appello di Firenze sulla piena responsabilità di Verdini del reato di bancarotta ma hanno dato ragione all' accusa sulle avvenute prescrizioni riguardanti la presunta truffa.

 

verdini berlusconi

Le indagini sul crac del Credito cooperativo fiorentino erano iniziate con una relazione di Bankitalia. Nel 2010 il Credito cooperativo Fiorentino era stato poi commissariato e infine dichiarato insolvente e assorbito da Chianti Banca.

Molte le reazioni politiche alla condanna di Verdini. Coro di solidarietà all' ex senatore dal centrodestra con messaggi tra gli altri di Renato Brunetta, Maurizio Gasparri, Paolo Romani, Daniela Santanché, Massimo Mallegni, Giorgio Mulè, Mariastella Gelmini. Durissimo il grillino Alessandro Di Battista che su Facebook ha definito la vicenda Verdini «l' ennesimo esempio (stavolta addirittura criminale) di commistione tra politica e finanza».

berlusconi alfano santanche verdini lupi big

 

2 - L'ULTIMA BATTUTA ALLA FAMIGLIA «IN CELLA? TANTO C'È IL LOCKDOWN»

Tommaso Labate per il “Corriere della Sera”

 

denis verdini simonetta fossombroni

«Forza, andiamo. Accompagnatemi a Rebibbia». A questo punto c' è stata una pausa, che ai presenti è sembrata quella di un consumato attore di teatro, ma che in realtà gli sarà servita per ricacciare in gola il magone, la tristezza, lo sconforto. Quindi è arrivata la battuta fulminante, da perfetto interprete di quell' ironia brutale tutta toscana, servita per tranquillizzare i familiari con le sue borse in mano. «Tanto da adesso c' è il lockdown, giusto?».

 

salvini verdini

Nel tragitto che lo separa dalla sua casa nel centro di Roma al carcere di Rebibbia, dove si è costituito nel pomeriggio a seguito della conferma in Cassazione di una condanna a sei anni e mezzo di carcere, a Denis Verdini saranno passate innanzitutto le ultime immagini da uomo libero.

 

Il dolore dei familiari, la preoccupazione per i figli, a cominciare da Francesca, con cui ha un legame molto stretto; e poi il viso contrito del genero Matteo Salvini, che ha annullato le uscite pubbliche e le partecipazioni previste in tv per rimanere accanto alla sua compagna e farle forza, autoconsegnandosi a un silenzio che durerà fino a stamattina, quando parteciperà a una trasmissione di RaiTre.

 

verdini berlusconi

Il destino ha voluto che la notizia venisse confinata nella parte bassa dei siti Internet, schiacciata da un governo che sta decidendo le mosse su come contrastare la pandemia, dal ritorno del terrorismo di matrice islamica, dalle elezioni americane. In realtà, con l' arresto di Verdini si chiude plasticamente la Seconda Repubblica e viene posta l' ultima pietra sopra all' ultimo patto che l' aveva tenuta in vita - il «Nazareno» di Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, l' ultimo trait d' union tra il centrosinistra e il centrodestra di conio tardo novecentesco - di cui l' ex uomo macchina del berlusconismo era stato ideatore prima e gran cerimoniere dopo.

 

Non a caso sono state proprio le loro, quella di Renzi e quella di Berlusconi, le ultime due telefonate a cui Verdini ha risposto prima di spegnere il telefonino attraverso cui sono passate le più importanti tele bipartisan tessute nelle aule parlamentari nell' ultimo ventennio, le più oscure trame politiche, le più incredibili bozze di leggi elettorali e di riforme costituzionali.

RENZI VERDINI BERLUSCONI

 

«Vedi», è stato il senso del ragionamento svolto al telefono col Cavaliere, che sa come ci si sente dopo una sentenza confermata dalla Cassazione, «io ho trascorso gli ultimi mesi ad abituarmi al fatto che sarei finito in carcere. Poi però, dopo che il procuratore generale aveva sollecitato l' annullamento della sentenza d' Appello con rinvio a un nuovo processo, ho passato le ultime ore convinto che in galera non ci sarei finito. Credimi, così è durissima».

 

denis e francesca verdini foto barillari

Nell' uomo, ancorché sconfitto, non sembra esserci traccia di pentimento. Nemmeno rispetto alla scelta di evitare il patteggiamento, una strada che mesi fa avrebbe potuto ricondurre il perimetro temporale della pena al di sotto dei cinque anni evitandogli così il carcere.

 

«Sono ancora convinto di avere ragione e sono ancora convinto che il ricorso in Cassazione fosse fondato, come l' ha ritenuto anche l' accusa», ha ripetuto fino all' ultimo secondo prima di lasciare dietro di sé la più amara delle porte chiuse da fuori, quella di casa propria. Resta il dubbio sul sapore dell' ultima sigaretta all' aria aperta, visto che le sigarette fanno ancora parte dell' immaginario cinematografico dell' ultimo desiderio degli uomini liberi.

 

VERDINI BERLUSCONI

Con una sigaretta era iniziato anche il Patto del Nazareno, la base dell'«accordone» con Renzi era stata posta quando Enrico Letta era ancora presidente del Consiglio, inizio 2014. Verdini che entrava di nascosto a Palazzo Vecchio, nella sua Firenze, raggiungendo l' ufficio ricoperto di affreschi del sindaco. «Oh, Matteo, io fumo. Posso, no?». L' 8 maggio compirà settant' anni e potrà andare ai domiciliari. E chissà cos' avrà da raccontare delle pareti senza affreschi di Rebibbia. «Tanto comunque ora c' è il lockdown, no?».

francesca verdini e matteo salvini a firenze 3FRANCESCA VERDINI E MATTEO SALVINI FRANCESCA VERDINI E MATTEO SALVINI MATTEO SALVINI E FRANCESCA VERDINI AL MAREMATTEO SALVINI E FRANCESCA VERDINI AL MAREFRANCESCA VERDINI E MATTEO SALVINImatteo salvini con francesca verdini a capodanno 1denis e francesca verdini foto barillarimatteo salvini con francesca verdini a capodanno 3boschiBERLUSCONI VERDINI ALFANO INAUGURAZIONE SEDE FORZA ITALIA FOTO LAPRESS salvini verdini 41matteo salvini con la fidanzata francesca verdini in un ristorante di bari 10matteo salvini con francesca verdini a pinzolo 8matteo salvini con francesca verdini a pinzolo 1matteo salvini con francesca verdini a pinzolo 6denis verdini con ugo sposetti e augusta iannini

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”