piero amara vincenzo armanna fabio de pasquale paolo storari

“ARMANNA? MA È UN DELINQUENTE, NESSUNO PUÒ CREDERGLI” – LE CHAT DEL PUBBLICO MINISTERO PAOLO STORARI DOPO L’ASSOLUZIONE DEL TESTIMONE DEL PROCESSO ENI-NIGERIA: “VEDI AD AFFIDARSI AD ARMANNA…CHE FIGURA DI MERDA” – L’ATTACCO AI COLLEGHI DE PASQUALE E SPADARO: “QUESTI SONO DEI CANI… INCAPACI… QUESTO FA LAVORARE LA POLIZIA GIUDIZIARIA PER NIENTE E POI LA SFANCULA” – “ARMANNA E AMARA DOBBIAMO ARRESTARLI. CONTINUANO A FARE DANNI A SE STESSI E A NOI…”

Fabio Amendolara per “La Verità”

 

PAOLO STORARI

«Vedi ad affidarsi ad Armanna... Che figura di merda». La Cassandra del Palazzo di giustizia di Milano, il pubblico ministero Paolo Storari, apprende la notizia dell'assoluzione con formula piena dei manager del Cane a sei zampe nel processo Eni-Nigeria, che per la Procura milanese deve essere stato come un potentissimo movimento tellurico, e lo comunica alla collega Laura Pedio.

 

Una chat consegnata da Storari ai magistrati di Brescia nel procedimento per omissione di atti d'ufficio a carico dell'ex componente del pool di Mani pulite Fabio De Pasquale e del pm Sergio Spadaro racconta gli inediti retroscena sulla gestione di Vincenzo Armanna, lo spicciafaccende che per una parte della Procura meneghina era diventato il supertestimone dell'accusa.

 

vincenzo armanna

Proprio il giorno delle assoluzioni, il 17 marzo 2021, Storari irrompe via chat: «Eni tutti assolti». Pedio è sorpresa: «Davvero?». E Storari spiega: «530 comma 1, il fatto non sussiste (la formula assolutoria per i manager dell'Eni, ndr)». Le parole di Storari sono taglienti: «Ma che vergogna».

 

E anche quando Pedio cerca di trovare qualche elemento per salvare le attività dei colleghi, con un «comunque Paolo è una formula un po' strana», Storari è netto: «Laura, per favore... questi adesso grideranno al complotto». E Pedio: «Neanche Armanna che confessa e prende i soldi dalla Nigeria».

 

Storari ha un'idea ben precisa di Armanna: «Ma è un delinquente... nessuno può credergli...». Pedio sembra fare l'equilibrista: «Almeno lui lo potevano condannare. Era general contractor».

 

Storari va giù durissimo sui colleghi della Procura: «Questi sono dei cani... incapaci... questo fa lavorare la polizia giudiziaria per niente e poi la sfancula». In realtà anche Pedio dovrebbe essersi fatta un'idea di Armanna.

PAOLO STORARI

 

Solo due mesi prima Storari le aveva inviato (senza peraltro ottenere mai una risposta, come spiegato nell'interrogatorio del 19 maggio 2021 davanti ai magistrati di Brescia) una richiesta d'arresto per calunnia che Pedio da procuratore aggiunto avrebbe dovuto controfirmare.

 

L'impostazione dell'accusa era questa: Armanna, Piero Amara, ex avvocato esterno dell'Eni e grande propalatore sulla loggia Ungheria, e Giuseppe Calafiore, che di Amara era il collega di studio, avrebbero accusato Claudio Granata (capo delle risorse umane di Eni) e Claudio Descalzi (amministratore delegato di Eni) «pur sapendoli innocenti». I tre, secondo Storari, «sono stati dichiarati responsabili di aver strumentalizzato l'attività giudiziaria al fine di inquinare i processi milanesi per corruzione internazionale».

 

laura pedio 1

E ancora: «Il presente procedimento è stato a sua volta pesantemente inquinato con dichiarazioni calunniose, supportate anche da documentazione falsa e da testimoni strumentalizzati».

 

Inoltre, sempre nelle chat, i due si erano scambiati messaggi di questo tenore. Pedio: «Vai a prendere le carte inglesi (quelle sui conti di Armanna, ndr)?». Storari risponde di averlo già fatto e chiede alla collega se si fosse preoccupata. Lei risponde: «Temo che tu possa fuggire». Lui la rassicura: «Ne verremo fuori... io sono molto fiducioso... indagine difficile ma li smascheriamo... vedrai, sarà un successo».

 

FABIO DE PASQUALE SERGIO SPADARO

Ma c'è anche un altro documento che prova la profonda frattura che la gestione di Armanna aveva creato all'interno della Procura. Storari a marzo invia all'allora procuratore della Repubblica Francesco Greco una rinuncia all'assegnazione del fascicolo sul complotto Eni, con tanto di motivazioni sulle ragioni per le quali non era possibile credere alle versioni di Armanna.

 

La premessa: «Come ho in più occasioni riferito, ritengo necessario informare le difese del processo e il Tribunale di Milano di alcune circostanze che sono emerse». Eccole: «Armanna e Amara hanno in più contesti procedimentali e processuali calunniato Granata e Descalzi, asserendo falsamente che vi sono stati tentativi di comprare il suo silenzio attraverso le promesse di una sua riassunzione in Eni».

 

PAOLO STORARI

Non solo: Armanna avrebbe «pilotato» le dichiarazioni di un testimone nigeriano, Mattew Tonlagha, durante una rogatoria. Avrebbe poi prodotto al Tribunale di Milano chat Whatsapp «contraffatte e dirette a giustificare la mancata comparizione di altri due testimoni (Timi Ayah e Isaac Eke, ndr)».

 

E, infine, avrebbe «pilotato» le dichiarazioni di Tonlahga e Brutu Dennis Otuaro in una denuncia presentata ai carabinieri di Roma Torvaianica. «In questa situazione», afferma Storari, «mi sento francamente a disagio». Un disagio dimostrato a più riprese nella chat con Pedio. L'1 novembre 2020, per esempio, scrive alla collega: «Io cambio Procura». Pedio replica: «Sono una massa di dementi. Nota, tutti senza figli...». Storari le dà ragione: «Hanno tempo di pensare a tutte 'ste cazzate... io li mando da Armanna... basta, me ne vado».

 

Dalle chat, però, emerge anche uno spaccato che racconta cosa accade dietro le quinte. Pedio, per esempio, a un certo punto chiede una mano al collega: «Ciao Paolo, ho bisogno di un avvocato per un amico di mia figlia che è stato fermato con tasso alcolemico superiore al massimo consentito. Chi mi suggerisci?».

i pm di Milano Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro -U43070110205349sDC-593x443@Corriere-Web-Sezioni

 

Storari risponde dopo circa un'ora: «To, avvocato To, che ha difeso il figlio di Ilda (probabilmente la Boccassini, ndr)». Tra i due, al netto delle contrapposizioni per il procedimento sulla loggia Ungheria, sembrava esserci una certa confidenza. Al punto che Storari parlando di una collega dice: «La culona poi è insopportabile... voglio il procedimento disciplinare per la culona». E tra una riunione in Procura e richieste su fascicoli a modello 45, prende in giro Pedio: «L'Anm ha preso posizione e abbiamo fatto corteo in toga con gli avvocati fino al consolato turco... in buona compagnia dei curdi che manifestavano lì lo stesso giorno... Pure i turchi. Pochi fascicoli».

 

PAOLO STORARI

Lei: «Sei terribile...». E Storari: «Ma dai cazzo... prima i polacchi, poi i turchi... lavorare mai?». Pedio risponde: «Lavorare stanca». E lui: «Hai ragione, meglio i turchi... stavolta marcia silenziosa sul Bosforo accompagnata dalla lettura delle opere di Pamuk, poi tutti al mare. A spese di Palamara».

 

Pedio sta al gioco: «Aggiungerei una settimana in caicco a Bodrum. Mi sembra il minimo». E il 23 gennaio, quando ha già inviato alla collega la richiesta di arresto per Armanna e Amara, Storari scrive alla collega: «Dobbiamo arrestarli. Presto. Continuano a fare danni. Danni a sé stessi. E a noi. Torvaianica (sede dove era stata presentata una delle denuncia di Armanna, ndr) ultima. Ha pagato i testi nigeriani. Cosa vuoi di più?». Ma neppure questo è bastato.

laura pedio 3

Ultimi Dagoreport

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...

valter lavitola sigfrido ranucci

DAGOREPORT - SE NON CADONO SULLA FIGA, CADONO SULLA VANITÀ (AL LIMITE DELLA MEGALOMANIA) – A FREGARE RANUCCI È STATO IL SUO EGO. È VERO CHE IL GIP DI ROMA ESCLUDE CATEGORICAMENTE QUALSIASI COINVOLGIMENTO DI SIGFRIDO NELL’ATTENTATO. MA NELL’ORDINANZA CHE HA DISPOSTO IL CARCERE PER LAVITOLA, IL GIUDICE SCRIVE CHIARAMENTE CHE IL GIORNALISTA ERA, SE NON TENTATO, SICURAMENTE LUSINGATO DAL PROGETTO POLITICO DI VALTERINO, CON MIELI E CAPPELLINI COME ADVISOR – QUANDO IL FACCENDIERE GLI GIRA IL FAMIGERATO SONDAGGIO SUI POSSIBILI LEADER DEL "CAMPO LARGO", CHIEDENDOGLI UN’OPINIONE, RANUCCI RISPONDE: “L HO VISTO MA VA INTEGRATO". E DOPO QUALCHE GIORNO MODIFICA LA BOZZA – PERCHÉ LAVITOLA, PRIMA DI ESSERE ARRESTATO, HA RIPETUTO: “SE L’ATTENTATO L’HA FATTO GOMES, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO FARE IO, E SE L’HO FATTO FARE IO, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO D’ACCORDO CON SIGFRIDO”? – NEI GIORNI SUCCESSIVI ALLA PERQUISIZIONE, INTERCETTATO, LAVITOLA SI LASCIA ANDARE ANCHE A UN'ALTRA FRASE: “MA COME CAZZO NON FANNO AD ARRESTARMI QUESTI?”

paolo mieli lavitola ranucci cappellini

DAGOREPORT - SUL CASINO RANUCCI, DI RESPONSABILITÀ PENALI NON SAPPIAMO E NON POSSIAMO DIRE. MA C’È UNA DOMANDA CHE I GIORNALONI EVITANO ACCURATAMENTE DI FARE: PERCHÉ UN BI-DIRETTORE DEL "CORRIERE", PAOLO MIELI, E UN VICE-DIRETTORE DI "REPUBBLICA", STEFANO CAPPELLINI, SI SONO MESSI A FARE, COME DOPOLAVORO, I ''CONSIGLIERI-ADVISOR'' DI UN SONDAGGIO MESSO SU DA UN MILLANTATORE PREGIUDICATO COME LAVITOLA? - SEMPLICE SMANIA DA “KINGMAKER”? SOLITA ROMANELLA DEL "CI CONOSCIAMO TUTTI?" - SULL'EX GALEOTTO LAVITOLA, CONDANNATO PER DUE VOLTE PER TENTATA ESTORSIONE, I NOSTRI "EROI" NON POSSONO CADERE DAL PERO - DALLE FITTE CHAT LAVITOLA-MIELI-CAPPELLINI, LA COLLABORAZIONE È EFFETTIVA, NON LIMITATA A SUGGERIMENTI O CHIACCHIERE DA BAR - A UN CERTO PUNTO, IL “VALTER CARISSIMO” (BY MIELI) SEMBRA UN EDITORE CHE DA' ORDINI AI SUOI DIPENDENTI IN RITARDO SULLA CONSEGNA DEL LAVORO - (CHISSA' A "REPUBBLICA" COME AVRANNO PRESO IL "GIRO DI VALTER" DEL DIRETTORE CAPPELLINI..) 

ursula von der leyen giorgia meloni friedrich merz pedro sanchez emmanuel macron ceuta

DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!