davide giri con la fidanzata roberto malaspina vincent pinkney

“ASSASSINARE A CASO” - PERCHE’ E’ STATO UCCISO DAVIDE GIRI A NEW YORK? PERCHE’ IL KILLER DOVEVA COMPIERE UN RITO INIZIATICO PER DIMOSTRARE IL VALORE ALLA SUA GANG “EVERY BODY KILLAS” (UCCIDERE A CASO CHIUNQUE) – L’ALTRO ITALIANO FERITO: "L'HO INCROCIATO E LUI MI HA COLPITO SENZA APRIRE BOCCA. HO DETTO. PERCHE’ A ME?" – L’AGGRESSORE, PLURIPREGIUDICATO, ODIA I BIANCHI - LE SCELTE SCELLERATE DEL SINDACO DE BLASIO E LA RABBIA DELLA MADRE DELLA VITTIMA: "NON E’ POSSIBILE MORIRE COSI’ A NEW YORK"

Francesco Semprini per la Stampa

 

davide giri con la fidanzata

Lady Liberty ha il volto triste, gli occhi chiusi, il capo sorretto dalla mano e il corpo adagiato su terra umida e foglie secche che raccontano dolore, costernazione, rassegnazione.

 

La «Reclining Liberty», la rivisitazione della Statua della Libertà scolpita da Zaq Landsberg e posizionata sul trono brullo di Morningside Park, piange Davide Giri, ingegnere e ricercatore alla Columbia University ucciso giovedì sera ai margini di quel parco sulla collina di Harlem. Trafitto a morte dai fendenti inferti da un criminale assetato di sangue, un copione scritto nel nome della sua gang, «Every Body Killas», appendice spazio-temporale dei temuti Bloods.

 

Vincent Pinkney

Venerdì sera a piangere Davide era stato il popolo della Columbia, professori e studenti radunati sul pratone dell'ateneo non lontano dal Computer Science Building, dove al numero 467 «la superstar dell'informatica» (così lo ha definito il «New York Post») aveva portato il suo mondo in una stanza.

 

Una veglia di luci e candele per esorcizzare le tenebre, preghiere e silenzi per ricordare il campione di generosità, rabbia composta per chiedere giustizia. Una liturgia amara che ha fatto da sfondo alle processioni verso la 123ª, tra Amsterdam e Morningside Avenue, vicino a quella porta di accesso del parco dove Giri è inciampato sul suo carnefice. Un giorno e due notti dopo rimangono i resti delle transenne della polizia, qualche fiore indurito dal vento freddo e due cartelli gemelli: «Ripulite il nostro quartiere».

Davide Giri durante una lezione

 

Lì due anni fa ad essere uccisa a pugnalate è stata Tessa Majors, 18 enne studentessa del vicino Barnard College. Nell'attraversare il parco si cerca di riavvolgere il nastro della storia, Davide scende dalla metro di ritorno dal Lower East Side dove si era allenato a calcio, taglia per i giardini che il buio trasforma in una trappola infernale.

 

Lo stesso percorso compiuto al contrario dal killer, Vincent Pinkney, pluripregiudicato in libertà vigilata, il quale si incammina verso Central Park West per accanirsi ancora su Roberto Malaspina, 27 anni, anche lui studente in visita a Columbia. Coincidenze fatali. A lui il fendente arriva alle spalle e lo colpisce al petto: «Perché a me?» urla il dottorando perugino. La reazione gli salva la vita.

Davide Giri

 

L'ingresso a Central Park dalla 110ª Street, quello dove di giorno si accalcano sciami di biciclette, è l'ultimo atto del circuito criminale del 25enne afroamericano che viene intercettato e arrestato non prima di aver tentato di aggredire una terza persona. Felpa rossa con cappuccio in testa, tuta grigia, giacca di jeans e anfibi neri, addosso gli viene trovato un coltello, una lama da 15 centimetri con manico bianco, ordinario strumento di mattanza.

 

«Ma perché?», si chiedono gli abitanti di Morningside che al sabato fanno la fila tra le bancarelle alle pendici del parco della paura. Non sembra si tratti di rapina, poteva essere sotto l'effetto di droghe, o soffre di disturbi mentali, potrebbe essere stato motivato dall'odio razziale, o tutti e tre.

 

Davide Giri 2

O c'è una quarta ipotesi, forse la sua era una prova, una dimostrazione alla gang che gli anni di carcere non lo avevano cambiato, che la libertà vigilata non era frutto di qualche soffiata e che lui era pronto ad abbeverarsi alla sorgente della violenza.

 

Ed ecco allora le aggressioni casuali, col solo scopo di fare vittime, «Every Body Killas», uccidere chiunque, come in un videogioco dalle macabre sembianze del rito di nuova iniziazione. E che alimenta la spirale di violenza di cui sono ostaggio sacche della città, belle di giorno e dannate di notte.

 

Come Morningside e il vicino microcosmo di Columbia, vittime, in ultima istanza, delle scelte scellerate del sindaco Bill de Blasio, della pandemia e del movimento «defunding the police». Così anche quello che veniva considerato un «santuario» per studenti si ritrova a ridosso della frontiera della legalità. «Mi recavo in biblioteca anche la notte, ora ho paura di uscire dal campus», dice Karen, studentessa della scuola di legge.

Vincent Pinkney

 

Annette abita non distante dalla facoltà di Scienze, ma dice che è impensabile tornare a piedi o prendere i mezzi pubblici dopo una certa ora: «Sono costretta a spendere per Uber». L'allarme sicurezza non fa bene all'ateneo, un'istituzione da rette importanti che ha il dovere di vigilare sull'incolumità dei suoi iscritti. Quando Majors è stata uccisa, Columbia ha rafforzato le misure preventive con l'aggiunta di personale di guardia e l'estensione del servizio navetta. «Va bene, ma la gente non viene a New York per cercare rifugio su uno scuolabus.

 

I giovani vogliono andare nei parchi e nelle strade dopo il tramonto, e non dovrebbe essere una condanna a morte - dice Nicole Gelinas di Manhattan Institute -. Il presidente Lee Bollinger dovrebbe usare l'autorevolezza dell'università per insistere col nuovo sindaco Eric Adams a rendere la città più sicura per tutti i newyorkesi». Così che Lady Liberty possa rimanere adagiata sul trono brullo di Morningside Park senza dover più versare lacrime. 

 

 

 

ROBERTO MI HA DETTO

ANDREA PASQUALETTO per il Corriere della Sera

Davide Giri 3

 

«Roberto stava attraversando il parco di fronte all'università per rientrare a casa quando ha incrociato questo benedetto signore che senza dirgli una parola gli ha tirato subito una coltellata». È stata una brutta giornata per il dottor Corrado Malaspina, iniziata con la telefonata inquietante di suo figlio da New York, dove era arrivato il giorno prima per un progetto di ricerca alla Columbia University: «Mi ha detto: "Papà, sono stato aggredito ma niente di grave".

 

Cercava di minimizzare evitando di parlare del coltello, delle ferite... perché non ci preoccupassimo. Ma poi la notizia è girata e abbiamo saputo cosa ha vissuto, poverino. L'abbiamo chiamato e allora si è lasciato andare: "Sono un po' angosciato"». Non paura, angoscia. «Non ha avuto neppure il tempo di rendersi conto di cosa stava succedendo».

 

 E cioè che Vincent Pinkney, venticinquenne in libertà vigilata con vari precedenti, piccolo boss di una gang del Queens, avrebbe potuto ucciderlo. Come aveva fatto dieci minuti prima con Davide Giri, pure lui dottorando, accoltellandolo a morte vicino al Morningside park.

 

Veglia per Davide Giri

Ventisettenne perugino, storico dell'arte, Roberto Malaspina sta facendo un dottorato in Estetica alla facoltà di filosofia della Statale di Milano. «L'aggressore pare sia un fanatico razzista che odia i bianchi. L'ha colpito senza un motivo, per il solo gusto di farlo. Mio figlio ha tutte le caratteristiche per essere bersaglio di uno così, pelle e capelli chiari. Sfortuna pazzesca ma almeno se la caverà, così mi dicono i medici del reparto. Ha delle piccole lesioni.

 

Oggi sarà trasferito dalla terapia intensiva alla degenza ordinaria e forse lunedì lo dimettono. Penso piuttosto all'altro giovane che non c'è più, terribile». È la prima volta di Roberto a New York per lavoro. Dovevano essere sei mesi finalizzati allo sviluppo di un progetto con una docente americana del prestigioso ateneo. «Domani avrebbe avuto la sua conferenza introduttiva alla Columbia, dove naturalmente non potrà esserci. Non so ora cosa succederà. Lui vuole rimanere lì ma dipenderà dalle sue condizioni. Per il momento mi chiede solo che non si parli del fatto, per non riviverlo».

roberto malaspina

 

Il dottor Corrado Malaspina, radiologo in pensione dell'ospedale di Perugia, stava pensando di volare a New York con la moglie. «Ma poi mi ha chiamato il console in persona consigliandoci di non partire perché la situazione è sotto controllo... Ho una figlia medico, forse andrà lei... scusi un secondo che ho una telefonata sotto...». Era il docente della Statale di Milano con il quale Roberto sta facendo il dottorato: «Ha parlato con mio figlio e mi ha rassicurato anche lui sulle sue condizioni». Altre conferme arrivano dalla madre del giovane:

 

«Non è grave ed è ricoverato in uno dei migliori ospedali di New York». Un suo amico è andato a trovarlo in questa clinica, la Mount Sinai Morningside: «Sta guarendo». Roberto era sbarcato mercoledì scorso nella Grande Mela. La casa, i docenti, l'università. Sembrava un sogno. Ma poi, verso le 23 dell'altra sera, ha incrociato Pinkney che odia i bianchi e tutto si è fatto buio.

bill de blasio

 

Ultimi Dagoreport

frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…

maurizio maddaloni pd campania maurizio de giovanni luigi riello

“TRA NANI, BALLERINE, FROCETTI E LESBICHINE, DE GIOVANNI SARÀ A SUO AGIO” – COSÌ PARLÒ SU FACEBOOK MAURIZIO MADDALONI, DAL 2023 PRESIDENZA DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO A CASERTA (SCELTO DALL’EX MINISTRO SANGIULIANO). IL RIFERIMENTO È ALLA NOMINA DELLO SCRITTORE MAURIZIO DE GIOVANNI NELLA SEGRETERIA REGIONALE DEL PD DELLA CAMPANIA. ALTRETTANTO PESANTI LE PAROLE DI MADDALONI SULL’EX PROCURATORE GENERALE DI NAPOLI, LUIGI RIELLO, ANCHE LUI ENTRATO NELLA SEGRETERIA DEM: “RIELLO DA QUANDO È UN PENSIONATO DA DI MATTO: BEVE, DISTURBA GLI ALTRI COMMENSALI CON INDEGNI SPETTACOLINI” – IL SEGRETARIO REGIONE DEL PD, PIERO DE LUCA, SI DICE INDIGNATO (“LA DESTRA HA UN PROBLEMA CON LA CULTURA E CON LA LEGALITÀ”) E DENUNCIA LA DISASTROSA GESTIONE DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO: “QUESTO ODIO VIENE DA CHI HA PORTATO AL DEFAULT LA FONDAZIONE” – MINISTRO GIULI, NON SARÀ CHE IN CAMPANIA ABBIAMO UN PROBLEMINO?

giorgia meloni antonio tajani marina berlusconi roberto vannacci matteo salvini

DAGOREPORT - SIAMO COSI' OCCUPATI A VEDERE IL NAUFRAGIO DELLA LEGA, SORPASSATA DA VANNACCI, DA NON ACCORGERCI CHE STA IMPLODENDO ANCHE L'ALTRO ALLEATO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI: FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE INTORNO AL 7-8% CON TANTI ESPONENTI ATTRATTI DAL GENERALISSIMO – UNA SITUAZIONE GRAVE CHE HA SPINTO MARINA BERLUSCONI NEI GIORNI SCORSI A CONVOCARE IN GRAN SEGRETO ANTONIO TAJANI A MILANO, CHIEDENDOGLI GENTILMENTE DI TOGLIERE IL DISTURBO - IL CIOCIARO HA FATTO ORECCHIE DA MERCANTE: “SOLO I CONGRESSI POSSONO SFIDUCIARMI" - E LA CAVALIERA DI ARCORE ORA SI TROVA DAVANTI A UN BIVIO: PUO', MA NON LO FARA' MAI, TOGLIERE IL SANTINO DI BERLUSCONI DAL SIMBOLO DEL PARTITO, OPPURE NON LE RESTA ALTRO CHE SCENDERE IN CAMPO - MA SE SI VOTA AD APRILE, ANZICHE' AD OTTOBRE 2027, NON C'È TEMPO PER FAR FUORI TAJANI, VIA CONGRESSI – OLTRE AD AVERE LA LEGA MORIBONDA E FORZA ITALIA ALLO SBANDO, E VANNACCI IN ASCESA, LA DUCETTA SI RITROVA FRATELLI D’ITALIA SPACCATO DA UNA LOTTA DI POTERE TRA LE CORRENTI: LA RUSSA VS MELONI SISTER, LOLLOBRIGIDA-CROSETTO VS MANTOVANO- FAZZOLARI, RAMPELLI VS DONZELLI...

bonelli conte fratoianni schlein travaglio renzi

DAGOREPORT - SU, NON C'E' BISOGNO DI CORRERE: LA GATTA FRETTOLOSA FECE I GATTINI CIECHI - L’ESCLUSIONE DI RENZI DAL “PATTO DEI CARCIOFI” TRA SCHLEIN, CONTE, BONELLI&FRATOIANNI ERA STATA ANNUNCIATA E DISCUSSA DA MATTEONZO CON ELLY E GOFFREDO BETTINI – LA GAMBA CENTRISTA DEL "CAMPO LARGO" SI FARA' ECCOME MA NON PRIMA DI SETTEMBRE: C'E' DA FARE METABOLIZZARE L'INGRESSO DELL'INDIGESTO RENZI A TUTTI, SOPRATTUTTO A CONTE CHE DEVE GESTIRE UNA BASE M5S VOLATILE SENZA IDEOLOGIE, IDEALI NÉ IDEE, ANCORATA AL "VAFFA CONTRO TUTTI" - CONTE SA BENE CHE BASTA UNA MOSSA SBAGLIATA SUL CRINALE RENZI PER RITROVARSI CONTRO TRAVAGLIO O PEGGIO: FINIRE TRAVOLTO DA UN DI BATTISTA IN MODALITA' “VANNACCI A 5 STELLE” - L'UNICA VIA CHE HA RENZI DI ENTRARE IN COALIZIONE (E IN PARLAMENTO CON I SUOI CARI BONIFAZI E BOSCHI) È: DISINNESCARE IL SUO TURBO-PROTAGONISMO, TENERE UN PROFILO BASSO ALLA SUA CAPACITA' MANOVRIERA E NON DISTURBARE CHIUNQUE SIA CHIAMATO A FARE IL CONDUCENTE, METTENDOSI AL SERVIZIO DELL'OBIETTIVO PRIMARIO: MANDARE A CASA MELONI PER NON RITROVARSI POI NEL 2029 UN MAL-DESTRO AL QUIRINALE AL POSTO DI SERGIO MATTARELLA...

claudio e leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - CON L’AFFOLLATISSIMA FAMIGLIA DEL VECCHIO, NON SI STA MAI TRANQUILLI. SEI FIGLI DA TRE MADRI DIVERSE, PIÙ LA VEDOVA NICOLETTA ZAMPILLO CHE SI È PORTATA APPRESSO IL FIGLIO ROCCO, NATO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO - ALLE ROGNE DI LEONARDINO CON IL FRATELLASTRO ROCCO, ORA SI AGGIUNGONO – FIATO ALLE TROMBE! – LE PATURNIE DEL PRIMOGENITO DEL FONDATORE DI LUXOTTICA, IL 69ENNE CLAUDIO - UNO DEGLI EREDI DELLA PIÙ GRANDE FORTUNA D’ITALIA HA INVIATO AL CDA DELLA HOLDING DELFIN, CASSAFORTE DI FAMIGLIA, UNA LETTERA IN CUI CHIEDE AI MEMBRI DEL CDA DI RICOPRIRE D’ORO I MANAGER CON UN BONUS STRAORDINARIO UNA TANTUM – QUAL È LA SUA STRATEGIA? AH, SAPERLO….

massimo bottura annalisa cavaliere valentina garavaglia

DAGOREPORT – UN SIPARIETTO DELLO CHEF MASSIMO BOTTURA ALLA IULM DI MILANO SPIEGA MEGLIO DI CENTO TRATTATI COME FUNZIONANO LE UNIVERSITÀ IN ITALIA (E A MILANO, IN PARTICOLARE) – ANNALISA CAVALERI, SCRITTRICE GASTRONOMICA E DOCENTE DA OTTO ANNI ALL’ATENEO, INVITA BOTTURA A UN TALK. LA RETTRICE DELL’UNIVERSITÀ, VALENTINA GARAVAGLIA, INTRODUCE I LAVORI CON UN DISCORSO POMPOSO E POI SE NE VA. LO CHEF PERMALOSISSIMO LO FA NOTARE (“SI COMPORTA COME I POLITICI”) E LA RETTRICE SI VENDICA SOSPENDENDO LA PROF. CAVALERI – È L’ESITO DI UN CIRCOLO VIZIOSO: LE UNIVERSITÀ HANNO BISOGNO DI ISCRITTI, E PER FARSI PUBBLICITÀ INGAGGIANO DOCENTI A CONTRATTO SENZA ESPERIENZA SCIENTIFICA, MA CON UNA RETE STRUTTURATA. POSSONO INVITARE VIP ATTIRA-ATTENZIONE, COME BOTTURA, CHE SERVONO AD ATTRARRE PIÙ RAGAZZI, E IL CICLO SI AUTO-ALIMENTA… - VIDEO