violenza donne

“ATTENTE A NON ACCETTARE IL FATIDICO ULTIMO INCONTRO” – L’ALLERTA DI ALESSANDRA SIMONE, CAPO ANTICRIMINE DELLA QUESTURA DI MILANO: “CI SONO MOLTE DONNE CHE SI OSTINANO AD ANDARE AVANTI NEL TENTATIVO DI SALVARE IL PARTNER E NELLA CONVINZIONE CHE POSSA CAMBIARE. OGGI ABBIAMO UN PROTOCOLLO CHE PROVA A INTERVENIRE PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI…”

Monica Serra per “la Stampa”

 

Alessandra Simone-1

«Non vali niente», «Non sei capace», «Zitta tu che tanto questo non lo sai fare». Frasi che all' inizio sembrano quasi insignificanti ma che «possono fare male anche più di uno schiaffo». Sono queste parole, prima ancora di arrivare alle botte, ai maltrattamenti, agli abusi, a costituire il campanello d' allarme di una relazione malata. Il primo segnale di pericolo è la «svalorizzazione», come la definisce la dottoressa Alessandra Simone, a capo della Divisione anticrimine della Questura di Milano, che da anni combatte gli uomini violenti a colpi di ammonimenti e misure di prevenzione.

 

violenza sulle donne 3

E con un obiettivo ambizioso: quello di riuscire a intervenire non solo sul piano giudiziario, ma rieducando gli uomini violenti «prima che sia troppo tardi». Per farlo, nel tempo, la Questura milanese ha elaborato e affinato protocolli pilota, che sono poi stati adottati su tutto il territorio nazionale.

 

Dottoressa Simone, i dati della Direzione centrale polizia criminale parlano di un aumento dei femminicidi in Italia a fronte di una riduzione degli omicidi in generale.

Alessandra Simone-2

«Tra gennaio e settembre 2020 si sono verificati 211 omicidi, a fronte dei 244 dello stesso periodo dello scorso anno. Ma i femminicidi in ambito familiare sono passati da 68 a 77. A Milano e provincia c' è stata una contrazione: 7 gli omicidi in tutto, a fronte dei 18 nello stesso periodo dello scorso anno. I femminicidi sono stati 3: due avvenuti tra le mura domestiche. Ma i numeri non contano. Ogni singolo omicidio merita attenzione e segna il fallimento di tutti»

 

Come si combatte la violenza sulle donne?

«Da anni ormai abbiamo adottato il protocollo Zeus. La procedura ruota attorno all' ammonimento del questore: una misura di prevenzione, introdotta nel 2009 per il reato di stalking e nel 2013 per la violenza domestica. In quest' ultimo caso la misura può essere richiesta da chiunque, anche da un vicino di casa della vittima che resta anonimo fino alla fine del procedimento».

violenza sulle donne 1

 

Quando arriva la segnalazione che succede?

«Valutiamo precedenti segnalazioni, interventi della polizia nella stessa casa, ascoltiamo i testimoni».

 

Cosa succede quando il partner viene ammonito?

«Viene diffidato e invitato a seguire un percorso terapeutico, al Centro italiano per la promozione della mediazione, diretto dal professore Paolo Giulini, con cui nel 2018 abbiamo firmato il protocollo. Si tratta di un percorso di acquisizione della consapevolezza del disvalore sociale e penale del loro comportamento. Questi uomini vengono seguiti da psicologi e criminologi. Ogni due mesi facciamo una riunione operativa per parlare dei casi più critici, e fare il punto sui progressi».

violenza sulle donne

 

Funziona?

«Da quando abbiamo iniziato al 14 ottobre, in tutto sono stati 320 gli ammoniti invitati al Cipm. Di questi 252 si sono presentati: 129 erano stati diffidati per stalking e 123 per violenza domestica. Solo 25 di questi uomini ci sono ricaduti dopo la fine del percorso».

 

Nei casi più gravi si può arrivate ad applicare anche la sorveglianza speciale, prima prevista solo per i reati di mafia?

«Si, viene decisa dalla Sezione misure di prevenzione del tribunale, bastano i gravi indizi di colpevolezza, non è necessaria la condanna. Nel 2020 abbiamo fatto 41 richieste di sorveglianza speciale. Di questi uomini solo uno ha violato le prescrizioni».

 

Quali sono le maggiori difficoltà nell' approcciarsi alle vittime?

«Ci sono molte donne che si ostinano ad andare avanti nel tentativo di salvare il partner e nella convinzione che possa cambiare. Che il rapporto non sia finito. E quindi alternano momenti in cui capiscono e sono disperate a momenti in cui vedono noi invece come nemici. La cosa più importante è non accettare mai il fatidico ultimo incontro, spesso è in questa circostanza che si consumano le tragedie».

violenza donne

 

La violenza di genere è innanzitutto un fatto culturale?

«Si. Infatti è fondamentale combatterla innanzitutto nella famiglia e a scuola. Se già educassimo i bambini e i ragazzi all' eguaglianza tra i sessi, potremmo finalmente eliminare la violenza di genere dal nostro vocabolario».

VIOLENZA DONNEVIOLENZA DONNEviolenza contro donne

Ultimi Dagoreport

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?