adolf eichmann

“AVEVAMO INDIVIDUATO ANCHE MENGELE. MA IN QUEL MOMENTO LA PRIORITÀ ERA EICHMANN” - L’INCREDIBILE STORIA DEL BLITZ DELLE SPIE DEL MOSSAD CHE PORTÒ ALLA CATTURA IN ARGENTINA DEL GERARCA NAZISTA ADOLF EICHMANN: UNA VOLTA ARRIVATO NEL PAESE SUDAMERICANO NON FECE GRANCHÉ PER NASCONDERSI – LO RICONOBBERO PER LE ORECCHIE APPUNTITE, POI LO CATTURARONO ALLA FERMATA DEL BUS E LO PORTARONO IN ISRAELE CON UN VOLO DI LINEA. FU SEDATO E FATTO PASSARE PER…  – VIDEO

 

 

 

 

Gianluca Perino per www.ilmessaggero.it

 

adolf eichmann

Sessanta anni fa, in Argentina, un gruppo di spie israeliane del Mossad mise a segno quella che ancora oggi è considerata una delle operazioni segrete più incredibili della storia: la cattura di Adolf Eichmann, il burocrate dell'olocausto.

 

Il gerarca nazista, ritenuto uno dei maggiori responsabili dello sterminio degli ebrei, dopo la fine della guerra era riuscito ad evitare l'arresto riparando prima in Italia (dove ottenne un passaporto falso intestato all'altoatesino Riccardo Klement) e poi in Sud America.

 

Una volta in Argentina, dove trovò lavoro come operaio in uno stabilimento della Mercedes, Eichmann non fece granché per nascondersi. E questo alla lunga gli risultò fatale. Suo figlio si presentava con il suo vero nome, Klaus Eichmann, e spesso si vantava apertamente del passato nazista di suo padre.

 

adolf eichmann 7

Così, quando si fidanzò con la figlia di un ebreo tedesco sopravvissuto a Dachau, Lothar Hermann, la debole copertura saltò definitivamente. Hermann fece arrivare l’informazione a un giudice tedesco, che a sua volta avvertì gli israeliani. Nel marzo del 1960 una spia del Mossad riuscì quindi a scattare una fotografia ad Eichmann a Buenos Aires. E dopo un vertice a Tel Aviv i servizi segreti sentenziarono: è lui. La certezza arrivò da un particolare fisico del nazista: le orecchie appuntite.

adolf eichmann 9

 

L'OPERAZIONE

A quel punto, visti i continui rifiuti dell'Argentina all'estradizione dei criminali nazisti, Israele decise di andare a catturare Eichmann. Undici agenti del Mossad entrarono nel Paese nella seconda settimana di maggio del 1960 e dopo aver riconosciuto Eichmann definitivamente lo aspettarono alla fermata del bus vicino casa sua, a una ventina di chilometri da Buenos Aires, e lo rapirono caricandolo su un'auto.

 

Per dieci giorni l'ex nazista venne interrogato e spostato in diversi nascondigli, fino alla fuga del gruppo su un volo della El Al (il gerarca venne caricato a bordo sedato e fatto passare per gravemente malato). Dopo un processo durato quasi due anni, Eichmann (nella foto sopra in carcere) venne condannato a morte e impiccato in Israele il 2 giugno del 1962.

rafi eitan

 

I MISTERI DEL BLITZ ARGENTINO

A distanza di sessant'anni sono ancora molti gli aspetti misteriosi dell'operazione. Il governo argentino era completamente all'oscuro di quello che stava accadendo? Perché gli agenti del Mossad non uccisero Eichmann in Argentina? E ancora: è vero che il gerarca nazista rischiò di morire a causa del potente sonnifero che gli iniettò il medico che partecipò all'operazione?

avner avraham

 

Questa sera su Facebook l'ex ufficiale del Mossad Avner Avraham (nella foto qui sotto con il ciak del film Operation Finale, la pellicola che racconta la cattura di Eichmann), esperto di tutte le più grandi operazioni dei servizi segreti israeliani, interverrà ad un evento live per raccontare i retroscena di quel blitz di sessant'anni fa. Aggiungendo dettagli importanti come quello legato a Josef Mengele, l'angelo della morte di Hitler. «Lo avevamo individuato – spiega Avraham – ma in quel momento la priorità era Eichmann».

 

mengele

Colonnello Avraham, perché ancora oggi è importante parlare della cattura di Adolf Eichmann? Ormai sono passati 60 anni...

«Dobbiamo ricordare l'Olocausto e parlarne alle generazioni future. I sopravvissuti dell'Olocausto rimasti non possono farlo. La cattura di Eichmann è un evento importante legato al famoso processo a Gerusalemme. È un modo diverso e interessante di raccontare la storia dell'Olocausto, attraverso il mondo dello spionaggio».

 

Ha mai parlato con qualcuno che partecipò alla cattura?

«Ho studiato questo argomento negli ultimi dieci anni e sono diventato un esperto di livello mondiale. Durante la mia ricerca, ho incontrato più di 100 persone coinvolte nell'operazione. E tra questi ci sono il comandante delle operazioni Rafi Eitan (foto sotto), il suo vice Avraham Shalom, l'uomo delle infrastrutture Jacob Meidad e altri. Ma purtroppo sono morti».

rafi eitan

 

Cosa le hanno raccontato di quei giorni in Argentina? Qual è stato il momento più difficile?

«Che hanno vissuto dieci giorni in un ambiente ostile, con la paura costante di essere catturati. Ogni momento è difficile quando stai con un criminale nazista».

 

Da quante persone era composto il gruppo di agenti del Mossad in Argentina? E chi era la pedina fondamentale?

«Ogni operazione ha un piccolo cerchio circondato da cerchi più grandi di agenti. Al centro dell'operazione erano in undici. La figura importante, il grande cervello dietro a tutto, era il capo del Mossad, Isser Harel».

adolf eichmann

 

Ci fu qualcuno del governo argentino che li aiutò?

«No!».

 

Deve essere stato difficile per quegli agenti sfuggire alla tentazione di ucciderlo. Del resto, conoscevano bene il ruolo che aveva ricoperto Eichmann nell'Olocausto. Qualcuno dei protagonisti le ha mai detto, anni dopo, «sì, avremmo voluto ucciderlo»?

«Gli agenti lavorano per lo Stato e per gli obiettivi che vuole perseguire. L'obiettivo del primo ministro di allora, David Ben-Gurion, era di processare uno dei nazisti più importanti. Naturalmente alcuni di loro hanno pensato di ucciderlo. C'era una donna, di nome Judith Nessihu, che cucinava per lui e che spesso pensava di avvelenarlo».

 

Come descrissero gli agenti l'uomo Eichmann?

adolf eichmann 5

«Un uomo piccolo, grigio, miserabile».

 

E' vero che lo stesso team entrato in azione in Argentina avrebbe potuto catturare anche Josef Mengele? Come riuscì l'angelo della morte di Hitler a salvarsi?

«Si è vero. Il Mossad trovò l'indirizzo di Mengele in Argentina, ma la decisione fu di portare prima Eichmann in Israele: del resto, quello era l'obiettivo. Rimasero tre agenti per cercare di prendere Mengele e portarlo di nascosto in Israele via nave.

 

Ma l'annuncio, forse prematuro, al parlamento israeliano del 23 maggio 1960 (quello sulla riuscita del rapimento di Eichmann) provocò la sua fuga. E il Mossad a quel punto annullò l'operazione Mengele».

 

C'è oggi un Adolf Eichmann che Israele dovrebbe catturare?

adolf eichmann a processo in israele

«Israele non ha a che fare con i nazisti oggi. Ma se c'è qualcuno che lavora per danneggiare Israele e i suoi cittadini, non dovrebbe comunque essere portato clandestinamente nel nostro Paese per risolvere il problema».

 

Un'ultima domanda: quando conosceremo la verità sulle operazioni alle quali ha partecipato lei? Dovremo aspettare 60 anni?

«Mi ha fatto sorridere. Ho terminato il mio lavoro al Mossad con il rango di tenente colonnello. Non ero James Bond, forse qualcuno come “Q” che ha affrontato il mondo con le sue invenzioni.

 

Nel film “Operation Finale” (la pellicola pluripremiata che ha raccontato appunto l'operazione israeliana, ndr), ho fatto da consulente senior e compaio in alcune scene. Fra 60 anni io non ci sarò, ma probabilmente lascerò dei libri...».

adolf eichmann 1mengele josef mengele adolf eichmannadolf eichmann 4 dieteradolf eichmanneichmann durante il processoadolf Eichmann 4adolf Eichmann 3adolf eichmann 2adolf eichmann 10adolf eichmann 1adolf eichmann 3

Ultimi Dagoreport

urbano cairo enrico mentana

DAGOREPORT - VUOI VEDERE CHE ALLA FINE TRA URBANO CAIRO ED ENRICO MENTANA FINIRÀ A TARALLUCCI E VINO, INTONANDO: CHI HA AVUTO, HA AVUTO, CHI HA DATO, HA DATO, SCURDAMMOCE 'O PASSATO? - SE CHICCO NON HA ANCORA TROVATO UNA ALTERNATIVA AL SINISTRISMO DE LA7 (CHE FINE HANNO FATTO LA ''CNN ITALIANA'' DI KYRIAKOU, IL RITORNO A MEDIASET O LE VOCI SU SKY?), DA PARTE SUA URBANETTO NON HA ANCORA SCOVATO CON CHI SOSTITUIRLO AL TG E LASCIA LA PORTA APERTA AL RINNOVO DEL CONTRATTO IN SCADENZA IL 31 DICEMBRE PROSSIMO: "LA MIA STIMA PER MENTANA E' INTATTA..."

giorgia meloni ignazio la russa antonio tajani fabio rampelli roberto occhiuto marina berlusconi cirielli

DAGOREPORT – IN QUELLA POLVERIERA CHE E' DIVENTATA L'ARMATA BRANCA-MELONI, LA MICCIA E' COLLEGATA A DUE EVENTI: L’ELEZIONE SUPPLETTIVA IN CALABRIA E IL VOTO A SCRUTINIO SEGRETO ALLA CAMERA SULLA LEGGE ELETTORALE (SPUNTERANNO FRANCO-TIRATORI TRA COLORO CHE SANNO DI NON ESSERE RICANDIDATI NEL 2027? CHE DECIDERANNO LE DONNE DI FORZA ITALIA INVEPERITE PER LA MANCATA ALTERNANZA DI GENERE?) – IL CASO CALABRESE, CON IL CANDIDATO DI VANNACCI CHE RUBA VOTI A FORZA ITALIA E RISCHIA DI FAR VINCERE IL PD, PUO’ ESSERE L’OCCASIONE CHE TAJANI ASPETTAVA DA TEMPO: REGOLARE I CONTI CON IL GOVERNATORE OCCHIUTO, SUO NEMICO INTERNO, SU CUI RICADREBBE LA COLPA DELLA SCONFITTA DI FABIO ROSCIOLI, TESORIERE DI LADY BERLUSCONI – SE LA FAIDA TRA GLI AZZURRI È PALESE, IN FDI DEVONO GESTIRE I MALUMORI DEI “RAS” LOCALI. A MILANO LA RUSSA NON DIGERISCE LA PROPOSTA DI CANDIDARE A SINDACO L’AZZURRO PEREGO, NOME NON SGRADITO A VIA DELLA SCROFA - IN CAMPANIA C’È LA ROGNA DEL VISPO CIRIELLI, L'EX COLONNELLO DI GIORGIA CHE INVOCA DI IMBARCARE VANNACCI NELLA COALIZIONE - NEL LAZIO IL MENTORE DELLE SORELLE MELONI, FABIO RAMPELLI, NON SOLO SI E' AUTOCANDIDATO A SINDACO DI ROMA IN BARBA AL PARTITO, MA SCALPITA PER PIAZZARE I SUOI "GABBIANI" NELLE PROSSIME LISTE ELETTORALI - STENDIAMO UN "PELO PIETOSO" SUL'ALTRO ALLEATO, LA LEGA SPROFONDATA AL 4,5% CON SALVINI APPESO A CIO' CHE POTRA' SUCCEDERE DOMENICA PROSSIMA SUL PRATONE DI PONTIDA...

roberto vannacci elly schlein giorgia meloni legge elettorale ballottaggio

DAGOREPORT! LA NUOVA LEGGE ELETTORALE È INCOSTITUZIONALE? MONTA IL DIBATTITO CON 160 COSTITUZIONALISTI CHE ANDRANNO AVANTI CON I RICORSI ALLA CORTE COSTITUZIONALE - LA SCOMMESSA DELLA MELONI: UNA VOLTA APPROVATA LA LEGGE, ANDARE AL VOTO A MAGGIO PER EVITARE IL GIUDIZIO DI INCOSTITUZIONALITA' DELLA CONSULTA – LA PROTESTA DEL CIVICO ONORATO SULLE FIRME RICHIESTE PER PRESENTARE LE LISTE (6MILA PER OGNI COLLEGIO): UNA NORMA CHE IN REALTA’ FA COMODO A FORZA ITALIA E NOI MODERATI IN FUNZIONE ANTI-ONORATO MA ANCHE ALLA SINISTRA, CHE SI METTEREBBE AL RIPARO DALLE NUOVE CREATURE POLITICHE (TIPO GRILLO) – VANNACCI AL 99% NON DOVREBBE AVER BISOGNO DI RACCOGLIERE LE 6MILA FIRME - L’ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA PER CHI ARRIVA AL 42%: NON NE PARLA NESSUNO NEL PD PERCHE’ FA COMODO ANCHE A SCHLEIN…

elly schlein giuseppe conte dario franceschini

DAGOREPORT - CONTRORDINE, COMPAGNI, LE PRIMARIE SI FARANNO INDIPENDENTEMENTE DALLA LEGGE ELETTORALE! CONTE HA DATO UN AUT AUT AGLI ALLEATI DEL CAMPO LARGO METTENDO I GAZEBO COME “CONDICIO SINE QUA NON” PER ESSERE NELL'ALLEANZA CON IL PD – MA LE PRIMARIE, OLTRE A ESSERE DIVISIVE, SONO UN GRAN CASINO SUL FRONTE REGOLAMENTARE: SARANNO APERTE O CHIUSE? CI SARA’ IL VOTO ONLINE? E PREVEDERANNO UN BALLOTTAGGIO? - PER ELLY, CHE TREMA PERCHÉ CONTE CON LA POSIZIONE SULL’UCRAINA DRENA VOTI AL PD SCESO AL 20%, I GAZEBO SONO DIVENTATI UN PROBLEMA ANCHE ALL’INTERNO DEL PARTITO (AL PUNTO CHE NON HA POTUTO CONCEDERE L’ENDORSEMENT A MARIO CALABRESI, CANDIDATOSI A SINDACO DI MILANO, PERCHÉ HA PAURA DI PERDERE I VOTI DI PIERFRANCESCO MAJORINO). COSI’ PER BLINDARSI E’ COSTRETTA A STRINGERE ACCORDI CON RENZI, FRANCESCHINI E ALTRI CAPATAZ DEM. MA NON ERA LEI CHE DICEVA “NON VOGLIAMO PIÙ CAPIBASTONE E CACICCHI?”

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTANDO "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?