gadi eisenkot benjamin netanyahu

“BIBI” PERDE ALTRI PEZZI – ANCHE GADI EISENKOT, EX CAPO DI STATO MAGGIORE, HA LASCIATO IL GABINETTO DI GUERRA DI NETANYAHU, COME BENNY GANTZ. IL PREMIER SPERAVA CHE CON IL COLPACCIO DELLA LIBERAZIONE DI 4 OSTAGGI IN MANO AD HAMAS, I DUE RINUNCIASSERO ALLE DIMISSIONI. E INVECE, RIMARRÀ SOLO CON L’ULTRADESTRA DI BEN GVIR E SMOTRICH. CHE GIÀ CHIEDONO DI ESSERE INCLUSI NEL GABINETTO CHE PRENDE LE DECISIONI CRUCIALI SU GAZA

Benny Gantz e Gadi Eisenkot

MO: SI DIMETTE DAL GABINETTO DI GUERRA ANCHE L'OSSERVATORE EISENKOT

(Adnkronos) - Si dimette dal gabinetto di guerra israeliano anche Gadi Eisenkot. L'annuncio del deputato di Unità nazionale, che ricopriva un ruolo di osservatore, arriva dopo quello del leader del partito Benny Gantz.

 

"Nonostante gli sforzi di molti, insieme a quelli del mio collega, al gabinetto da lei guidato è stato impedito per molto tempo di prendere decisioni determinanti, che erano necessarie per realizzare gli obiettivi della guerra e migliorare la posizione strategica di Israele", scrive l'ex capo di stato maggiore dell'Idf in una lettera al premier israeliano Benjamin Netanyahu. "Considerazioni esterne e politiche si sono infiltrate nelle discussioni pertanto, è ora di lasciare il governo", aggiunge Eisenkot.

 

benjamin netanyahu itamar ben gvir

BEN GVIR PRETENDE DI ENTRARE NEL GABINETTO DI GUERRA

(ANSA-AFP) - Il ministro israeliano per la Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir e leader dell'estrema destra ha chiesto di entrare nel gabinetto di guerra dopo l'uscita di Benny Gantz. "Ho chiesto al primo ministro di entrare nel gabinetto di guerra", ha dichiarato Ben Gvir in una lettera pubblicata su X. (ANSA-AFP).

 

NETANYAHU A GANTZ, 'NON ABBANDONARE LA BATTAGLIA'

(ANSA) -  Benyamin Netanyahu ha lanciato un appello a Benny Gantz a non lasciare il governo e a non abbandonare la battaglia. "Israele è in una guerra esistenziale su più fronti", ha scritto Netanyahu su X. "Benny, non è il momento di abbandonare, è il momento di unire le forze". Il premier ha promesso di andare avanti fino alla vittoria e al raggiungimento di tutti gli obiettivi, "in primo luogo il rilascio degli ostaggi e l'eliminazione di Hamas". Ed ha aggiunto: "La mia porta rimarrà aperta a qualsiasi partito sionista disposto ad assumersi l'onere e ad aiutare a raggiungere la vittoria sui nemici e a garantire la sicurezza dei cittadini".

 

GANTZ LASCIA IL GOVERNO. LE SEI RICHIESTE A NETANYAHU

Estratto dell’articolo di Micol Flammini per www.ilfoglio.it

 

itamar ben gvir e bezalel smotrich 8

Benny Gantz aveva già preso la decisione di andarsene  consapevole che il suo gesto, da solo, avrebbe cambiato di poco il futuro del governo di Benjamin Netanyahu. Aveva deciso di dimettersi nel momento stesso in cui, il 18 maggio, aveva lanciato un ultimatum, minacciando di lasciare il governo di unità nazionale se il premier non avesse adottato sei obiettivi: rilascio degli ostaggi, eliminazione di Hamas, smilitarizzazione della Striscia, ritorno dei cittadini nella Galilea bersagliata da Hezbollah entro il primo settembre,  normalizzazione con l’Arabia Saudita, leva obbligatoria per tutti gli israeliani.

 

Anche Gadi Eisenkot ha lasciato il gabinetto di guerra, il generale è alleato dell’ex capo di stato maggiore, la sua permanenza al fianco di Netanyahu era ormai incompatibile con la sua continua richiesta di elezioni.  Gantz sapeva quanto fossero ambiziose le sue richieste, […] conosceva pure la difficoltà del premier nel prendere qualsiasi decisione perché intrappolato in un rapporto scomodo con i suoi alleati di ultradestra, il ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir e il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich.

 

Netanyahu Benny Gantz Yoav Gallant

Netanyahu crede di poter controllare gli estremisti meglio dei politici di opposizione, rimane incollato alle minacce dei primi, muovendosi a ritmo di un conto alla rovescia inevitabile. Non sarà   Gantz a far cadere il governo, ma saranno argomenti che il governo non può non discutere: leva obbligatoria per tutti, condizioni dell’accordo con Riad, piano per il dopo guerra a Gaza.

 

Gantz ha chiesto elezioni anticipate,  sa quanto la sua presenza nel gabinetto di guerra fosse una sicurezza per gli israeliani, ha cercato di mostrare che la sua uscita dal governo non fosse un tradimento, ma il primo passo per vincere la guerra, per rifare il paese, istituire una commissione per stabilire cosa è accaduto il 7 ottobre e andare a votare.

 

BENNY GANTZ NEGLI USA

Mentre gli estremisti festeggiavano l’uscita di Gantz, convinti di poter mettere le mani sul gabinetto di guerra, è stato Netanyahu il primo a chiedere al suo ex ministro della Difesa di ripensarci: “Benny, ripensaci”.  I due si sono avvicinati, aiutati, osteggiati, allontanati, traditi innumerevoli volte. Gantz va, ma chi resta è tutt’altro che compatto e anche dentro al Likud, il partito del premier, c’è chi potrebbe abbandonare Netanyahu a breve: il suo ministro della Difesa, Yoav Gallant, sempre vestito di nero, senza sorrisi, non nasconde di non avere più nulla da condividere con il premier.  […]

Benny Gantz

 

 

E’ il tempo delle decisioni impossibili da rimandare per Netanyahu: rimanere o andare via; fare la legge sulla leva obbligatoria, come sarebbe necessario, oppure lasciare tutto com’è; accettare la normalizzazione con l’Arabia Saudita che prevede il futuro riconoscimento di uno stato palestinese oppure aspettare che le elezioni negli Stati Uniti portino una nuova Amministrazione pronta a rimettere in discussione l’accordo; organizzare di una commissione che indaghi sulle mancanze del 7 ottobre o attendere la fine di una guerra che potrebbe essere eterna.

 

itamar ben gvir e bezalel smotrich 7

Gadi EisenkotGadi Eisenkot e Benny Gantz

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