parigi - proteste nelle banlieue 2 coronavirus

“IL CROLLO DEL PETROLIO È UN TERREMOTO” - DALLE BANLIEUE PARIGINE AL MEDIO ORIENTE IL MONDO È IN EBOLLIZIONE. PRENDETE IL MALCONTENTO SOCIALE PER IL LOCKDOWN, AGGIUNGETECI IL CASINO DEI PREZZI DEL GREGGIO E AVRETE UNA BOMBA PRONTA A ESPLODERE – GILLES KEPEL: “IL TERRORISMO È VINTO, MA TEMO CHE RINASCA DALLE CENERI DEI PERDENTI”

 

 

parigi proteste nelle banlieue 1

1 - BANLIEUE, NUOVI ATTACCHI CONTRO I POLIZIOTTI E ORA SI TEME IL RAMADAN

Matteo Ghisalberti per “la Verità”

 

Una nuova miccia è stata accesa nelle banlieue francesi dopo un incidente che ha coinvolto un pirata della strada su due ruote e una pattuglia della polizia in borghese. Sabato sera a Villeneuve-la-Garenne - comune alle porte di Parigi al confine con il dipartimento della Seine-Saint-Denis - un pregiudicato trentenne, con un passivo di quattordici condanne per vari reati, ha compiuto una sorta di rodeo tra le vie cittadine senza casco a bordo di una moto da cross non omologata.

 

Una pattuglia della polizia ha cercato di fermare il centauro fuorilegge ma questi non ha rispettato l' ordine ed è andato a sbattere contro la portiera del veicolo, rischiando di ferire un poliziotto. La corsa del pirata della strada si è conclusa contro un palo e con il ferimento del motociclista.

 

parigi proteste nelle banlieue 3

Come indicato dalla polizia in un comunicato ufficiale, gli agenti hanno assistito immediatamente l' individuo perché «presentava una ferita emorragica e una frattura aperta del femore», poi lo hanno affidato alle cure del personale di soccorso che lo ha portato in un ospedale vicino.

 

islam in francia

L' incidente ha suscitato le ire di «una cinquantina di individui» che, spiega ancora la nota della polizia, hanno raggiunto il luogo dell' incidente e hanno preso di mira gli agenti con «lanci di oggetti». La situazione si è tranquillizzata verso mezzanotte. Tuttavia nuovi disordini sono stati registrati nella notte tra domenica e lunedì. Sempre a Villeneuve-la-Garenne, alcuni facinorosi hanno lanciato dei fuochi d' artificio contro i poliziotti che hanno dovuto ricorrere all' uso dei gas lacrimogeni.

 

islam in francia 1tracollo quotazioni brent

Nelle cittadine vicine di Nanterre, Gennevilliers e Rueil-Malmaison, sono state incendiate delle auto e dei cassonetti della spazzatura. L' avvocato del motociclista, Stéphane Gas, ha annunciato che il proprio cliente ha presentato una denuncia contro ignoti e che si è rivolto all' Igpn, l' organo di controllo interno della polizia francese. Due inchieste sono state invece aperte dalle forze dell' ordine. La prima, nei confronti del trentenne per aver fatto un «rodeo» e aver messo in pericolo la vita di altre persone. La seconda nei confronti degli individui presenti dopo l' incidente accusati di: oltraggio, minacce e insulti verso le forze dell' ordine.

gilles kepel 4

 

I disordini di Villeneuve-La-Garenne sono solo gli ultimi di una serie di episodi che hanno coinvolto le forze dell' ordine nelle banlieue francesi dopo l' inizio del confinamento. Già prima della pandemia, nei quartieri difficili delle città transalpine vigeva la legge delle bande degli spacciatori e degli islamisti. Ora la situazione si è fatta ancora più difficile perché il virus nato in Cina ha bloccato anche i business criminali. Gli spacciatori hanno sempre meno clienti e dato che nemmeno loro possono spostarsi la pax sociale inizia a scricchiolare.

 

A questo si aggiungono delle provocazioni da parte di alcune moschee denunciate, in una lettera aperta al ministro dell' Interno, da Marine Le Pen. A pochi giorni dall' inizio del ramadan, a Lione, Montpellier e in altre città sono riecheggiati gli appelli alla preghiera musulmana. Il ministro dell' interno Christophe Castaner ha minimizzato. D' altra parte, qualche settimana fa il suo segretario di Stato, Laurent Nunez, aveva detto ai prefetti che «il rispetto in certi quartieri delle chiusure dei negozi e del divieto di assembramenti, non è una priorità».

MACRON CASTANER

 

2 - GILLES KEPEL: GLI ISLAMISTI CAVALCHERANNO LE PROTESTE PER IL DISASTRO ECONOMICO

Francesca Paci per “la Stampa”

 

parigi proteste nelle banlieue

Nello spicchio di mondo che Gilles Kepel osserva, scendendo a fare la spesa per cucinare poi per la famiglia, c' è l' orizzonte parigino bloccato come ovunque dal Covid e c' è il futuro prossimo: quello in cui, dice il celebre islamologo francese, torneremo a preoccuparci del terrorismo di ieri. Con qualche differenza, perché, sia o meno la peste del nuovo Millennio, il virus ha terremotato anche la mezzaluna a Sud del Mediterraneo e l' Europa deve prepararsi alle scosse tellluriche in arrivo.

gilles kepel 5

 

Ci siamo barricati contro il terrorismo per scoprirci vulnerabili di fronte al nemico invisibile. Quando ci sentiremo più sicuri rispetto al virus dovremo tornare a guardarci dagli attentati?

«Siamo ancora totalmente concentrati sul Covid ed è normale, anche se bisogna ammettere che, trattandosi di un fenomeno nuovo, non abbiamo reagito proprio razionalmente.

 

All' inizio anche la minaccia jihadista era stata sottovalutata in Europa, si parlava d' islamizzazione della radicalità e di emarginazione dei giovani, finché i governi hanno realizzato che era vero il contrario e si sono rimboccati le maniche: abbiamo distrutto l' Isis con i bombardamenti e avviato una nuova politica nelle nostre carceri. La sfida contro il terrorismo è vinta. Per ora».

parigi proteste nelle banlieue 4

 

Teme l' agitazione sociale che accompagna, ad esempio, il lockdown in Tunisia e che potrebbe esplodere nella sponda Sud-Est del Mediterraneo dovunque la scelta sia tra morire di Covid oppure di fame?

«La congiuntura tra il virus e il crollo del prezzo del greggio investirà frontalmente l' Ue in generale e i Paesi affacciati sul Mediterraneo in particolare. Temo che il terrorismo rinasca dalle ceneri dei perdenti, anche in Europa. A conti fatti le classi medio-alte possono convivere con la quarantena, ma per le periferie del mondo, i sobborghi poveri, i migranti, per l' economia reale è una sciagura. A Tripoli, in Libano, si vive del guadagno quotidiano e non uscire significa non mangiare. Poi c' è il petrolio: da un lato la domanda cinese è crollata, dall' altro l' oro nero ha perso tre quarti del suo valore. A meno di 30 euro al barile, da 70 che erano a gennaio, i Paesi del Sud-Est del Mediterraneo non potranno più pagare sovvenzioni e stabilità sociale».

crollo del prezzo del petrolio

 

Pensa a nuove guerre?

tracollo petrolio wti

«È possibile, chi uscirà più forte da questa situazione ne approfitterà. In Iran la situazione è pesantissima: ci sono le sanzioni americane, c' è una forte presenza economica cinese e ci sono le autorità sciite che, nonostante il pericolo del contagio, hanno deciso di non vietare i pellegrinaggi esponendo la popolazione al massimo del rischio. Dalla debolezza dell' Iran potrebbe arrivare un attacco violento da parte dei vicini, Teheran potrebbe rilanciare il terrorismo di Stato. E la Siria? È una bomba a orologeria, con Putin che ha mandato respiratori alle zone sotto il controllo di Assad mentre quelle ribelli sono a zero. Ci sarà verosimilmente una nuova spinta di profughi verso la Turchia dove Erdogan, dopo aver purgato il partito, governa con la famiglia. La regione è pericolosissima».

parigi, scontri nelle banlieue 6

 

Crede che, come temono alcune intelligence, il jihad possa servirsi del virus?

«Per i terroristi il Covid è interessante, qualcuno crede di potersene servire per contagiare l' Occidente, ma non mi pare un fenomeno rilevante al momento. La vera arma da temere a breve è il malcontento sociale, nel Golfo, in Medio Oriente, in Libia, in Algeria: il crollo del petrolio è un terremoto».

 

La prima cosa che faremo quando potremo uscire sarà indossare l' elmetto?

«Ci sono due segni interessanti in controtendenza Da una parte la globalizzazione made in Cina è messa in discussione e, sebbene non si possa reimpiantare l' industria in Italia o in Francia, vedremo una rilocalizzazione nel Sud del Mediterraneo. Sta già accadendo.

parigi attentato in una banlieue 2

Mentre Pechino usava la produzione di mascherine per tenerci in ostaggio, alcuni Paesi come il Marocco si sono messi a produrre per esportare in Europa. È una grossa chance.

Sull' altro fronte c' è la religione: i Paesi sunniti hanno vietato la preghiera del venerdì e il pellegrinaggio alla Mecca per paura del contagio, è la prima volta. Cosa ne sarà della legittimità dei chierici, ostili alla chiusura? Come manterranno il loro potere senza la moschea? La situazione è fluida».

 

Regolarizzare i migranti «alla portoghese», come ipotizza di fare l' Italia, può disinnescare il potenziale disagio sociale post-Covid?

«Dipende. La massima vocazione dei migranti è regolarizzarsi, insediarsi, lavorare. Il rischio del cavallo di Troia c' è, l' abbiamo visto con il jihad in Francia, Belgio e Germania: ma il problema non è economico, è politico».-

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – DAJE E RIDAJE, CON CONTE IN MODALITÀ VENTRILOQUO DI TRAVAGLIO, CON I SONDAGGI CHE SPROFONDANO UN PD SUBALTERNO AL M5S SOTTO IL 20%, CON IL CAMPO LARGO RIDOTTO A UNO SPETTACOLO SEMPRE PIÙ UMILIANTE E GROTTESCO, ELLY AVRÀ PENSATO CHE ERA GIUNTA L'ORA DI FINIRLA: CARO GIUSEPPE, HA ROTTO IL CAZZO CON 'STE PROVOCAZIONI QUOTIDIANE SU EUROPA E UCRAINA, E SEMPRE CON QUEL TONETTO DA "PICCOLA, TORNA A PETTINARE LE BAMBOLE". ORA LA MISURA È COLMA: VEDIAMO CHI CE L'HA PIÙ LUNGO: “NEL PROGRAMMA UNO NON VALE UNO, IL PD HA IL DOPPIO DEI VOTI” - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE I NEURONI DI SCHLEIN FUORI DALLE SINAPSI È STATA LA DICHIARAZIONE DELL'AZZECCAGARBUGLI STELLATO: “ERO A FAVORE DI UN FEDERATORE NEL CENTROSINISTRA, MA MI È STATO DETTO DI NO”. UNA FRASETTA CHE HA STIZZITO OVVIAMENTE ELLY (MANCO NOMINATA), MA ANCHE GLI ESPONENTI DI SPICCO DEL VERTICE DEL M5S (IN PRIMIS, PATUANELLI), I QUALI DI UN EVENTUALE "TERZO UOMO" NON NE AVEVANO MAI SENTITO PARLARE - STASERA CONTE HA REPLICATO AL TURBO-VAFFA SPARATO DA ELLY FARFUGLIANDO LA SOLITA SUPERCAZZOLA CON SCAPPELLAMENTO NEL VUOTO DEI GAZEBO: "A QUESTO PUNTO NON CI SONO ALTERNATIVE ALLE PRIMARIE" (E LA GIOSTRA RICOMINCIA...) - VIDEO

sicilia toto cuffaro renato schifani gaetano armao geremia lombardo elvira amata gaetano galvagno

DAGOREPORT – IL TINTINNIO DI MANETTE FA TREMARE IL CENTRODESTRA SICILIANO IN VISTA DELLE ELEZIONI REGIONALI DEL 2027 – LA RICHIESTA DI ARRESTO PER L’EX VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE, GAETANO ARMAO, MARITO DELL’EX “ZARINA” GIUSI BARTOLOZZI, ACCUSATO DI CORRUZIONE, HA FATTO SCALPORE. MA LE ANTENNE DI DAGOSPIA IN SICILIA CI SEGNALANO CHE IL NOME PIÙ “PESANTE”, IN TERMINI POLITICI, TRA I NOVE COINVOLTI NELL’INCHIESTA È QUELLO DI GEREMIA LOMBARDO, NIPOTE DELL’EX GOVERNATORE RAFFAELE - LOMBARDO È DEPUTATO DELL’MPA E PRESIDENTE DELL’UFFICIO DI QUESTURA DELL’ASSEMBLEA REGIONALE, DA DOVE PASSANO LE DECISIONI SULLE SPESE – I GUAI GIUDIZIARI DEL CENTRODESTRA NELL'ISOLA NON RISPARMIANO FDI: SONO A PROCESSO PER CORRUZIONE L’ASSESSORE AL TURISMO, ELVIRA AMATA, E IL PRESIDENTE DELL’ARS GAETANO GALVAGNO – E ORMAI È FUORI DAI GIOCHI ANCHE TOTO’ CUFFARO...

report sigfrido ranucci giorgio mottola italo bocchino valter lavitola giorgia meloni - giampaolo rossi

DAGO-“REPORT” - MA LA RAI ALLA FIAMMA VUOLE VERAMENTE LIBERARSI DEL “SINISTRO” SIGFRIDO RANUCCI? – MESSO ALLO SPIEDO DA ANNI PER LE INCHIESTE DI “REPORT”, UNIDIREZIONALI CONTRO LA DESTRA DI GOVERNO, COME MAI L’AD DI TELE-MELONI, GIAMPAOLO ROSSI, NEL 2024 HA MANTENUTO NEL RUOLO DI VICEDIRETTORE AD PERSONAM L'''AMICO FRATERNO'' DI LAVITOLA? - MAGARI ROSSI NON VUOLE ESSERE ACCUSATO DI AVER EPURATO "IL PIÙ IMPORTANTE GIORNALISTA D'INCHIESTA DELLA TV PUBBLICA", BENCHE' SIA FINITO NEL VERMINAIO DEL PESCIVENDOLO DEL “CEFALÙ BISTROT’’? – SERPEGGIANO ALTRI RUMORS: ROSSI POTREBBE AVER RICEVUTO DIKTAT DA ALTRI PALAZZI A CUI RANUCCI, AL DI LÀ DELLE POLEMICHE E DELLE QUERELE, SERVE ED APPARECCHIA? – NON SOLO LAVITOLA: IL RAPPORTO AMICALE DI RANUCCI CON L'UBIQUO ITALO BOCCHINO - SALE IL CLIMA DI TENSIONE NELLA SQUADRA DI “REPORT” DOVE SONO IN MOLTI A CREDERE AL REINTEGRO DI “SIG”: E METÀ REDAZIONE È PRONTA A GIRARE I TACCHI…

roberto vannacci giannetta reggio calabria meloni salvini tajani occhiuto roscioli cannizzaro lotito

DAGOREPORT – LA CALABRIA NON È STATA LA SASSONIA, MA VANNACCI HA LANCIATO UN SASSO PESANTE – IL CENTRODESTRA HA AVUTO L’ORDINE DI ESULTARE PER LA VITTORIA DI FABIO ROSCIOLI ALLE SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA, EPPURE IL RISULTATO DI FUTURO NAZIONALE IN DOPPIA CIFRA HA SPIAZZATO LA MAGGIORANZA – L’OBIETTIVO ERA SUPERARE IL 60%, MA ROSCIOLI SI È FERMATO AL 51% IN UNA CITTÀ “BLINDATA” – L’11% DI GIANNETTA DIMOSTRA CHE L’EX GENERALE SI STA ORGANIZZANDO SUI TERRITORI, AGGIUNGENDO IL “VOTO STRUTTURATO” DEI CACICCHI LOCALI A QUELLO DI OPINIONE, CHE RIESCE A INTERCETTARE IN PRIMA PERSONA – A QUESTO PUNTO A GIORGIA INTERROMPERE L’ASCESA DI VANNACCI STA DIVENTANDO UN ROMPICAPO...

andrea stroppa elon musk beppe grillo

DAGOREPORT - PER CAPIRE IL SENSO DELL’INCONTRO TRA IL LUOGOTENENTE DI MUSK IN ITALIA, ANDREA STROPPA, E BEPPE GRILLO BISOGNA CAPIRE IL CONTESTO DELLA DESTRA “MAGA” – ARCHIVIATO IL TRUMPISMO, IN PATRIA THIEL E MUSK PUNTANO LE LORO FICHES SU JD VANCE. MA HANNO BISOGNO DI UNA RETE INTERNAZIONALE DI “SUPPORTO” – IL SUDAMERICA SE L’È INTESTATO THIEL (CHE FLIRTA CON L'ARGENTINO MILEI), MA L’EUROPA È TERRENO DI MUSK - IN GERMANIA IL FONDATORE DI TESLA HA TROVATO SODDISFAZIONE AIUTANDO I NEONAZISTI DI AFD - E IN ITALIA? DOPO IL ''TRADIMENTO'' SULL'AFFARE STARLINK DI MELONI, CON SALVINI ALLA FRUTTA E QUEL VANNACCI SU CUI ALEGGIANO DUBBI E SOSPETTI, ECCO CHE MUSK CHIEDE AL SUO REFERENTE STROPPA DI TASTARE IL TERRENO PER CAPIRE COME E QUANDO INTERVENIRE SULLO SCENARIO ITALIANO - ANCHE INCONTRARE QUEL VECCHIO GRILLO, CHE GRAZIE ALL'EMINENZA GRIGIA TECNO-VISIONARIA DI CASALEGGIO PORTO' IL M5S AL 33%, PUO' STIMOLARE QUALCHE IDEUZZA...

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO