andrea giambruno e giorgia meloni alla prima della scala 2022

“È CURIOSO CHE LE NOVITÀ IN TEMA DI PARITÀ DI GENERE ARRIVINO DA DESTRA” – MATTIOLI ANALIZZA QUEL PESCE LESSO DI ANDREA GIAMBRUNO, FIGURA QUASI INESISTENTE ACCANTO ALLA MELONI ALLA SCALA: “NON L’HA VISTO QUASI NESSUNO, DATO CHE È RIMASTO SEMPRE DUE PASSI DIETRO LA COMPAGNA, TIPO IL PRINCIPE FILIPPO CON LA REGINA ELISABETTA. ALLA SINISTRA È TOCCATO VEDERE IL COMPAGNO CHE ESPLETA LE SUE FUNZIONI DI FIRST GENTLEMAN, IN UN TOTALE RIBALTAMENTO DEI RUOLI TRADIZIONALI…”

Alberto Mattioli per “il Foglio”

 

andrea giambruno giorgia meloni prima scala 2022

Sì, c’era anche lui, in smoking d’ordinanza. E no, non l’ha visto quasi nessuno, dato che è rimasto sempre due passi dietro la compagna, tipo il principe Filippo con la Regina Elisabetta, anzi non l’ha nemmeno seguita sul tappeto rosso. Fra le tremila foto della serata sull’Ansa, di sue se ne trovano in tutto tre. Si parla, ovvio, di Andrea Giambruno, compagno di Giorgia Meloni, l’altra sera alla Scala per il doppio debutto, del Boris Godunov e di Giorgia in visita pastorale a teatro (“è la mia prima volta”, cinguettava lei. Ma a Sant’Ambroeus? Alla Scala? All’opera tout court? Boh).  E qui, francamente, tutto quadra sempre meno.

 

giorgia meloni andrea giambruno prima della scala 2022

Già la sinistra tutta chiacchiere e schwa si è dovuta sorbettare, come prima prima ministra donna della storia patria, una post-fascista o veteromissina o ur-sovranista o neopopulista, ma insomma sicuramente di destra-destra. Poi la detestata premier è anche giovane, anche se a 45 anni si è giovani solo in Italia (per dire: Musorgskij a 42 era già morto. Vero è che passava le notti a sbronzarsi come se non ci fosse un domani – e infatti non ci fu – anche se non di vodka come si potrebbe pensare ma di cognac. Lo chiamava “incognacarsi”).

 

giorgia meloni dominique meyer andrea giambruno prima della scala

Adesso le tocca anche vedere il compagno che espleta le sue funzioni di first gentleman accompagnandola al turno lusso della Scala dove tutti i flash sono per lei, in un totale ribaltamento dei ruoli tradizionali. Altro che Garbatella, è quel genere di coppia che si vede in Scandinavia, lei regina o prima ministra decisionista e super indaffarata e lui che continua a fare il suo mestiere, porta a scuola i pupi (ovviamente in bicicletta e senza scorta), e affumica pure l’aringa per la colazione di domani. Oppure, senza andare troppo in là, tipo Joachim Sauer, il marito onnipresente e muto di Angela Merkel, con l’unica differenza rispetto alla Meloni che la first Frau all’opera ci andava per piacere e non per dovere, e senza tanta polizia intorno

 

andrea giambruno e giorgia meloni alla prima della scala 2022

Tanto che una volta, nel corridoio centrale della Grosses Festspielhaus di Salisburgo, le assestai involontariamente una tremenda gomitata senza alcun intervento dei gorilla, anche perché non ce n’erano e se c’erano erano restati fuori dalla platea. Temo invece che la Meloni non sia una grande appassionata. Purtroppo, i cronisti che sono riusciti a intercettarla le hanno chiesto le solite banalità sulle proteste ucraine per l’opera russa, invece di domandarle a tradimento se preferisce l’ur-Boris del 1869 o il rifacimento del ’72 o l’ulteriore revisione del ’74, purtroppo rimasta allo stato di spartito canto e piano, dato che la vecchia cara orchestrazione di Rimskij-Korsakov non si porta proprio più e non si cita nemmeno volentieri, esattamente come certe simpatie meloniane per Trump o Putin, e neanche tanto antiche.

 

Non divaghiamo. La presidente se l’è cavata in generale benissimo, senza le paventate scivolate romane o magari romanesche ma senza nemmeno cercare di darsi un tono, diciamo buttandola più sul genere sorridente-divertito, so’ Gggiorgia, prendere o lasciare, in una serata non facile dove tutti l’aspettavano al varco, perché alla Prima della Scala Milano dà il meglio e il peggio di sé, che nel caso di questa città di finto understatement, com’è noto, coincidono. Il blu-notte griffato Armani scelto dalla Meloni, molto sobrio-chic, quindi milanesissimo, da very sciura, certo aiutava.

andrea giambruno giorgia meloni prima scala 2022.

 

Ma anche lui, diciamolo, ha fatto la sua parte, scegliendo la soluzione migliore: esserci ma non farsi quasi vedere, altrimenti chissà che pettegolezzi e velenosità di tutt* quell* della sinistra modello Bosco verticale ed encefalogramma piatto. E aggiungiamo pure che, in un ambiente come l’opera che definire gay-friendly è poco (diciamo che è più facile trovare un porcino in piazza Duomo che un etero con l’abbonamento alla Scala), anche il Giambruno è stato apprezzato, magari leggermente meno di Ildar Abdrazakov, l’ipercarismatico e ultratestosteronico protagonista del Boris, ma comunque molto.

 

Ora, posto che tutte le persone sensate rimpiangono la Prima Repubblica anche perché la vita privata dei suoi politici restava appunto tale, e delle first lady democristiane nulla si vedeva, nemmeno la faccia, e potevamo tranquillamente immaginarcele impegnate full time a crescere figli e recitare rosari, è curioso che nella Seconda le novità in tema di parità di genere arrivino proprio da destra. O forse è solo l’aggiornamento di quel che sosteneva Gianni Agnelli: in Italia soltanto la sinistra può fare una vera politica di destra. Verissimo, ma a patto di aggiungere che solo la destra riesce davvero a comportarsi da sinistra. 

andrea giambrunoandrea giambruno andrea giambruno al quirinale ANDREA GIAMBRUNO GIORGIA MELONIANDREA GIAMBRUNO CON ANELLONE AL DITO E BRACCIALI ALLA VOTAZIONE PER LA FIDUCIA ALLA CAMERA PER IL GOVERNO MELONI

Ultimi Dagoreport

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…