umberto galimberti

“GUARDIAMO GLI ALTRI E NOI STESSI SOLO SOTTO IL PROFILO DELL'UTILITÀ MA COSÌ L'UOMO SCOMPARE” - GLI 80 ANNI DI UMBERTO GALIMBERTI: “LA DOMANDA DI SENSO DELLA VITA SI È ACCENTUATA IN QUESTI ANNI: LO ABBIAMO CONFUSO CON LO SCOPO, CHE È CIÒ A CUI L'ERA DELLA TECNICA CI IMPONE DI MIRARE. E COSÌ DIVENTIAMO DEI FUNZIONARI DI APPARATO, DIMENTICHIAMO LA NOSTRA PARTE IRRAZIONALE, L'AMORE, LA FANTASIA, IL DOLORE, TUTTE COSE CHE PER LA TECNICA SONO PERICOLOSE - E’ TIPICO DELL'OCCIDENTE PENSARE CHE IL FUTURO SIA PER FORZA BENE E IL PASSATO SIA PER FORZA MALE. È UN'ILLUSIONE”

Simonetta Sciandivasci per “la Stampa”

umberto galimberti

 

Non è vero che la felicità è un momento, anche se lo diciamo tutti, con il sollievo mesto delle mezze vie, delle spiegazioni assolutorie. Non è vero che è un caso, che non richiede sforzo, che è una specie di grazia, un fatto di predestinazione.

 

È felice chi fa ciò per cui è nato: chi trova il proprio dàimon (il demone), il fuoco che l'accende, e lo realizza secondo misura, senza farsene sopraffare, rispettando i propri limiti. Così pensavano i greci e, come loro, Umberto Galimberti, che della disciplina necessaria alla ricerca di quel demone, il conoscersi, ha fatto uno dei punti cruciali del suo pensiero, della sua vita.

 

HEIDEGGER

Domani compirà ottant' anni, è tra i filosofi e psicanalisti italiani più noti del nostro tempo, ha scritto decine di libri, il primo quando era ancora un professore di filosofia di liceo, aveva ventisei anni, era il 1975. Si intitolava Heidegger, Jaspers e il tramonto dell'occidente, era lungo ottocento pagine. Lo chiamo per dirgli che vorrei intervistarlo, ride e mi domanda se il mio sia un «tentativo di necrologio anticipato». Finisce o comincia quasi tutte le risposte alle mie domande così: «Io sono greco, capisce perché sono greco?».

 

Se sa definirsi, significa che si conosce, e se si conosce, significa che è felice.

«Le dico chi sono: non un grande pensatore, ma uno che sa fare delle belle sintesi di pensieri che già esistono. Ero nato per questo? Credo proprio di sì. E allora sì, per come i greci intendevano la felicità, sono stato e sono felice».

 

Si è mai sentito smarrito?

umberto galimberti

«Mai. Proprio mai. Lo smarrimento nasce quando non raggiungi un obiettivo che ti proponi, e allora perdi la meta. Non ho mai desiderato niente: ho detto di sì alle offerte della vita. Quando mi sono laureato, sono andato a insegnare al liceo. Quando, dopo 15 anni, mi sono reso conto che io invecchiavo ma gli studenti avevano sempre la stessa età, sono andato da Emanuele Severino, il mio maestro, e gli ho chiesto se ci fosse posto per me in università. Ho fatto un concorso, l'ho vinto, ho cominciato ed è diventata la mia vita, senza che ci avessi puntato».

ragazzina depressa

 

Ma non viviamo per uno scopo, per un obiettivo?

«Viviamo per un senso, e la domanda di senso si è molto accentuata in questi anni: lo abbiamo confuso con lo scopo, che è ciò a cui l'era della tecnica, il nostro tempo, ci impone di mirare. E così diventiamo dei funzionari di apparato, dimentichiamo la nostra parte irrazionale, e tutto ciò che irrora: l'amore, la fantasia, il dolore, tutte cose che per la tecnica sono pericolose, e che però sostanziano l'essere umano».

 

Non vede un tentativo sempre più forte di smarcarsi da quella vita da funzionari?

«Può darsi, ma accade spesso per rassegnazione. Il futuro non è più una promessa: è diventato una minaccia o, se vogliamo essere più gentili, qualcosa di imprevedibile: non retroagisce più con la motivazione.

 

UMBERTO GALIMBERTI

Ecco perché tanti ragazzi si domandano: perché mai dovrei studiare? A che serve? Sono convinto che quelli che si drogano lo facciano per anestetizzarsi dall'angoscia che deriva loro dal guardare al futuro. È l'ospite inquietante del nichilismo, quello è inutile mettere alla porta perché già da tempo si aggira per la casa, e che non ci resta che guardare bene in faccia».

 

Cosa vede se lo guarda bene in faccia?

«Vedo che le persone soffrono e, quando le ascolto, mi dicono tutte la stessa cosa: si percepiscono come funzionari di apparato. Capiscono che la loro responsabilità non è in quello che fanno ma è nell'osservanza perfetta degli oneri imposti loro dall'apparato. È una responsabilità esclusivamente verticale, ed è quella inaugurata dal nazismo. Quando Gitta Sereny chiese a Franz Stangl, capo del campo di Treblinka, in Polonia, cosa avesse provato, lui non rispose, e lei glielo chiese decine di volte, finché lui non disse: non ero incaricato di provare qualcosa, ma di far funzionare il sistema.

campo di sterminio a treblinka

 

Era un perfetto funzionario. Come noi, che infatti veniamo continuamente sondati da algoritmi che non ci dicono chi siamo, ma a cosa serviamo. Guardiamo gli altri e noi stessi solo sotto il profilo dell'utilità, ed è così che l'uomo scompare».

 

Sa che la maggior parte di articoli che parlano di lei cominciano con "Come si fa a"? La filosofia non dovrebbe creare il problema anziché risolverlo?

«È un grosso equivoco, e infatti io non rispondo mai, nemmeno nella mia rubrica su D di Repubblica: se mi viene posto un problema, lo amplifico, perché sì, La filosofia irrobustisce le domande, più che fornire risposte. Heidegger diceva che le risposte chiudono la domanda, che quindi deve essere ampliata».

UMBERTO GALIMBERTI

 

Perché ha portato in Italia la consulenza filosofica?

Perché si ammalano i corpi, la mente, ma pure le idee. E più si ammalano e peggio ci comportiamo. Allora, parlare con un filosofo, che per mestiere ragiona sul senso delle cose, può aiutare a sanarle».

 

La provoco: lussi da occidentali.

«Astrazioni. Ma le astrazioni sono l'invenzione occidentale per eccellenza. Con la parola albero noi indichiamo tutti gli alberi del mondo, che pure sono diversi, ma noi prescindiamo dalla loro forma sensibile e badiamo all'idea.

 

beethoven

Gli orientali invece badano all'unicità e alla singolarità: per loro esiste quell'albero preciso, unico e insostituibile, così come per un bambino è unico e insostituibile il suo orsacchiotto. Ecco perché io non credo che occidente e oriente siano contrapposti: credo semplicemente che l'uno, l'oriente, sia la preistoria dell'altro, l'occidente».

 

Esiste ancora l'identità occidentale?

«Certo. L'America ce l'ha».

 

E l'Europa?

«Certo. La cultura. Noi ascoltiamo Beethoven, leggiamo romanzi francesi, studiamo Kant. Da sempre».

UMBERTO GALIMBERTI

 

Ma?

«Ma a livello politico non siamo che una sommatoria di stati, impigriti dal potere degli Stati Uniti. Per questo temo che alla fine di questa guerra si configurerà una nuova Yalta: Russia e Cina si spartiranno le aree di influenza. E noi, che non ci siamo dotati nemmeno di un ministero degli Esteri, non potremo che subire».

 

Che pessimismo.

«Vede, questo è tipico dell'occidente: pensare che il futuro sia per forza bene e il passato sia per forza male. Anche il cattolicesimo, il marxismo e la scienza hanno sempre creduto che andando avanti l'uomo non potrà che progredire. È un'illusione, e mi sembra che la dimostrazione sia sotto i nostri occhi».

 

Mi descrive il suo migliore amico?

«Non ho amici. L'amicizia non mi ha mai interessato, trovo che sia una forma decaduta dell'amore».

karl marx 1

 

E cos'è l'amore?

«Follia. E dualità. Noi viviamo la singolarità o la pluralità, per questo non sappiamo più amare».

 

Il suo più grosso limite?

«Non riesco a seguire la trama di un film. Quando ne guardavo alla tv con mia moglie, aspettavo la pubblicità così che lei potesse spiegarmi cosa fosse successo. L'ultima volta che sono andato al cinema era il 1960».

 

A vedere?

«La dolce vita. Mica male».

ragazzi depressi

Ultimi Dagoreport

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...