stefani sandrelli

“HO DUE RISPARMI PER LA VECCHIAIA, NON VORREI DOVER BUSSARE AI MIEI FIGLI” – LA QUARANTENA DI STEFANIA SANDRELLI CHE RAMMENDA LE TUTE SCUCITE, SI FA UNA “BALLATINA” PER STACCARE UN PO’ E PENSA AL FUTURO: “SONO SEMPRE STATA AUTONOMA, AMO METTERE LE BUSTE CON I SOLDINI PER I NIPOTI. C'È CHI HA PIÙ BISOGNO, MA IO HO BISOGNO DI LAVORARE PER VIVERE E HO PERSO TRE LAVORI...” - FOTO PICCANTINE

Arianna Finos per “la Repubblica”

 

stefania sandrelli

Stefania Sandrelli, 73 anni, vive l'emergenza nella sua casa romana «che è cresciuta insieme a me e mi somiglia». Il suo volto ieri sera, proiettato sulle facciate dei palazzi in molte città, è il simbolo delle attrici premiate ai David di Donatello e celebrate dall' iniziativa #Cinemadacasa. «Mi emoziona, un atto d' amore verso il mio povero e amatissimo cinema, una creatura che ha accompagnato la mia vita e che sta subendo un colpo mortale, ma che spero resisterà».

 

stefania sandrelli

Ha avuto 11 candidature e 4 David, uno alla carriera.

«Sì, le prime con Monicelli e Speriamo che sia femmina, la mia Lolli Samuelli era una donna un po' emarginata, mi piaceva moltissimo. E poi con La famiglia, forse il più bello di Scola».

 

Il premio da protagonista però con una regista: "Mignon è partita" di Francesca Archibugi.

«Sono orgogliosa del suo film d' esordio. Leggendo la sceneggiatura con i miei occhiali da miope non riuscivo ad andare avanti per quanto piangevo. Fu un set pieno di passione e pochi mezzi. Un truccatore famoso mi disse "a Stefa', dove m' hai portato?". Ricordo fantastiche merende e un' atmosfera sospesa».

stefania sandrelli giovanni soldati foto di bacco

 

Ha vinto anche con "L' ultimo bacio" di Gabriele Muccino.

«Lo considero uno dei registi più rappresentativi del nostro Paese, penso che tutti gli italiani abbiano visto quel film. A causa dell' emergenza non ho fatto in tempo a vedere Gli anni più belli».

 

È ispirato a "C'eravamo tanto amati".

«Film faticosissimo, pieno di scene notturne. Persino io, giovane e forte, vacillavo. Eppure ero abituata a tirate di 16 ore, noi Sandrelli siamo una famiglia di lavoratori. Ma c' era la sensazione che stavamo facendo un grande film».

giovanni soldati stefania sandrelli foto di bacco

 

Come vive queste settimane?

«Tra alti e bassi. Sono una da testa per aria e piedi per terra, ma ora è difficile. Spero che quel che succede non sia vano, che ci indichi un futuro migliore».

 

Lei è sopravvissuta all' Asiatica del 1956.

«Un ricordo brutto, l' avevo quasi rimosso, mi è tornato in mente in questi giorni. Ci ammalammo tutti, mia madre, il mio patrigno, mio fratello e la domestica. Ci aiutava il medico di famiglia, un coraggioso, non c' erano guanti e mascherine.

NICKY PENDE STEFANIA SANDRELLI

Malgrado la febbre altissima e i mal di testa, facevamo i turni per i letti, la pulizia. Ci salvava l' ironia da toscanacci, io e mio fratello scherzavamo dei nostri acciacchi.

 

Oggi dico a figli e nipoti: sono qui viva e vegeta, per dare loro coraggio e speranza. È brutto vedere in tv la gente che soffre. Gli anziani mi sono sempre stati nel cuore, mamma raccontava che da bambina volevo portare a casa ogni vecchino incerto che incontravamo per strada».

nicky pende stefania sandrelli

 

Come passa il tempo?

«Ho tanti libri in un contenitore di rame. Sarebbe il momento migliore per leggerli ma a deconcentrarmi arriva la paura del virus. Temo per me, per la famiglia, per la gente che non riesce a mangiare. È terribile».

 

Cos' ha imparato di nuovo?

«Vivo quasi tutta la giornata in tuta. Ne ho cinque ma a forza di metterle si sono scucite e ho imparato a fare rammendi da sarta, accomodo tutto, chiedo a Gianni (Soldati, il suo compagno, ndr) "ti si è tolto il bottone: te lo cucio?" Mi rilassa».

stefania sandrelli

 

Cucina?

«Stuzzico. Ho scoperto le friselle, con i pomodori e l' olio d' oliva sono la mia cena. Sgranocchiarle mi dà gusto e un po' di sfogo. A volte dico "Giovanni, non è che mi salta un dente?" Ho ancora tutti i miei...».

 

Le donne si ammalano meno degli uomini.

«Lo so perché seguo la meravigliosa scienziata Ilaria Capua, non è una di quei virologi che hanno bisogno di incutere terrore. È stata la prima a dire che per le donne è meno facile essere contagiate».

 

AMANDA E STEFANIA SANDRELLI

Cosa le manca di più?

«Le mie cinque meraviglie, i miei nipoti. Non sono tecnologica, avrò fatto quattro videochiamate in cui cerco di farli ridere, ballo, faccio la matta, un modo per prendere le distanze dalla paura. Non posso mettermi a frignare ma se vedo la mia nipotina, sei anni ad agosto, non riuscirei a trattenermi. Sento tutti i giorni mia figlia Amanda, la mia consolazione. Una gran donna, non so come riesca ad avere sempre la parola giusta per tutti».

stefania sandrelli (1)

 

In questi giorni pensa al passato o guarda al futuro?

«Mi vorrei preparare al futuro, faccio tutto in quest' ottica. Mi informo ma poi mi costringo a staccare. Faccio la mia ballatina per muovermi un po', il cd con il meglio di Paul Anka, canzoni che mi mandano in estasi.

stefania sandrelli photo by gianfranco salis

 

Canto a squarciagola con lui le mie preferite, Crying in the wind, Dont' ever leave me, le vecchie Diana, You are my destiny su cui facevo pattinaggio da ragazzina».

 

Ama molto la sua casa.

«La mia tana. Mi spiacerebbe doverla cambiare: lei non ci crederà, ma io ho bisogno di lavorare per vivere. Per carità, non mi lamento, c' è chi ha più bisogno. Ma non sono una adolescente, ho appena perso tre lavori. Ho due, ma proprio due risparmi per la vecchiaia, ancora lontana.

 

bernardo bertolucci e stefania sandrelli

Non vorrei dover bussare ai miei figli, sono sempre stata autonoma, amo mettere le buste con i soldini per i nipoti. Vorrei la tranquillità di una vita piacevole, con piccole gioie».

 

La prima cosa che farà quando si potrà uscire?

locandina de il conformista

«Vorrei vedere la mia famiglia ma è dura perché so che non potrei abbracciarli, baciarli. Ecco, mi spiace che ora piango, ma non sono tristissima, è solo commozione.

Prego perché trovino una cura. E poi vorrei tornare sul set. Perché dopo cento film la mia passione per il cinema è rimasta intatta».

stefania sandrelli e sharon stone (2)stefania sandrellistefania sandrelli giovanni soldatistefania sandrelli 4stefania sandrellisaverio ferragina stefania sandrellistefania sandrelli e andrea delogustefania sandrelli andrea delogu fabrizio biggio marco giusti roberto d agostino (1)stefania sandrelli giovanni soldatistefania sandrelli

Ultimi Dagoreport

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE OGNI CERTEZZA: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI