carabinieri piacenza

“HO FATTO UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE” - LE CONVERSAZIONI DEI CARABINIERI ARRESTATI A PIACENZA - IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA DI UNO DEGLI INDAGATI CHE, PER FARSI CONSEGNARE UN'AUTO, ERA ENTRATO IN UNA CONCESSIONARIA PICCHIANDO UNO DEI DIPENDENTI, DOPO AVERE SFASCIATO IL COMPUTER. “HAI PRESENTE GOMORRA? È STATO UGUALE E IO CI SGUAZZO IN QUESTE COSE. TU DEVI VEDERE GLI SCHIAFFONI CHE GLI HA DATO!” - I RICATTI AI PUSHER, LE BOTTE IN CASERMA, FALSE CERTIFICAZIONI, FESTINI CON LE ESCORT NELL'UFFICIO DEL COMANDANTE…

1 - «FACCIAMO COME GOMORRA TANTO SIAMO TROPPO IN ALTO A NOI NON POSSONO ARRIVARE»

Valentina Errante per “il Messaggero”

 

«Ti devo raccontà quello che ho combinato, ho fatto un'associazione a delinquere ragazzi! Che se va bene... ti butto dentro, al livello di guadagno». Sono 75mila le conversazioni intercettate che raccontano il delirio di onnipotenza dei carabinieri finiti in manette. In «poche parole abbiamo fatto una piramide - diceva l'appuntato Giuseppe Montella parlando con i colleghi - sopra ci siamo io, tu e lui, siamo irraggiungibili». I toni delle conversazioni sono quasi surreali, tanto che il gip definisce quella degli indagati una «realtà quasi onirica».

I CARABINIERI DI PIACENZA E LA FOTO CON UNO SPACCIATORE

 

SPACCIO IN LOCKDOWN

 Il 19 marzo, davanti alla caserma, in pieno lockdown, uno dei pusher del gruppo riceve l'autorizzazione a spostarsi con il timbro dei carabinieri. Deve andare a rifornirsi a Milano. «Tu prendi questo, tanto c'ho messo il timbro. Tu lo compili e là sotto scrivete il nome».

 

COME GOMORRA

È uno degli indagati che racconta, in preda a una sorta di esaltazione, come avesse agito per farsi consegnare un'auto all'interno di una concessionaria. Era entrato immobilizzando tutti e aveva picchiato uno dei dipendenti, dopo avere sfasciato il computer. «Hai presente Gomorra? Le scene di Gomorra. È stato uguale e io ci sguazzo in queste cose. Tu devi vedere gli schiaffoni che gli ha dato!». Ma una delle immagini più incredibili nelle quali gli inquirenti si sono imbattuti è stata la foto postata sui social network da uno dei presunti spacciatori arrestati: con lui ci sono due carabinieri, finiti ieri in manette, e un'altra persona coinvolta nell'inchiesta: mostrano orgogliosamente delle banconote.

I CARABINIERI DI PIACENZA E LE BOTTE A UN PUSHER

 

VENDI QUESTA ROBA

L'organizzazione degli affari passava attraverso i ricatti ai pusher. In una conversazione intercettata, un militare racconta al collega come gestire lo spaccio «Abbiamo trovato un'altra persona che sta sotto di noi. Questa persona qua va tutti da questi gli spacciatori». E spiega che avvertirà i pusher dicendo: «Guarda, da oggi in poi, se vuoi vendere la roba vendi questa qua, altrimenti non lavori! La roba gliela diamo noi! Poi loro, a loro volta, avranno i loro spacciatori quindi è una catena che a noi arriveranno mai».

 

LE BOTTE

I pestaggi avvenivano nella caserma. I pusher che non si adeguavano alle regole e a cedere una parte dei proventi o della droga venivano picchiati. «Ragazzi, prendetegli lo scottex che abbiamo nella palestra così si pulisce». I fatti risalgono al 27 marzo 2020. Un uomo è a terra, come mostrano le immagini agli atti dell'inchiesta. Al suo fianco c'è una pozza di sangue. È uno dei tanti episodi che si sarebbero consumati nella caserma Levante. In un altro caso, l'8 aprile scorso, uno dei militari colpisce un presunto pusher, dicendogli che quello sarebbe stato solo il primo schiaffo: «Allora tu non hai capito che qua non comandi un ca..., questo è il primo della giornata, siediti là e non rompere i co..., se trovo qualcosa a casa sono mazzate per te».

I CARABINIERI DI PIACENZA E GLI ORDINI PER LA DROGA

 

LA GRIGLIATA

Il giorno di Pasqua, mentre l'Italia è blindata, uno dei militari fa un grigliata nella sua villa. Le foto sui social lo immortalano con le bottiglie di champagne in mano. I colleghi della stazione ricevono una segnalazione da una vicina che denuncia l'assembramento. Parte una pattuglia. La conversazione intercettata dopo il controllo è agli atti dell'inchiesta. «La pattuglia te l'ho mandata perché non sapevo che era casa tua», dice il militare che si presenta nella villa di Montella. «Voglio capire un attimo se è la mia vicina, giusto uno sfizio che mi volevo togliere», replica il carabiniere. «Te la faccio sentire abusivamente, non ti preoccupare», la risposta del collega del 112.

 

2 - BOTTE, ESCORT E CHAMPAGNE "A NOI NON ARRIVERANNO MAI"

Fabio Poletti per “la Stampa”

 

Non si può dire che l'appuntato Giuseppe Montella detto Peppe, 37 anni tra 4 giorni, non avesse le idee chiare: «Tu vai sulla grossa quantità, sulla piccola quantità non guadagni un cazzo...». Ci sono 75 mila intercettazioni così, tra gli Scarface dell'Arma dei carabinieri di Piacenza, rasi al suolo dopo 3 anni in un'inchiesta senza precedenti. Si sentivano invincibili, sventolavano banconote e bottiglie di champagne. Il gioco era facile. I pusher avversari venivano illegalmente arrestati, la loro merce «sequestrata» e poi rivenduta dal clan dei Giardino. Peppe il carabiniere spiegava facile il modus operandi della banda: «Se vuoi vendere la roba vendi questa qua, altrimenti non lavori! E la roba gliela diamo noi... Quindi è una catena che a noi arriveranno mai!!!».

piacenza carabinieri

 

Quanta droga, soprattutto hashish, abbiano smerciato in tre anni, non si sa. In un'altra intercettazione Daniele Giardino, il pusher con cui erano in affari, racconta di una partita sostanziosa: «È micidiale sta roba quando si scalda... minchia però è morbida... Tre chili e quattro...». Il carabiniere Giuseppe Montella è più che soddisfatto: «Una già l'ho venduta e già c'ho pure i soldi...».

 

La merce rubata ai pusher e da rimettere sul mercato un carabiniere la teneva nel garage di casa. La caserma Levante serviva però a tante cose. Anche per un festino con un paio di escort, addirittura nell'ufficio del comandante Marco Orlando finito agli arresti domiciliari. Certo non è un reato ma come scrive il giudice Luca Milani è un altro significativo elemento della condotta totalmente priva di ogni freno dei carabinieri arrestati: «Traspare ancora una volta il totale disprezzo per i valori della divisa indossata dagli indagati».

 

piacenza carabinieri

Reati, e tra i più gravi di quelli contestati, ci sono le percosse e le torture a cui venivano sottoposti i pusher ai quali andava rubata la merce da fare poi avere ai propri referenti. Il 27 marzo avviene un pestaggio particolarmente brutale di un egiziano. Le foto mostrano larghe chiazze di sangue sul selciato, mentre l'uomo è a terra ammanettato. Nelle intercettazioni si sente parlare in napoletano stretto: «Ragazzi prendetegli lo Scottex che abbiamo nella palestra così si pulisce!».

 

I pestaggi sono così violenti che ogni tanto hanno pure paura di avere esagerato. Dice un carabiniere dopo aver massacrato di botte un nigeriano: «Quando ho visto quel sangue per terra, ho detto: "Mo' l'abbiamo ucciso"...». Non è vero, ma basta questo per parlarne alla fidanzata, come se fosse un lavoro faticoso: «Mamma mia quante mazzate ha pigliato... Colava il sangue, il sangue gli colava da tutte le parti... Sfasciato da tutte le parti, non parlava... Credimi che ne ha prese, ne ha prese...».

 

piacenza carabinieri

L'8 aprile nelle intercettazioni ambientali si sente un pusher albanese pesantemente percosso. I carabinieri lo minacciano di andare avanti a oltranza a colpirlo con ogni mezzo: «Allora tu non hai capito che qua non comandi un cazzo, non hai capito un cazzo allora... Questo è il primo della giornata ok?».

 

A rovinare gli affari ci può essere solo il lockdown dovuto alla pandemia. Lodi è tra le province più colpite. Codogno è a pochi chilometri. Gli spacciatori non sanno come far arrivare la merce a Milano. I carabinieri preparano false certificazioni per consentire ai galoppini di muoversi liberamente: «Vabbò senti a me ascolta me, tu prendi questo tanto ho messo il timbro. Tu te lo compili e lo sottoscrivete...».

 

Soldi, sempre più soldi. Quanti ne siano transitati sui 23 conti correnti ora sotto sequestro bisogna ancora capirlo. In compenso c'è una lista lunga così di Bmw, Porsche e moto Yamaha e di altre marche prestigiose, che il clan dei carabinieri comperava e rivendeva. Siccome i soldi non bastavano mai avevano trovato il modo di fare «pressione» su un concessionario di auto del trevigiano per ottenere un'Audi a prezzo stracciato, un terzo di quello di listino. Si vanta un carabiniere del brutale pestaggio: «Sono entrato attrezzato (con la pistola di ordinanza, ndr)... Uno si è pisciato addosso, nel senso proprio pisciato addosso... L'ho fracassato... Aveva un Mac e gliel'ho distrutto... E sai cosa ha fatto? Ha messo la targa di prova e ci siamo portati l'auto a Piacenza... Tu devi vedere gli schiaffoni che gli ho dato». -

piacenza carabinieri

 

Ultimi Dagoreport

meloni giuli buttafuoco venezi biennale

DAGOREPORT! LA MELONA È INCAZZATISSIMA CON PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PRESIDENTE DELLA BIENNALE. LA MINCHIATA DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO HA MESSO IN GROSSA DIFFICOLTÀ LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CON LA CORRENTE PRO-UCRAINA DEI CAMERATI D’ITALIA CAPEGGIATA DALL’EMINENZA DI PALAZZO CHIGI, GIOVANBATTISTA FAZZOLARI (CONIUGATO CON UNA SIGNORA UCRAINA) – L’UNIONE EUROPEA HA REVOCATO I DUE MILIONI DI FINANZIAMENTO ALLA RASSEGNA. E LA DUCETTA SI È RITROVATA GETTATA NEL "BUTTAFUOCO INFERNALE" DIVENTATO BANDIERA DELLA SINISTRA (ALTRO CHE ALFIERE DELL’EGEMONIA DELLA DESTRA) - LA BATOSTA PER LA DUCETTA E’ POLITICA: I SONDAGGI DANNO PERSO IL COMUNE DI VENEZIA CHE, DOPO IL CASO BEATRICE VENEZI, SI RITROVA SPUTTANATA LA SUA BIENNALE (LA CITTÀ DEL DOGE HA SEMPRE VOTATO A SINISTRA FINO ALL’ARRIVO DI BRUGNARO) - ORA CHE SI FA? ALLA VERNICE DEL 5 MAGGIO CI SARA’ ANCORA BUTTAFUOCO, CHE NON INTENDE RASSEGNARE LE DIMISSIONI. DOPO IL BUCO NELLA LAGUNA DEGLI ISPETTORI DI GIULI, A RIMUOVERE IL RIBELLE SICULO CI PENSERA', DOPO IL 5 MAGGIO, IL BUON FAZZOLARI - LA LETTERA A BUTTAFUOCO CON L'ELENCO DEGLI ARTISTI RUSSI IN CARCERE...

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…

triennale giuli la russa trione beppe sala

DAGOREPORT: HABEMUS "TRIONNALE"! - DOPO AVER BUTTATO-AL-FUOCO LA BIENNALE, IL MINISTRO GIULI-VO ORA SI È FATTO BOCCIARE DAL SINDACO DI MILANO LA SUA CANDIDATA ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FACENDOSI IMPORRE VINCENZO TRIONE, STORICO E CRITICO D’ARTE, COAUTORE CON LA PENNA ROSSA DI TOMASO MONTANARI DI UN LIBRO INTITOLATO “CONTRO LE MOSTRE” (QUELLE FATTE DAGLI ALTRI) - SEGNALE POCO GIULI-VO PER I CAMERATI ROMANI DELLA MELONI IL VIA LIBERA SU TRIONE CHE AVREBBE DATO IGNAZIO LA RUSSA, “PADRONE” DI MILANO E DINTORNI (VEDI CIÒ CHE SUCCEDE ALLA PINACOTECA DI BRERA BY CRESPI) - FORZA ITALIA È RIUSCITA A FAR ENTRARE, DIREBBE MARINA B. ‘’UN VOLTO NUOVO’’: DAVIDE RAMPELLO CHE DELLA TRIENNALE È GIÀ STATO PRESIDENTE UN’ERA GEOLOGICA FA…

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)