ciro grillo, edoardo capitta, vittorio lauria e francesco corsiglia stupro

“HO UN PROBLEMA: MI PIACE CONOSCERE I RAGAZZI IN DISCOTECA” – LE CHAT DELLA RAGAZZA CHE ACCUSA CIRO GRILLO E I SUOI AMICI DI AVERLA VIOLENTATA NEL 2019, DOPO UNA SERATA AL "BILLIONAIRE" DI BRIATORE, IN SARDEGNA - DOMANI I QUATTRO RAGAZZI POTREBBERO PRESENTARSI IN TRIBUNALE PER RILASCIARE DICHIARAZIONI SPONTANEE AL GIUDICE - IL DISCORSO DELLA PRESUNTA VITTIMA: "IN QUEL MOMENTO PER LORO ERO UN OGGETTO. LORO SENTIVANO DI..."

1-PROCESSO GRILLO JR: APERTA NUOVA UDIENZA, ASSENTI GLI IMPUTATI

ciro beppe grillo

(ANSA) - Nessuno dei quattro imputati per il presunto stupro di gruppo che sarebbe avvenuto la notte tra il 16 e il 17 luglio del 2019 a Porto Cervo ai danni di una studentessa italo norvegese, è presente oggi a Tempio Pausania, dove è ripreso il processo a porte chiuse nei confronti di Ciro Grillo, figlio di Beppe, e di tre suoi amici genovesi, Francesco Corsiglia, Vittorio Lauria ed Edoardo Capitta.

 

A quanto si apprende, i ragazzi sono comunque in Gallura e solo domani decideranno insieme ai loro avvocati se presentarsi in aula per rilasciare spontanee dichiarazioni. Tutto dipende dall'andamento dell'udienza di oggi.

 

Edoardo Capitta e Vittorio Lauria al Tribunale di Tempio Pausania

La prima incombenza del tribunale è quella di incaricare un esperto per la traduzione e la trascrizione di una lunga conversazione via chat in lingua inglese intercorsa tra la studentessa e una sua amica norvegese nel 2018, un anno prima dei fatti contestati ai quattro, nella quale la giovane si sarebbe confidata e avrebbe ammesso di avere un "problema": "mi piace conoscere i ragazzi in discoteca", senza però poi essere interessata ad avere con loro dei rapporti.

 

Saranno poi ascoltati due periti di parte civile, il medico legale Marco Salvi e un consulente psichiatra. Il primo è chiamato a indicare in quali condizioni fisiche avrebbe dovuto trovarsi la presunta vittima in quella notte di luglio di cinque anni fa, durante la quale lei sostiene di aver assunto un ingente quantitativo di alcol.

 

2-PROCESSO CIRO GRILLO, OGGI PARLANO I QUATTRO IMPUTATI. IL PADRE DI UNA DELLE VITTIME: «HA AVUTO ATTACCHI DI PANICO, DIFFICOLTÀ RESPIRATORIE»

Estratto dell’articolo di Giusi Fasano per www.corriere.it

 

Francesco Corsiglia al tribunale di TEmpio Pausania

Cinque anni dopo i fatti, oggi tocca a loro venire in aula, nel tribunale di Tempio Pausania, a spiegare che cosa accadde la mattina del 17 luglio 2019 a Cala di Volpe, in Costa Smeralda. «Loro» sono i quattro ragazzi imputati dell’ormai noto «caso Grillo». Reato: violenza sessuale di gruppo. Sott’accusa il figlio di Beppe Grillo, Ciro, e i suoi amici Edoardo Capitta, Vittorio Lauria e Francesco Corsiglia. Due le ragazze che li chiamano in causa: Silvia e Roberta, come le abbiamo sempre chiamate anche se non sono i loro nomi reali.

 

I fatti, dicevamo. Quel luglio di cinque anni fa tutti i protagonisti di questa storia erano in vacanza in Sardegna: le due ragazze in un B&B e i ragazzi nella casa di vacanza della famiglia Grillo. Si conoscono fra musica e champagne al Billionaire di Briatore, bevono qualcosa assieme e a notte fonda decidono di spostarsi a casa del gruppo di amici, a Cala di Volpe. È lì, quando ormai è la mattina del 17, che Silvia racconta di essere stata violentata. “Da tutti”, dice all’amica Roberta quando la sveglia in lacrime.

 

il video di ciro grillo e vittorio lauria con la ragazza che dorme 2

Roberta era sul divano che dormiva. Non ha visto né sentito niente. Ma saprà molto tempo dopo di essere finita anche lei nei progetti a sfondo sessuale dei quattro perché agli atti dell’inchiesta saranno allegate delle fotografie che la riguardano: sono tre dei quattro ragazzi che si auto-immortalano mentre sono alle prese con pose indecenti accanto a lei che dorme. Immagini sufficienti per un secondo capo di imputazione con lei come parte lesa.

 

Le ragazze, i loro amici, i loro genitori e molti altri testi chiamati in aula dal pubblico ministero Gregorio Capasso (che guida la procura di Tempio) sono già stati sentiti nei mesi scorsi. Oggi invece tocca a loro, agli imputati. […]

 

Il processo, lo ricordiamo, è a porte chiuse. Il resoconto dettagliato di quel che accade in aula è però nei verbali d’udienza. In una delle ultime tappe in aula è stato sentito il padre di Roberta. E ha ricordato i mesi difficili della figlia, che aveva a lungo taciuto tutto ai genitori e che – quando è scoppiato lo scandalo – è stata travolta psicologicamente e mediaticamente.

 

il video di ciro grillo e vittorio lauria con la ragazza che dorme 3

«Ha avuto attacchi di panico, difficoltà respiratorie, pianti. A momenti era assolutamente paralizzata (…) La scena era abbastanza brutta per un genitore, stiamo parlando di difficoltà a respirare, di non riuscire ad articolare… essere bloccata sul letto. Era brutto». Fino a quei giorni neri Roberta aveva sminuito la portata di quella storia.

 

Dice suo padre: «Si è passato da “è un evento privato di una mia amica” a capire che era un evento che stava crescendo. Poi forse non aveva capito ancora bene l’onda di piena, lo tsunami, che le stava arrivando addosso».

 

edoardo capitta

La stessa Roberta aveva a suo tempo spiegato in aula che per lei era stato difficilissimo reggere alla pressione che sentiva addosso in quelle settimane, soprattutto dal punto di vista mediatico. Con il tempo è poi riuscita a recuperare sicurezza e a riflettere su ciò che era capitato a lei e alla sua mica Silvia.

 

[…] «All’inizio – è l’incipit della risposta - ho fatto finta che non ci fossero queste foto; nella mia testa mi sono detta che non esistono. Non l’ho proprio considerata, questa cosa. Poi andando avanti, quando sono stata forzata ad ammettere che era vero - più o meno quando è stato condiviso sui giornali e quindi poi anche quando i miei l’hanno saputo, perché a loro non l’avevo comunicato - a quel punto ho dovuto affrontare questa cosa delle foto.

 

[…] E proprio in quel momento mi sono sentita come se non ci fosse sicurezza nel mondo, come se fosse una cosa che potrebbe succedere tantissime altre volte, proprio perché è una cosa che è stata fatta con grandissima leggerezza però ha un valore molto più forte, perché secondo me io... nel senso, il mio pensiero che ho sviluppato anche dopo questo avvenimento è che alla fine tutti gli episodi di violenza sessuale o qualunque cosa che viene classificata come violenza sessuale, in verità di sessuale ha poco, è tutta una questione di potere.

vittorio lauria ciro grillo

 

Chi commette questi atti sente di avere potere sulla vittima, quindi io mi sono sentita... non ero una persona per loro in quel momento, ero un oggetto, non era rilevante che io fossi appunto una persona, avessi un nome, ero semplicemente lì per il loro divertimento e questo atto dimostra che loro sentissero di avere il potere. Potere che è dato dal loro essere maschi, dal loro essere ragazzi giovani, di vent’anni, magari avere soldi, comunque era tutto... è tutta una questione di potere. […] a

un messaggio spedito dalla ragazza che accusa ciro grillovittorio lauriaVIOLENZA SESSUALEfrancesco corsiglia

 

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