de luca

“HO SCRITTO A DE LUCA, ORA SI SBLOCCA L'APPALTO” - LE INTERCETTAZIONI NELL'INCHIESTA IN CUI È INDAGATO PER CORRUZIONE IL GOVERNATORE DELLA CAMPANIA CHE SI SAREBBE MOSSO PER SBLOCCARE APPALTI CHE FACEVANO GOLA A VITTORIO ZOCCOLA, IL MANAGER DELLE COOP A SALERNO - I PM: VOTI IN CAMBIO DEI FAVORI. MA IL PRESIDENTE DELLA CAMPANIA È CONVINTO DI SMONTARE LE ACCUSE

Petronilla Carillo Leandro Del Gaudio per il Messaggero

 

de luca

Incontri conviviali, accordi di sapore clientelare, possibili incastri elettorali. Seduti attorno allo stesso tavolo - ma sarebbe meglio dire tavolata - c'erano manager del mondo privato, quello delle coop; politici salernitani interessati al voto regionale, ma anche soggetti istituzionali di alto profilo. Tra questi, il governatore della Campania Vincenzo De Luca, che appena due giorni fa è stato raggiunto da una richiesta di proroga delle indagini (che è un avviso di garanzia a tutti gli effetti), da cui ha appreso le mosse della Procura di Salerno.

 

VINCENZO DE LUCA SU TIKTOK 1

IL PESO Corruzione di pubblico ufficiale, chiaro lo schema investigativo: De Luca si sarebbe mosso per sbloccare appalti che facevano gola a Vittorio Zoccola, il manager delle coop a Salerno. Avrebbe fatto valere il suo peso rispetto alle istituzioni salernitane, rappresentate dal sindaco Vincenzo Napoli e dal suo fedelissimo Felice Marotta, entrambi indagati nella stessa inchiesta. Una influenza che avrebbe avuto un ritorno preciso: voti. Non solo a Salerno, ma anche nella corsa a Palazzo Santa Lucia, in vista delle regionali del 2020, in uno scenario in cui potrebbero aggiungersi altri nomi di pubblici ufficiali coinvolti (oltre a De Luca, il sindaco Napoli e lo stesso Marotta).

 

vincenzo de luca

Ma restiamo ai dati finora emersi. Sono diverse le intercettazioni in cui Zoccola spende il nome di De Luca, facendo riferimento alla possibilità di un suo intervento per disincagliare procedure amministrative. Quanto basta a sottolineare l'importanza di una data - il 16 febbraio del 2020 -, in cui il governatore De Luca accetta l'invito a cena di Zoccola. Una tavolata, alla quale sono presenti anche i manager di altre cooperative, dal momento che - come ammette candidamente Zoccola - «ho invitato pure altre coop perché sembra brutto se andavo solo io»). Ma da dove nasce la convinzione che in quella sera, si sia parlato di affari, voti, finanche di possibili condizionamenti di gare pubbliche? Agli atti spuntano due intercettazioni di appena due giorni prima, in cui un candidato alle regionali, Franco Picarone (non è indagato), sembra «compulsare Zoccola ad attivarsi». In quale occasione?

vincenzo de luca

 

«Nell'incontro da tenere per una cena programmata la domenica sera». Scrive ancora il gip: «Picarone, nella conversazione sollecitava l'amico Zoccola affinché nell'incontro si definisse la questione della gara, lasciando intendere che la situazione dovesse risolversi prima delle elezioni amministrative regionali». Bastano queste suggestioni per dare vita a un processo? Nell'indagine condotta dalla Mobile di Salerno, sotto il coordinamento del procuratore Giuseppe Borrelli e del procuratore aggiunto Luigi Alberto Cannavale, non ci sono solo telefonate intercettate agli atti.

 

de luca

Come è noto, un anno e mezzo dopo quella conversazione, Fiorenzo Vittorio Zoccola ha confessato nel corso di due interrogatori in gran parte omissati. Difeso dal penalista Michele Sarno, Zoccola è stato scarcerato dopo qualche giorno di cella (ora è ai domiciliari), fornendo un contributo concreto alle indagini. Difeso dal penalista Andrea Castaldo, il presidente della Regione non replica alle accuse, mostrandosi fiducioso - come in altre occasioni - di dimostrare la propria correttezza. Doveroso a questo punto attendere riscontri concreti.

 

Altro punto destinato ad essere confrontato con il contenuto di intercettazioni e gli interrogatori finora depositati riguarda la presenza di alcuni fogli manoscritti, che sono stati sequestrati dalla Mobile, ma anche di altri documenti che vengono citati nel corso di conversazioni captate. È sempre Zoccola a fare riferimento a «una lettera di quattro fogli fatta recapitare dal consigliere comunale Peppe Polverino», per chiedere un intervento del presidente della Regione. Secondo la sintesi del gip, in ballo c'era un appalto per la manutenzione del comune di Salerno. Quale sarebbe stata la reazione di De Luca? «Dopo averla letta, avrebbe bestemmiato tutti i santi, avrebbe chiamato Marotta e il sindaco e li avrebbe fatti una monnezza, rimproverandoli duramente... adesso il sindaco e Marotta stanno vedendo come risolvere il problema, fanno una delibera di giunta, scavalcando tutte le cose...». Parole intercettate, che ora attendono riscontri. 

VINCENZO DE LUCA

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)