santa maria capua vetere alfonso bonafede francesco basentini

“HO SPOSTATO 100 UOMINI SU SANTA MARIA”, “HAI FATTO BENISSIMO” - FRANCESCO BASENTINI, FEDELISSIMO DI BONAFEDE E DIRETTORE DEL DAP AI TEMPI DELLA RIVOLTA AL CARCERE DI SANTA MARIA CAPUA VETERE, VENIVA COSTANTEMENTE AGGIORNATO DAL PROVVEDITORE IN CAMPANIA ANTONIO FULLONE - OLTRE ALL’INFORMATIVA A POSTERIORI, C’ERA STATA UN’AUTORIZZAZIONE PREVENTIVA CONCORDATA TRA I DUE? LE CHAT - PERCHÉ BONAFEDE NON DICE NIENTE SUL VIDEO DEI PESTAGGI SUI DETENUTI?

1 - LE COLPE DI BONAFEDE PER IL PESTAGGIO IN CELLA «IL MINISTERO SAPEVA»

Gian Micalessin per "il Giornale"

 

francesco basentini alfonso bonafede

«Prima di mettere in croce gli agenti di polizia penitenziaria bisognerebbe interrogarsi sulle responsabilità politiche del ministro Alfonso Bonafede. Pur sapendo quanto era successo a Santa Maria Capua Vetere il ministro è rimasto stranamente silente su questa vicenda per tutto il mandato.

 

le violenze dei poliziotti sui detenuti a santa maria capua vetere 5

Eppure per risolverla bastava una sua visita al carcere, seguita dalla punizione dei responsabili e dalla denuncia alla magistratura. Anche perché i fatti erano in parte già noti. Mancavano i filmati, ma il resto si sapeva. C' è da chiedersi perché il ministro abbia deciso di non agire innescando un' inchiesta e una diffusione di filmati devastante non solo per la Polizia Penitenziaria, ma per l' immagine dell' Italia nel mondo».

 

violenze sui detenuti al carcere di santa maria capua vetere 2

La domanda non arriva da Matteo Salvini che ieri è stato il primo a tirar in ballo l' ex ministro di Giustizia Alfonso Bonafede per la vicenda delle violenze sui detenuti del Reparto Nilo nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. A proporre il quesito, invitando a darsi delle risposte, è una fonte del Giornale ai vertici del Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria.

 

ANTONIO FULLONE

La gravissima e prolungata inerzia del ministro grillino solleva infatti interrogativi inquietanti. Il principale riguarda l' identità di chi ai vertici del Dap o del Ministero di Giustizia, ha al tempo autorizzato l' azione punitiva. «Quell' incursione non è avvenuta per decisione del capo reparto di polizia penitenziaria di Santa Maria Capua Vetere, né del direttore del carcere che in quei giorni non c' era. Il raid è stato deciso ed eseguito racimolando un gruppetto di agenti nei vari istituti della regione aggregandoli in un fantomatico Nucleo Operativo d' Intervento creato a livello regionale» - racconta al Giornale Daniela Caputo, segretario di Dir PolPen, il sindacato dei funzionari di Polizia Penitenziaria.

 

violenze sui detenuti al carcere di santa maria capua vetere 1

Ma a quel punto c' è da chiedersi se il vero decisore sia soltanto l' «indagato» Antonio Fullone, al tempo responsabile del Provveditorato del Dap in Campania. Il via libera al fantomatico «Nucleo Operativo» potrebbe esser stato preceduto da consultazioni con Francesco Basentini, il Direttore del Dap, fedelissimo di Bonafede, dimessosi il primo maggio 2020 in seguito allo scandalo sugli arresti domiciliari concessi ai boss mafiosi per l' emergenza Covid.

 

alfonso bonafede francesco basentini

Di certo stando al procuratore Maria Antonietta Troncone, responsabile dell' inchiesta sulle violenze, Basentini rispose con un «hai fatto benissimo» ad un Fullone che lo informava di avere disposto la «perquisizione straordinaria» del 6 aprile 2020. Resta da chiedersi se, oltre all' informativa a posteriori, vi sia stata un' autorizzazione preventiva concordata da Fullone e dal Direttore del Dap.

 

Un' intesa preventiva con i vertici del Ministero e del Dap spiegherebbe l' atteggiamento «stranamente silente» di Bonafede sulla vicenda. Pur di coprire se stesso e il fido Basentini il ministro a 5 Stelle avrebbe messo la sordina ad una vicenda che poteva venir risolta con una serie di duri provvedimenti interni seguiti da una collaborazione con la magistratura.

 

Matteo Salvini al carcere di Santa Maria Capua Vetere

Un vicenda che, per come viene raccontata ora, sembra, invece, figlia esclusiva della ferocia e della voglia di vendetta di un gruppo di spregiudicati secondini.

L' ipotesi di una responsabilità diretta dell' ex ministro grillino è stata ventilata ieri da Matteo Salvini. «Il ministro era Bonafede, chiedete cosa è successo a lui... il ministro venne il Aula a dirci che era tutto sotto controllo... evidentemente non era così» - ha detto il capo della Lega prima di raggiungere Santa Maria Capua Vetere ed incontrare la Direttrice e gli agenti del carcere.

elisabetta palmieri

 

«Sono qui a ricordare che chi sbaglia paga, soprattutto se indossa una divisa. Questo però - ha detto Salvini al termine della visita - non vuol dire infangare e mettere a rischio la vita di 40mila appartenenti alla polizia penitenziaria».

 

2 - IL PROVVEDITORE IN CHAT CON L'EX CAPO DEL DAP «SPOSTATI 100 UOMINI» «HAI FATTO BENISSIMO»

Fulvio Bufi per il "Corriere della Sera"

 

le violenze dei poliziotti sui detenuti a santa maria capua vetere 8

Il nome di Antonio Fullone, fino all' altro giorno provveditore del Dap in Campania, compare 544 volte nella misura cautelare del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Per lui la Procura aveva chiesto gli arresti domiciliari, ma il gip ha ritenuto che ci fossero gli estremi solo per imporgli la sospensione per 8 mesi dall' esercizio dell' attività svolta.

 

Dagli atti raccolti emerge che il suo ruolo fu determinante nella decisione della vicedirettrice del carcere (che nell' aprile 2020 faceva da reggente) di disporre la perquisizione straordinaria nel reparto Nilo. L' operazione di fatto servì per far uscire dalle celle i detenuti che il giorno precedente erano stati protagonisti di una protesta, e sottoporli a pestaggi e umiliazioni da parte del personale di polizia penitenziaria e degli agenti dal Gruppo di supporto inviati come rinforzo.

misure cautelari per 52 poliziotti santa maria capua vetere

 

Dalle chat recuperate sullo smartphone sequestrato a Fullone emerge che da un lato il funzionario interviene sulla vicedirettrice già per fare stroncare la protesta dei detenuti dicendole che «l' unica scelta è quella di usare la forza» (cosa che non avverrà perché la protesta rientra spontaneamente, ma sarà solo rimandata di poche ore) e dall' altro tiene costantemente aggiornato l' allora capo del Dap, Francesco Basentini.

 

Mentre nel carcere sta salendo la tensione perché si è diffusa la notizia di un detenuto positivo al Covid, lui gli scrive: «Ho spostato già 100 uomini su Santa Maria». Il giorno dopo, quando il capo del Gruppo di supporto, che è alle dirette dipendenze del provveditore, lo informa della delusione degli agenti di Santa Maria che avrebbero preferito intervenire durante la protesta, e lui decide quindi per la perquisizione straordinaria, avverte ancora Basentini: «Era il minimo per riprendersi l' istituto. Il personale aveva bisogno di un segnale forte e ho proceduto così», gli scrive.

«Hai fatto benissimo», è la risposta.

 

alfonso bonafede francesco basentini 1

Nell' immediatezza della perquisizione straordinaria, Fullone è in contatto con il comandante di Santa Maria. Che lo avverte: «Utilizziamo anche scudi e manganelli». E lui approva, ma con prudenza: «Ok se necessario ovviamente».

 

Nei giorni successivi ai pestaggi, quando, secondo gli inquirenti, alcuni degli indagati tentano di far sparire le registrazioni del circuito di videosorveglianza, il capo del Gruppo di supporto scrive a Fulloni: «Vado a Smcv. Per video». E poi: «Sono sul posto, ho raccolto tutto». «Ottimo», commenta il provveditore.

 

Il 10 luglio 2020 i pm titolari delle indagini lo interrogano. Fullone ammette di aver deciso la perquisizione straordinaria e rivendica di aver agito legittimamente perché in presenza di «specifiche situazioni emergenziali».

violenze sui detenuti al carcere di santa maria capua vetere

 

Ma dice di aver saputo dei pestaggi solo quando ne hanno parlato i media: «Nessuno mi ha mai informato, tra le persone che avevano operato in concreto, del fatto che ci fossero state violenze ai danni di detenuti». E quando gli chiedono se dalle immagini registrate saprebbe riconoscere i poliziotti picchiatori, risponde: «Sono chiaramente disponibile per ogni contributo utile». Quindi gli fanno vedere tre video. E per tre volte dice: «Non riconosco nessuno».

RIVOLTA NEL CARCERE DI SANTA MARIA CAPUA VETERE RIVOLTA NEL CARCERE DI SANTA MARIA CAPUA VETERE

Ultimi Dagoreport

leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - IL DISASTROSO DEBUTTO TELEVISIVO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, CHE DOVEVA INCORONARE LA NUOVA STAR DEL CAPITALISMO ITALIANO PRONTO A PRENDERE IL POSTO DI JOHN ELKANN IN FUGA, HA SPINTO GLI “ADDETTI AI LIVORI” A DOMANDARSI: “CHI GLI VUOLE COSI MALE DA SUGGERIRE CHE ERA GIUNTA L’ORA FATALE DI DARSI UN’IMMAGINE PUBBLICA, ESPONENDOLO A ‘STA FIGURACCIA DA MILIARDARIO RINCITRULLITO CHE IN MEZZ’ORA HA PROMOSSO QUELLO SVALVOLATO DI LAPO ELKANN IN ARISTOTELE?” - FORSE LA RISPOSTA ALL’"HARAKIRI CATODICO" DI DEL VECCHIO JR ARRIVERÀ DOMENICA 8 FEBBRAIO DA UN'INCHIESTA DI “REPORT” SU ‘’EQUALIZE’’, LA CRICCA DI SPIONI MILANESI CHE PER ANNI HA DOSSIERATO PER CONTO DI GRANDI AZIENDE, POLITICI, BANCHIERI E IMPRENDITORI, TRA I QUALI SPICCA PROPRIO IL RAM-POLLO DEL VECCHIO - DAI VERBALI DEI PM MILANESI ESPLODE UN DELIRIO DI TRUFFE, RICATTI, INTERCETTAZIONI:“VOGLIO SAPERE I SOLDI NASCOSTI CHE HA MIA MAMMA, MIO FRATELLO, L’ALTRO MIO FRATELLO, MIO CUGINO, TUTTA LA FAMIGLIA…” - "REPORT" TIRA IN BALLO NON SOLO LA GUERRA DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO SULL'EREDITA' DA SOGNO, DA 4 ANNI FERMA AL PALO, MA ANCHE UN POSSIBILE COLLEGAMENTO DI QUESTE ATTIVITÀ ILLEGALI CON IL RISIKO BANCARIO MPS E MEDIOBANCA...

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…