elena donazzan

“LE LEGGI RAZZIALI FURONO ABERRAZIONE MA IL DUCE FECE TANTE COSE BUONE” - L’ASSESSORE ALLA FORMAZIONE DEL VENETO, ELENA DONAZZAN, CANTA FACCETTA NERA A “LA ZANZARA” E SCATENA LE SOLITE, VECCHIE POLEMICHE. IL PD CHIEDE A ZAIA DI RITIRARLE LE DELEGHE - “LA MIA CANZONE DI RIFERIMENTO È FACCETTA NERA, QUELLA DELLA BOLDRINI SARÀ BELLA CIAO. CHE PROBLEMA C’È?” - IL PROBLEMA E' CONTINUARE A DIVIDERSI SUL VENTENNIO MENTRE IL MONDO CORRE IN AVANTI - VIDEO

 

ELENA DONAZZAN ALLA COMMEMORAZIONE DEI MARO' DELLA X MAS

1 – ELENA DONAZZAN CANTA FACCETTA NERA

Da “La Zanzara - Radio24”

 

“Faccetta nera, bell’abissina, aspetta e spera che già l’ora s’avvicina…”. L’assessore alla Formazione della Regione Veneto Elena Donazzan, Fratelli d’Italia, intona in radio, a La Zanzara su Radio 24, le strofe di una delle canzoni simbolo del Ventennio e scoppiano le polemiche con richieste di dimissioni da parte dell’opposizione.

 

Cosa ha detto la Donazzan nell’intervento a Radio 24, mentre parlava della vicenda della Molisana, il pastificio sotto attacco per alcuni nomi di prodotti che ricordano il Ventennio? Ecco le parole dell’assessore. Tra Faccetta Nera e Bella Ciao cosa scegli?: “Non ho nessun dubbio, scelgo Faccetta Nera.  Me l’hanno insegnata da bambina, in alcune case cantavano quella in altre Bella Ciao”.

 

elena donazzan

Ma non erano uguali, dice David Parenzo, una era espressione della libertà, l’altra della tirannide. Donazzan: “Ah, non erano uguali? Io con Faccetta Nera ci sono cresciuta…”. Parenzo: “Se un assessore in Germania avesse cantato l’inno delle Ss sarebbe stato cacciato a pedate nel culo”. Donazzan: “Io l’ho cantata per difendere la Molisana, che ha fatto bene a fare quella pubblicità, è stata difesa persino dal Gambero Rosso. Faccetta Nera è parte della storia della mia famiglia. Se lei Parenzo pensa che io non faccia bene l’assessore è un’altra cosa, dica che mi tolgano e basta”.

 

Parenzo: “Magari anche Mussolini ha fatto una strada, però ha mandato milioni di persone nei campi di sterminio. E lei fa anche l’assessore all’istruzione”. Donazzan: “La mia canzone di riferimento è Faccetta Nera, quella della Boldrini sarà Bella Ciao. Che problema c’è? Me l’ha insegnata mio zio”.

 

Parenzo: “Ma se avessero vinto quelli del suo amato zio io non sarei qui, questa è la differenza”. Donazzan: “Mio zio Costantino era un militare fascista e una volta mi disse, quando gli chiesi perché aveva scelto il fascismo: Putea, se giura na volta soea, Bambina, si giura una volta sola.E’ rimasto fedele, e io lo amo. Punto”.

 

elena donazzan 1

Parenzo: “Se avesse vinto lo Zio Costantino io non ci sarei, i miei sono stati costretti a scappare in Svizzera”. Donazzan: “Giù le mani da Zio Costantino, però mi dispiace per la sua famiglia, le leggi razziali furono un’aberrazione”. Perché fece tante cose buone, giusto: “Bravi, vedo che cominciate a studiare. La cosa migliore che fece Mussolini fu l’Iri, oggi ne avremmo bisogno. Poi l’Inps, l’Inail, la retorica del Milite Ignoto, i sacrari, l’Opera nazionale dell’infanzia, ma che facciamo l’elenco, ce ne sono tante di cose buone…”

 

2 – ELENA DONAZZAN CANTA "FACCETTA NERA", IL PD A ZAIA: "RITIRI LE DELEGHE ALL'ASSESSORE"

Da www.huffingtonpost.it

Elena Donazzan E Giorgia Meloni

 

“Chi canta inni fascisti non può stare in un’istituzione e, peggio, fare l’assessore all’Istruzione”. Lo afferma in una nota il gruppo Pd al Consiglio regionale del Veneto, con il capogruppo Giacomo Possamai, commentando l’accaduto alla trasmissione radiofonica ‘La Zanzara’, dove l’assessore Elena Donazzan (Fdi) ha intonato “Faccetta nera”.

 

“Abbiamo assistito sconcertati alla ‘performance’ - proseguono i consiglieri dem - e presenteremo un’interrogazione a Zaia non solo per chiedergli di dissociarsi ufficialmente, ma per sapere se intende toglierle le deleghe, visto che lei non darà autonomamente le dimissioni.

elena donazzan 2

 

È un episodio gravissimo, purtroppo non il primo, che non può essere ancora derubricato a ricordo di infanzia o goliardata. È assolutamente fuorviante parlare di libertà di pensiero e libertà delle persone, come ha fatto la Donazzan per difendersi dalle accuse, perché il fascismo fu esattamente l’opposto: odio, razzismo e sopraffazione, il periodo più buio della storia d’Italia. La Giunta prenda le distanze, ma lo faccia sul serio, non a parole”, conclude la nota.

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